Epifani: «Ci sono imprenditori fannulloni»

23/04/2007
    domenica 22 aprile 2007

    Pagina 17 – Economia

      Duro attacco del segretario della Cgil, che avverte Prodi: se i salari sono bassi il governo deve intervenire

        "Ci sono imprenditori fannulloni"

          Epifani: si nascondono in settori protetti e dietro scatole cinesi

            ROMA – Anche fra gli imprenditori ci sono degli autentici «fannulloni». Parafrasando un termine che negli ultimi tempi è stato associato più che altro a lavoratori del settore pubblico, Guglielmo Epifani, il leader della Cgil – parlando dal congresso dei Ds – ha sferrato un attacco al mondo delle aziende. O meglio a quante, fra loro, «non hanno dato una buona parte di sé e hanno preferito, in questi anni, rifugiarsi nei settori protetti e nelle rendite delle scatole cinesi dove, con poco, controlli il mondo». «Vale forse per loro – ha aggiunto – un termine che viene usato spesso per il lavoro. Dei veri imprenditori fannulloni».

            Frase che il congresso dei Ds ha accolto con uno scroscio di applausi, pur se Epifani ha precisato che nel frattempo «ci sono anche state aziende che sono state capaci di riorganizzarsi e fare profitti di fronte ad un mercato globale difficile». A sdrammatizzarne il peso è stata poi una battuta del ministro del Lavoro Cesare Damiano: «In tutte le famiglie esistono dei problemi», ha detto.

            Ma l´attrito consumato fra il leader della Cgil e le aziende va di fatto ad inserirsi in un contrasto fra sindacato, politica ed aziende che negli ultimi tempi – dopo l´esplosione del caso Telecom – sì è nettamente inasprito. Solo pochi giorni fa – riferendosi appunto alla vicenda della società di Tronchetti Provera – il presidente della Camera Fausto Bertinotti aveva parlato di «capitalismo devastato» a un «estremo di impresentabilità». Accuse alle quali la Confindustria, aveva risposto affermando che le parole del presidente della Camera confermavano «il clima anti-impresa» che si sente «in larghi settori della maggioranza» e precisando che «nelle competizioni le imprese italiane sono quasi sempre lasciate sole, a differenza di quanto avviene in altri sistemi paese, più efficienti e competitivi». «Ma forse quello che piace – concludeva l´associazione degli industriali infuocando la polemica – è il modello del capitalismo di Stato che ha ridotto l´Alitalia nelle condizioni attuali».

            Scontri fra politica e imprese ai quali si associa una tensione altrettanto alta fra sindacato e politica. Nel suo intervento, infatti, Epifani ha esordito dicendo che «a un anno della nascita del nuovo governo c´è un evidente calo di consenso e un evidente malessere sociale. Troppe promesse non sono state mantenute». Non solo: un altro lungo applauso è arrivato quando il leader della Cgil ha messo al centro delle critiche la politica salariale del governo. «Negli ultimi giorni il presidente del Consiglio ha detto cose importanti – ha commentato – Ha detto che i salari sono troppo bassi e che c´è troppa ingiustizia nella distribuzione del reddito. Ora, però, bisogna che il governo sia conseguente. Se lo sarà, la Cgil sarà pronta a fare la sua parte e a firmare tutti gli accordi che saranno necessari, ma in caso contrario si deve sapere che possiamo anche avere un´altra soluzione: quella in cui non si firmano accordi».

            (l. gr.)