Epifani: «Governo fragile, vive alla giornata»

02/04/2007
    sabato 31 marzo 2007

    Pagina 3 – Economia

    «Governo fragile, vive alla giornata»

      Le preoccupazioni di Epifani: attenzione al «tesoretto», a giugno rischia di non esserci più

        di Felicia Masocco / Roma

        TIMORE – Il governo «è fragile, ed è un problema». Il quadro politico, per i suoi numeri, preoccupa Guglielmo Epifani esponente di spicco di quella rappresentanza sociale che dall’esecutivo di centrosinistra si aspetta decisioni e cambiamento. La «fragilità» è un freno, «costringe a lavorare giorno per giorno, senza una programmazione». Parole amare che il segretario della Cgil pronuncia in un convegno sull’università e che seguono di pochi giorni l’avvertimento che completa il suo ragionamento: «Se però fallisse, se cadesse, sarebbero guai, anche per la nostra gente», aveva detto in un seminario Cgil dedicato ai rapporti con la politica. Le differenze con il governo passato sono evidenti. Eppure si può, si potrebbe fare di più. «Il quadro che abbiamo ci consente qualche spazio in più – ha spiegato – ma non è quello che ci aspettavamo». La mancanza di un «orizzonte temporale», l’incertezza della «durata» per i numeri che al Senato sono quelli che sono, per Epifani rende difficile selezionare le priorità , «costringe a vivere in uno stato permanente di necessità», e produce anche un paradosso, «vanno a buon fine cose microcorporative che un esecutivo come questo non dovrebbe fare». «Anche per l’università – ha aggiunto contestualizzando – il vero limite è questo».

        La Cgil, come le altre sigle sindacali e le associazioni di impresa è impegnata con il governo ad affrontare un lungo elenco di argomenti con l’obiettivo di dare impulso alla crescita «secondo equità». Ma l’obiettivo, da tutti condiviso, si scontra con l’esiguità delle risorse. Nell’immediato con quel «tesoretto» rappresentato dalle entrate extra che nei desiderata dovrebbero servire a coprire troppe cose. Il monito del sindacalista è di fare attenzione all’uso che se ne farà. «Non vorrei arrivare a giugno – spiega – scoprendo che il tesoretto è già stato suddiviso senza che ce ne accorgessimo, restando così senza risposte ai problemi che intendiamo porre ai tavoli». Epifani cita l’Ici. «Con l’operazione Ici e senza interventi sulle rendite finanziarie (che pure erano previsti nella finanziaria) il tesoretto – ha fatto notare – è già finito, consumato, insomma tolto di mezzo». Il suggerimento è di valutare a giugno l’ammontare del bonus «e di verificare quali sono le priorità. Quello che non viene coperto con il tesoretto andrà coperto – ha concluso Epifani – con la legge finanziaria».

        L’innalzamento delle pensioni più basse, il rinnovo dei contratti, il superamento dello scalone, la totalizzazione dei contributi previdenziali, gli ammortizzatori sociali sono misure che vengono ben prima dell’alleggerimento del fisco sulla casa. A ricordarlo è anche che Marigia Maulucci che per la segreteria Cgil si occupa di fisco e conti pubblici. Sono queste le priorità dei tavoli di confronto «la modifica dell’Ici non non c’è, come per altro manca anche nel documento presentato dal governo stesso, all’apertura del confronto». Errore gravissimo, invece aver procrastinato l’armonizzazione della tassazione delle rendite finanziarie con la quale un intervento sulla casa si sarebbe potuto finanziare senza problemi.

        Il centrodestra cavalca la tigre, e azzarda un’equivalenza tra le parole di Epifani e le posizioni dell’opposizione. «Le cose sono due: o Epifani si iscrive all’Udc, o io mi iscrivo alla Cgil», dice il senatore dell’Udc Francesco Pionati. Franco Giordano, che della maggioranza fa parte, parla di «una sortita di cui tenere conto». Per il segretario di Prc l’avvio «programmato e serio di una redistribuzione delle risorse, è un problema di prima grandezza».