Epifani: “Il Pd? Un progetto indefinito”

30/11/2006
    gioved� 30 novembre 2006

    Pagina 28 – Interni

    Il leader della Cgil a Repubblica Tv: resto in disparte, sono affezionato al Pse. La Margherita dice no alla federazione: sia un partito vero

      Epifani: "Il Pd? Un progetto indefinito"

        E Fassino polemizza con Franceschini: la leadership non la decidi tu

          Rutelli: "Una forza vicina a Kennedy, a Clinton, ai nuovi dirigenti come Nancy Pelosi che ha vinto le elezioni contro Bush"
          ROMA – La freddezza di Guglielmo Epifani � un nuovo elemento nel processo che dovr� portare al Partito democratico. Il segretario della Cgil parlando a Repubblica Tv sostiene che il soggetto che nasce dall�asse tra Ds e Margherita gli pare �molto indefinito�. �Mi sono temuto in disparte – spiega – . Perch� non ho capito come nasce, con quale partecipazione, che senso ha, se include, se esclude�. Per il momento si vede solo �una somma di stati maggiori, e non pu� essere cos� un partito nuovo. Altrimenti il gioco non vale la candela�. Resta un problema, anche per Epifani, la collocazione internazionale del Pd. �Sono un socialista tradizionale, affezionato al partito socialista europeo che non giudico fuori moda, ma una realt� assolutamente moderna�.

          Ma � proprio sulla collocazione internazionale che la Margherita torna ad attaccare la Quercia. Non baster� la modifica allo statuto del Pse, con l�apertura a �democratici e progressisti�, a far cambiare idea ai Dl, a convincerli a entrare nel gruppo socialista. �I nostri non sono mica cos� tonti da cascarci�, dice Nicodemo Oliverio, mariniano doc. Ermete Realacci dice che �il Pse anche se cambia nome resta sempre quello che �. E Ciriaco De Mita certo non cambia idea: �Sarebbe come innestare una cosa nuova in qualcosa che � vecchio�. L�idea della Margherita � quella di un partito nazionale sganciato dalle famiglie europee, perch� il Pd oggi come oggi non pu� riconoscersi in nessuna delle vecchie case. Alla vigilia del congresso del Pse, la prossima settimana a Oporto, non � un segnale positivo nei rapporti con i Ds. Ds che si preparano all�appuntamento internazionale sostituendo rapidamente il capogruppo a Strasburgo Nicola Zingaretti (diventato segretario del Lazio) con Gianni Pittella.

          Il dibattito sul futuro europeo del Pd non significa che la Margherita pensi a una federazione Ds-Margherita come sbocco finale del processo. �Noi siamo contro la federazione, vogliamo invece un partito vero�, dice il coordinatore del partito Antonello Soro. Ed � la posizione condivisa da tutti dentro Dl, com�� emerso anche dopo una riunione del vertice ieri. Con la riserva di De Mita che avverte dei rischi di �abbandonare la vecchi casa sapendo che ce ne sar� una nuova�. Dagli Usa, Francesco Rutelli non si sbilancia. Dice �in Italia noi pensiamo a un Partito democratico aperto ai temi del nostro Paese e dell�Europa�. Naturalmente vicino ai democrats americani, �al partito di Kennedy, Clinton e dei nuovi dirigenti come Nancy Pelosi che hanno vinto le elezioni contro Bush�.

          Rutelli interviene anche nel dibattito avviato dalle frasi di Dario Franceschini che ha avvertito: �Nella fase transitoria il leader non potr� essere n� Fassino n� Rutelli�. �Fare ora questa discussione – dice il vicepremier – pu� essere naturale, ma non interessa agli italiani�. Fassino invece risponde direttamente a Franceschini nel corso di un convegno a Roma. Con una battuta gli fa: �Ho l�impressione che non sarai tu a decidere il leader…�. Per il segretario dei Ds a decidere saranno anche gli elettori, sul modello delle primarie. �Certo non da dieci persone chiuse in una stanza�. Del resto, chiosa, neanche il segretario dei Ds viene deciso da un�oligarchia �ma da 250 mila iscritti�.