Epifani: così è inutile trattare

29/10/2003



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29.10.2003
Epifani: così è inutile trattare
«Questa non è una priorità per il Paese, il premier non dice il vero»

di Giampiero Rossi

MILANO «Io non sono disponibile a nessuno accordo, nè totale nè parziale, nell’ambito della controriforma delle pensioni proposta dal governo. E’ inutile aprire trattative». Il segretario generale della Cgil,
Guglielmo Epifani, non ha dubbi: la riforma previdenziale targata Berlusconi-Tremonti-Maroni non è materia sulla quale vale la pena discutere. Lo ha detto a Milano, al convegno sulla Costituzione europea organizzato dalla sua confederazione sindacale, e lo ha ribadito negli studi di “Porta a porta”. Le priorità per il paese, ha spiegato Epifani, sono «la politica per lo sviluppo, mezzogiorno, infrastrutture, una politica di contenimento dell’aumento dei prezzi», e non la riforma delle pensioni. Tantomeno “questa” riforma.
«Il governo ha fatto uno sbaglio a intervenire sulla previdenza – ha
aggiunto il segretario generale di corso Italia – il paese oggi ha bisogno
di altre cose. La Cgil non è disponibile a operazioni fuori tempo,
sgangherate e di controriforma». E ha definito l’intervento registrato di Berlusconi, sempre per la trasmissione-salotto di Bruno Vespa, «un messaggio rassicurante non corrispondente al vero».
Dunque il sindacato boccia la presentazione dell’emendamento alla
riforma previdenziale da parte del governo in Senato. «Per mesi – ha
aggiunto Epifani – non si è potuto trattare. Si porta in parlamento una delega che per noi non va bene». E allora appare quasi obbligata la scelta della mobilitazione adottata con convinzione da tutti i sindacati:
«Abbiamo deciso di proseguire a mobilitazione partendo dal mezzogiorno con una grande assemblea a Reggio Calabria – ricorda il leader Cgil – continueremo con le iniziative sul territorio e sulla scuola fino alla grande manifestazione nazionale che terremo a Roma il 6 dicembre».
Questo è il suo primo commento al documento unitario diramato
dalle tre confederazioni. L’iniziativa di Roma sarà «il momento
più importante», la risposta a un governo che «invita al dialogo ma
ha presentato in Parlamento una delega che è il frutto delle sue sole
scelte. Quindi dice una cosa e ne fa un’altra». Per questo la strada per il teorico tavolo di confronto è sbarrata: «Il problema è che noi non siamo disponibili a trattare e discutere entro ambiti che il governo ha già deciso – ribadisce Epifani a scanso di equivoci – se si vuole riprendere il dialogo bisogna partire dal punto in cui il dialogo è stato interrotto». Nel merito della riforma, poi, il dirigente sindacale sottolinea come l’emendamento presentato dall’esecutivo «crea problemi oltre che ai lavoratori anche alle imprese, scarica tutto sui giovani e non affronta i problemi che invece bisogna affrontare».
E a questo riguardo il segretario della Cgil ha detto di pensare
«alla costruzione della previdenza integrativa da parte dei lavoratori
privati e soprattutto pubblici, penso agli ammortizzatori sociali, all’atttuazione in generale di quelle cose che il paese ha bisogno oggi». Perché al di là delle belle parole di autopromozione di Berlusconi, la riforma del governo così come è, si presenta semplicemente, a giudizio del segretario della Cgil come «un puro risparmio di spesa differito nel tempo, per avere il via libera alla Finanziaria da parte dei Bruxelles. La chiamano riforma ma è una controriforma».
«Non escludiamo un nuovo grande sciopero – conclude Epifani
- con modalità che decideremo». e a proposito della ritrovata unità sindacale, il segretario della Cgil ha evidenziato che la sua organizzazione ha fatto con gli altri sindacati «un altro passo unitario con queste mobilitazioni, e unitario è tutto il percorso che noi proponiamo».