Epifani: in fabbrica cresce la sfiducia verso la politica

26/09/2007
    mercoledì 26 settembre 2007

    Pagina 2 – Economia

    L’allarme di Epifani: nelle assemblee in fabbrica cresce la sfiducia verso la politica

      Il leader della Cgil soddisfatto per la grande partecipazione ma preoccupato per il qualunquismo. «La finanziaria? Non deve chiedere ulteriori sacrifici»

        Milano
        Grande partecipazione e desiderio di capire e di formarsi un giudizio riguardo ai contenuti del protocollo sul Welfare. Ma anche, e soprattutto, la sensazione di un «clima di sfiducia nei confronti della politica». Così il leader della Cgil Guglielmo Epifani, ieri, a Torino per partecipare ad un convegno in ricordo di Claudio Sabattini, riassume l’atmosfera che ha colto nelle assemblee, appena iniziate, sull’accordo di luglio.

        «Noto un clima di grande partecipazione – ha detto infatti Epifani – e ho verificato che c’è un numero di assemblee, anche qui a Torino, che non c’era stato neanche in occasione dell’ultima consultazione referendaria. C’è una partecipazione molto forte, una attenzione molto vigorosa, una volontà di capire, di formarsi un giudizio. Vedo una condivisione dei punti di fondo pur con qualche dissenso qua e là».

        Ciò che però ha maggiormente colpito Epifani è che «anche nel mondo del lavoro ci sia un clima di sfiducia nei confronti della politica e un timore derivante dalla propria condizione, soprattutto salariale, che è molto pesante». Per questo, secondo il numero uno della Cgil, «queste assemblee dovrebbero dire a noi e anche al paese che esiste un problema della condizione dei lavoratori, dei pensionati, del lavoro industriale, che dovrebbe essere oggetto di una politica più attenta».

        Comunque, ha ribadito Epifani, con il referendum «la parola decisiva spetta ai lavoratori e ai pensionati». Proprio per questo, «ho detto alle forze politiche di fare attenzione a come si raccordano in questa fase, con queste manifestazioni che si annunciano, perché, aperto un referendum non c’è nulla di più democratico e di più giusto che aspettare una libera determinazione del voto dei lavoratori e dei pensionati. Se alla fine voteranno, come io penso, milioni di persone bisognerà rimettersi tutti tranquillamente e serenamente alle decisioni di questa parte importante del paese». Riguardo poi allo «strappo» della Fiom Epifani ha osservato: «È la prima volta che avviene questo tipo di strappo e, quindi, finita la consultazione ne discuteremo negli organismi dirigenti della Cgil, così come è cultura della nostra organizzazione». E intanto, proprio ieri, in una lettera indirizzata al segretario generale, “Lavoro Società”, l’area programmatica di sinistra della Cgil, spiega che non aderirà alla manifestazione del 20 ottobre e che non romperà il patto unitario sancito al congresso di Rimini, nonostante il dissenso sull’accordo di luglio sul welfare, che «è legittimo e interpreta il disagio dei lavoratori».

        Ma Guglielmo Epifani affronta anche il tema, altrettanto caldo, della legge finanziaria in vista dell’incontro tra governo e parti sociali: «Non dovrà chiedere ulteriori sacrifici a lavoratori e pensionati, che non sono assolutamente in grado di sopportarli. La Finanziaria – sottolinea – dovrebbe essere in condizione di fare qualcosa di profondamente diverso, di cominciare a ridistribuire una parte del risanamento in direzione dei lavoratori e degli anziani: penso al problema dei non autosufficienti e a quello della casa».