Epifani E La Fiom Alla Prova Della Piazza

12/10/2010

È stato un faccia a faccia di due ore tra il capo della Cgil, Guglielmo Epifani, e quello della Fiom, Maurizio Landini. Ieri, i due si sono guardati negli occhi, perché il momento è davvero delicato: sabato sarà l’ultima uscita in piazza del leader della Cgil, prima del passaggio del testimone a Susanna Camusso. Epifani chiuderà la manifestazione dei metalmeccanici con un comizio in piazza San Giovanni. E non vuole sorprese. La manifestazione, ha detto Epifani a Landini, deve essere sindacale e non può diventare lo sfogatoio politico di tutti gli antagonismi. Basta farsi un giro sui siti dei centri sociali, compreso Askatasuna di Torino (del quale fa parte la ragazza che lanciò il bengala contro il leader della Cisl, Bonanni), e dei movimenti più estremisti, compresi i Carc, per vedere che tutti danno appuntamento ai propri aderenti in piazza San Giovanni, sabato. Che Epifani non voglia avere nulla a che fare con costoro è noto. Ed è tanto più comprensibile in un momento come questo. E non è un caso quindi che la Fiom abbia già respinto l’adesione dei Carc. Ma forse è tardi. Dopo anni in cui alcune parti della Cgil e della Fiom hanno coltivato e altre tollerato i rapporti con aree di puro estremismo in nome di un malinteso concetto di rappresentanza politica della sinistra, è difficile pretendere di cancellare d’incanto tutto questo. La manifestazione di sabato, se la Fiom metterà in campo le opportune misure, potrà anche non rovinare la festa a Epifani. Ma non risolve ambiguità che dovranno essere affrontate con coraggio dalla nuova leader Camusso.