Epifani e Pezzotta: chiarimenti subito

10/07/2003



      Giovedí 10 Luglio 2003


      Epifani e Pezzotta: chiarimenti subito


      ROMA – Sindacati preoccupati per le fibrillazioni della maggioranza. Guglielmo Epifani, segretario generale Cgil, ha parlato di un «corto circuito istituzionale» che starebbe creando una situazione di ingovernabilità estremamente delicata. Savino Pezzotta, segretario generale Cisl, ha dichiarato invece di aver «esaurito gli schemi interpretativi». «Non mi sono fatto alcuna idea – ha aggiunto – posso solo aspettare a vedere cosa accade.
      Certo la situazione creata dalle forze di maggioranza non è allegra. Resto dell’idea che le pensioni non si toccano e che il Dpef vada presentato prima possibile».
      La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza dei sindacalisti è stata naturalmente la mancata riunione della cabina di regia.
      Ma più in generale i timori nascono per la assoluta assenza di punti di riferimento su quanto il Governo si appresta a fare. «Non era mai accaduto a mia memoria, da quando è stata riformata la legge di bilancio – ha detto Epifani – che quasi alla metà del mese di luglio non si sapesse se e quando il Dpef sarà approvato dal Consiglio dei ministri e presentato in Parlamento. Nessuno ci ha convocati per trattare il testo del provvedimento, o anche solo per essere informati dei suoi contenuti». Una situazione paradossale, ha sottolineato il segretario generale della Cgil, perché è appena iniziato il semestre di presidenza italiana del Consiglio dei ministri europei e perché siamo alla vigilia del varo di due atti importanti come il Dpef e la legge finanziaria per il prossimo anno. Di qui la richiesta perentoria al Governo perché questa situazione di difficoltà venga sanata rapidamente. «Sono stupito – ha detto Epifani – il Governo appare più diviso adesso di quanto non lo fosse prima della verifica». I timori sindacali sono anche legati al futuro dei contratti del pubbico impiego. «Basta con i rimpalli tra ministri – ha detto Pezzotta – questo non ci aiuta, è necessario sedersi attorno a un tavolo con la volontà di chiudere la partita». Del resto è stato Epifani a sottolineare che i contratti del pubblico impiego attendono ormai da un anno e mezzo. «A fine anno – ha ricordato – scade il primo biennio di applicazione degli aumenti salariali che stiamo trattando e quindi tra nemmeno sei mesi dovremmo già negoziare i nuovi aumenti».
      Le lamentele per questa situazione di difficoltà crescente da parte del segretario generale della Cgil sono venute in una conferenza stampa nel corso della quale Epifani ha presentato le richieste della sua organizzazione per il semestre di presidenza italiana e ha presnetato il nuovo responsabile del segretariato Europa della Cgil, Antonio Panzeri, fino a qualche giorno fa segretario generale della Camera del lavoro di Milano. Sei le richiesta avanzate da Epifani per il futuro dell’Unione: una costituzione forte, uno stato federale e una politica economica fonmdata su innovazione e ricerca, e ancora la tutela dei diritti della persona, la difesa dello stato sociale, la riduzione dell’area di incertezza nei rapporti di lavoro.

      MASSIMO MASCINI