Epifani: Fiom deve riscoprire il negoziato

15/04/2004



sezione: ITALIA-LAVORO/MERCATI ITALIA
data: 2004-04-15 – pag: 21
autore: S.U.

Epifani: Fiom deve riscoprire il negoziato
    MILANO • La partita dei rinnovi contrattuali riprende, e lo fa in un clima infuocato, in particolare nel pubblico impiego. Dopo le mobilitazioni dei giorni scorsi i sindacati si preparano a tornare sul piede di guerra e a riprendere una nuova serie di agitazioni. Ancora una volta, a scatenare il conflitto la mancata convocazione per il rinnovo del secondo biennio economico di gran parte dei contratti pubblici. Cinque punti percentuali separano l’offerta del Governo, il 3% di aumento, dalle rivendicazioni dei sindacati, l’8 per cento. Una richiesta che supera l’inflazione programmata ma, dicono i sindacati, «perché è irrealistica». Parallelamente è però nel settore privato che si consuma lo snodo fondamentale per gli assetti contrattuali. Per la prima volta cioè il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani esce allo scoperto sulla vicenda Fiom. Il sindacato dei metalmeccanici infatti nelle scorse settimane aveva dato il via libera al congresso straordinario, in programma per i primi giorni di giugno. Obiettivo, archiviare la politica dei redditi e quindi riaccendere il conflitto, spostare i rapporti di forza a favore dei lavoratori, affermare il salario quale variabile indipendente. In una parola: una scollatura tra categoria e confederazione. Ora l’intervento di Epifani rimette a fuoco i rapporti tra la Cgil e la Fiom e nei contenuti sembrerebbe assecondare la minoranza riformista, guidata dal segretario nazionale Riccardo Nencini. Il segretario generale invita infatti le tute blu a fare scelte unitarie e a non spostare la discussione «sul terreno delle scelte redistributive piuttosto che su quello dell’analisi della crisi». «La discussione con i lavoratori — spiega Epifani — deve avere al suo centro il tema della crisi dell’industria italiana e del settore metalmeccanico in particolare». Mentre, sottolinea il numero uno della Cgil, c’è piuttosto la tendenza a portare il confronto sul terreno della scelta redistributiva. «Se questa tendenza dovesse prevalere — continua — sarebbe uno sbaglio, perché si finirebbe per concentrare la discussione sulle modalità delle forme redistributive, attraverso il contratto o attraverso una nuova politica dei redditi, senza accorgersi che, se la situazione della produzione industriale restasse quella in atto, non avrebbe alcuna rilevanza accettabile la scelta se assumere nel contratto nazionale una quota di produttività o viceversa una quota del pil». Inoltre per Epifani di fronte alle sfide interne ed esterne che aspettano i metalmeccanici «l’unità non è una concessione a un rito invecchiato». «Se il congresso della Fiom — aggiunge — potesse, sulla base degli orientamenti che la Cgil ha assunto in questi anni, concludersi unitariamente sarebbe un risultato positivo» e «di grandissimo valore» per la Fiom e per la Cgil. Infine il leader della Cgil auspica che il congresso della Fiom «abbia come obiettivo la riconquista del potere negoziale della categoria». In questo senso, conclude Epifani, «ci sono discussioni da fare con Fim e Uilm, regole da stabilire, ma ci vuole la forza e la determinazione necessaria. Il fatto che la più grande categoria venga tenuta ai margini del rinnovo dei contratti è un’anomalia che non può durare».