Epifani: «Contratti e Finanziaria, la Cgil non starà ferma»

17/09/2004


            venerdì 17 settembre 2004

            «Sul modello contrattuale la nostra disponibilità è chiara: siamo pronti a discutere, non a fare le cose al buio. Le priorità del Paese però sono altre»
            Epifani: «Contratti e Finanziaria, la Cgil non starà ferma»

            DALL’INVIATO
            Giampiero Rossi

            GENOVA «Se Siniscalco va avanti così avrà la riposta del sindacato». Tra gli stand della Festa nazionale dell’Unità il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parla come sempre con tono pacato, scandisce le parole, utilizza tutti gli argomenti razionali, tecnici e di buon senso per sostenere i propri ragionamenti sui temi dell’agenda economica e sociale del paese. Ma non rinuncia a frasi più secche, quando si tratta di affermare una volta di più la posizione della sua organizzazione di fronte alle scelte spericolate del governo. E ribadisce la ferma intenzione del sindacato di tentare con ogni strada di bloccare con la “protesta” le scelte sciagurate dell’esecutivo in materia di politica economica. Anche ieri, dopo l’ennesimo balletto di dichiarazioni sulla Finanziaria che arrivavano da Palazzo Chigi e dintorni, il leader della Cgil è stato chiaro. A partire dall’ultima idea partorita dal ministro dell’Economia: schiacciare sotto un tetto di un misero 2% la spesa per i contratti del pubblico impiego, cioè uno dei nodi più delicati di questa stagione: «Ovviamente con il 2% non si fa nessun contratto – replica deciso Epifani – e quindi lavoreremo, lotteremo perché il governo cambi idea». Anche perché, spiega ancora il segretario della Cgil, «il contratto del pubblico impiego è scaduto ormai da nove mesi, c’è una piattaforma e in un incontro prima dell’estate il governo si era impegnato a confrontarsi ad alcuni tavoli di approfondimento. Da allora, però, anche su questo il governo si è eclissato, è scomparso, salvo far sapere adesso che nella manovra finanziaria si intende porre un tetto del 2%».

            La finanziaria sarà il terreno di scontro sociale e politico di quest’autunno. Anche se Gulielmo Epifani premette che «è ancora prematuro parlarne», non può fare a meno di sottolineare che «certo non sarà quel giardino di rose e fiori di cui sento parlar e, perché se si vuole restituire qualcosa, se al tempo stesso si tolgono 30 miliardi di euro, qualche crisantemo resta». E tutto ciò, per i sindacati, significa che «se sarà così, non equa verso i contratti del pubblico impiego, per gli investimenti, con una riforma fiscale a vantaggio dei più ricchi, allora noi riteniamo che serva una riposta che metta al centro questi temi – dichiara il leader della Cgil – una protesta contro tutto questo e per affermare una diversa politica economica e sociale». Ma su questo si confronteranno presto le tre sigle sindacali confederali in una «valutazione comune».


            Ma c’è anche un terreno sul quale Cgil, Cisl e Uil faticano ancora a dialogare come avviene sui più importanti temi sui quali sono impegnati unitariamente: il confronto sulla riforma degli assetti contrattuali, cioè un capitolo della concertazione che Confindustria ha messo sul tavolo producendo l’effetto (forse desiderato) di seminare scompiglio tra Epifani, Pezzotta e Angeletti. Proprio ieri il segretario generale della Uil ha lanciato il suo ultimatum alla Cgil, accusata di temporeggiare, per una ri posta su questa materia. Ma, da Genova, la riposta di Epifani è decisa: «La posizione della Cgil è chiara e comprensibile a tutti, quindi chi vuol capire capisca. C’è una disponibilità a confronto che significa un sì a discutere e un no a fare le cose al buio su una materia così delicata. Se non si raccoglie questa disponibilità – prosegue Epifani allargando le braccia – prenderemo atto che non si vuole raccogliere la nostra apertura a discutere». Una disponibilità, lascia intendere il leader della Cgil, che arriva quando in realtà ci sarebbero ben altri problemi ai quali dedicare tempo ed energie: «Siamo di fronte a un quadro economico con crescita e consumi sottozero, per cui questa discussione sui modelli contrattuali non è assolutamente la priorità. Ma nonostante tutto siamo sempre disponibili a discutere con gli altri». Alla Festa dell’Unità Epifani ha parlato anche di guerra e terrorismo («va combattuto con gli strumenti giusti»), di riforma federale («non è la soluzione migliore, anche Confindustria è contraria, molti sono perplessi») e ha partecipato alla presentazione della vasta sequenza di iniziative organizzate in vista del centenario della Cgil.


            Ma in mezzo a tutto ciò ha voluto incontrare i lavoratori di Finmeccanica e della Ferrania, due aziende liguri che attraversano un momento di drammatica crisi. Quindi, prima di visitare i padiglioni della festa e di affrontare il dibattito serale, si è fermato a uno dei numerosi banchetti dove si raccolgono le firme per il referendum contro la legge sulla fecondazione assistita.