Epifani: gli iscritti? Vanno certificati

16/02/2010

«Noi siamo 5,7 milioni». Bonanni: finalmente anche la Cgil per la trasparenza
ROMA — «Sulla democrazia sindacale non ci siamo: uno si sveglia la mattina e dice di avere 5 milioni di iscritti e invece ne ha 500 mila: chiedo una certificazione trasparente degli iscritti ora». Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ieri, durante un’assemblea precongressuale a Milano, ha attaccato a testa bassa le altre sigle sul tema della rappresentatività sindacale.
Lo spunto potrebbe essere stato la pubblicazione, da parte della Cisl, dei dati sul tesseramento 2009 da cui emergerebbe, secondo «via Po», che il sindacato di Raffaele Bonanni avrebbe raggiunto, se non superato, la Cgil nelle iscrizioni tra gli attivi. Ma è probabile che Epifani avesse in mente anche le polemiche, seguite alla candidatura a «governatore» del Lazio, del segretario dell’Ugl, Renata Polverini, cui è stato contestato (per eccesso) il numero delle tessere.
«Noi abbiamo 5,7 milioni di iscritti — ha detto Epifani —, ma serve trasparenza da parte di tutti: non possiamo dare spazio a chi dice una cosa e invece è un’altra».
Ironica la reazione di Bonanni: «Finalmente. Era ora. Ma c’è da chiedersi dov’era il mio amico Epifani quando la Cisl chiedeva di verificare la rappresentatività di tutti i sindacati ai tavoli, regolando questa materia con accordi contrattuali tra le parti, proprio per evitare la presenza di sindacati di dubbia rappresentanza sponsorizzati da alcune forze politiche. Un fenomeno — conclude il segretario — che si verifica anche in tante commissioni ed enti, dove la politica dopo essere uscita dalla porta è rientrata dalla finestra…».
Bisogna ricordare che Epifani finora si è espresso più favorevolmente per una legge che regoli la materia ma che i tre maggiori sindacati, quando presentarono una proposta comune al tavolo della riforma contrattuale, si accordarono su un meccanismo «pattizio» di certificazione, in cui era il Cnel a controllare il numero delle tessere. Poi però la Cgil abbandonò il tavolo e la riforma fu firmata dagli altri sindacati.
Per il segretario della Uil, Luigi Angeletti, «una legge non sarebbe adatta allo scopo di certificare gli iscritti. Più efficace è la via contrattuale, magari coinvolgendo l’ente assicurativo nella certificazione degli iscritti e nel monitoraggio delle elezioni di Rsu».
Convinto sostenitore della certificazione di un soggetto terzo, è la Confsal, il sindacato che ha contestato i numeri dell’Ugl rivendicando la terza posizione tra i sindacati.