Epifani e Cofferati: «Lista unica ma non a tre»

05/11/2003





mercoledì 5 novembre 2003

Oggi il lancio in Senato. Veltroni non firma però benedice l’iniziativa

«Lista unica ma non a tre»
I sì di Epifani e Cofferati
Con Occhetto girotondini ed ex ppi. Cacciari: è per rafforzare Prodi

      ROMA – Un mese fa, tra le ovazioni della minoranza diessina, Achille Occhetto l’aveva gridato a Piero Fassino: «Siamo stufi di questo gioco al massacro, dove il salotto buono decide qual è il vero riformismo che fa piacere a lor signori». Da quel giorno l’ex segretario, che nell’89 seppellì il Pci e battezzò il Pds, si è messo al lavoro. E oggi a Palazzo Madama presenterà il suo appello «per la vera unità dell’Ulivo». Con il senatore, una bella fetta della sinistra che conta: girotondini e sindacalisti, intellettuali e registi, deputati e senatori di tutti i partiti dell’opposizione. Uniti nel respingere l’Ulivo «a scartamento ridotto», partorito dalle «manovre oligarchiche» dei segretari di partito. Piero Fassino la prende bene, dice che «ogni iniziativa unitaria che coinvolga i movimenti e la società civile va salutata con simpatia». Anche se la segreteria della Quercia non ha nascosto il sogno di arruolare per le europee Nanni Moretti , il regista di Palombella rossa e dei «girotondi» contro il governo. C’è anche il suo nome con quelli di Dario Fo , Franca Rame , «Pancho» Pardi , Paolo Flores D’Arcais , Silvia Bonucci , Roberto Zaccaria , Marina Astrologo . Fosse per loro, la lista unitaria dovrebbe scaricare i socialisti di Boselli e Del Turco (protagonista di un duro attacco contro il capogruppo Ds alla Camera Luciano Violante) e imbarcare l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro . L’ex magistrato di Mani Pulite ha firmato di slancio, esasperato dal «silenzio assordante e umiliante» di Rutelli e Fassino, artefici a sentir lui di una «vera e propria truffa elettorale».
      A chiedere una Costituente dell’Ulivo sono verdi come
      Ermete Realacci , ex popolari della Margherita come Rosy Bindi , Giuseppe Fioroni , Antonio La Forgia , diessini come Tana De Zulueta, Walter Vitali, Giovanni Lolli , Giovanna Melandri . Se Walter Veltroni non ha firmato l’appello, che ha la benedizione di Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani , è solo per via del suo incarico in Campidoglio.
      Non è un’anti-lista, giurano i promotori, un bulldozer per demolire la fragile intesa tra Ds, Margherita e Sdi in vista delle Europee del 2004. Ma un contributo «in positivo», con la speranza di riuscire a correggere, se ancora ce ne fosse il tempo, la «falsa partenza di Romano Prodi». Perché, tuonava Occhetto il 3 ottobre dal palco del teatro romano Ambra Jovinelli, non è venuto in Italia? Perché non ha convocato oltre ai segretari di partito «le università, i centri di ricerca, i gruppi dirigenti dei girotondi, i New Global»?
      Quel che non han fatto i prodiani, han fatto gli occhettiani. Il risultato è un fronte trasversale di ulivisti convinti, nemici giurati del «chi ci sta, ci sta», decisi a spostare a sinistra il baricentro del fronte anti-Berlusconi.
      A chi ben conosce la storia della Quercia, suonerà strano che uno degli artefici della «vera lista unitaria» sia il filosofo Massimo Cacciari . Era l’anti-Occhetto per eccellenza, capace di frasi impietose sul leader sconfitto alle politiche e alle Europee del ’94. Ora è l’autore di un passaggio strategico dell’appello, dove si sprona il nuovo riformismo a «interpretare le trasformazioni sociali degli ultimi anni, le nuove culture, le nuove professioni…». Sì all’unità, no alla sommatoria dei partiti. E soprattutto, no a un partito riformista che nasca come formazione leaderistica. Ma questo non vuol dire che l’operazione nasconda la volontà di rinviare alle calende greche il ritorno di Prodi sulla scena italiana. «É tutto l’opposto, questa iniziativa rafforza la leadership di Prodi – mette in chiaro l’ex sindaco di Venezia – Non pensiamo però che il Presidente della Commissione sia il Redentore che ci salverà dai peccati del mondo…».
      Fassino e Rutelli, intanto, vanno avanti. Lunedì il direttivo Ds affronterà il nodo del referendum tra gli iscritti, chiamati a dare il via libera al progetto Prodi. La partecipazione del «correntone» resta in dubbio, anche se ieri la commissione incaricata di definire modi e contenuti del sondaggio ha trovato un accordo di massima. A questo punto, i quesiti potrebbero essere due, come i progetti in campo: «Volete voi la lista unitaria di Prodi-Fassino-Boselli o la "vera lista unica" di Occhetto-Cacciari-Cofferati?». A metà novembre la verità, con le assemblee di Margherita, Ds e Sdi che si apriranno con la lettura di un «manifesto» di Prodi per l’Europa.
Monica Guerzoni


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