Epifani: azzeriamo la lista unitaria

15/12/2003


DOMENICA 14 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 22 – Interni
 
 
Al via l´asse Occhetto-Di Pietro
Epifani: azzeriamo la lista unitaria
F
assino e Rutelli lanciano il "triciclo", Boselli dà forfait
          I socialisti adesso temono di essere scaricati in favore dell´Italia dei valori
          UMBERTO ROSSO


          ROMA – Antonio Di Pietro lo annuncia all´assemblea di Aprile: mi ha telefonato Prodi, ha detto nessun veto su di te, e mi ha anche autorizzato a riferirlo pubblicamente. Applausi a scena aperta dal correntone ds (che al Teatro Eliseo di Roma debutta in versione più aperta), e abbraccio finale con Occhetto. La strana coppia Tonino&Achille che mette sul piatto la minaccia di una seconda lista dell´Ulivo se il triciclo riformista non si allarga. Guglielmo Epifani, per la prima volta così esplicito sulle vicende interne al centrosinistra, gela gli entusiasmi, «non bisogna aggiungere errore ad errore, innescando ulteriori divisioni», ma allo stesso tempo lancia un pesantissimo affondo al listone: «Che sbaglio partire senza un programma, e con delle esclusioni. Qui bisogna ritornare al punto di partenza». In pratica: azzeriamo tutto e ripartiamo con una nuova lista Prodi aperta a tutti. Ce n´è abbastanza per far saltare i nervi allo Sdi, sorpreso dall´uno-due della telefonata di Prodi e dell´uscita del leader Cgil, che dall´area socialista pure proviene. Così Boselli dà forfait e non si presenta al fianco di Fassino e Rutelli a Padova, con gli altri leader che presentano il listone agli elettori del Veneto. Non siamo alla rottura, come fa sapere lo stesso presidente dello Sdi, ma è un avviso ai Ds e alla Margherita. Perché dietro alle manovre per aggregare a tutti i costi Di Pietro, i socialisti intravedono un fantasma: «Il sospetto – spiega Roberto Villetti – è che qualcuno voglia scaricare noi per imbarcare l´Italia dei Valori nella lista unitaria. Cancellando così l´imprinting riformista dell´operazione». E al centro dei sospetti socialisti sembra che sia soprattutto il vecchio nemico di un tempo, Massimo D´Alema, indicato come lo sponsor numero uno di Tonino. Quanto alla richiesta di azzeramento del segretario della Cgil, Boselli invoca un «chiarimento» da parte di Epifani che «non può confondere l´Italia dei Valori con il riformismo». E poi, il leader del sindacato sta parlando a titolo personale oppure a nome della sua organizzazione?
          I rapporti tornano a farsi molto difficili, tanto che all´interno della coalizione si spera a questo punto in un intervento diretto ed esplicito di Prodi, per sciogliere il nodo Di Pietro. Il Professore, che ieri oltre che con l´ex pm ha parlato per telefono anche con Mussi e Fassino, però è vincolato dal suo ruolo di presidente della Ue. Achille Occhetto, che si è ripreso un ruolo da protagonista in questa battaglia sul listone, dall´assemblea di Aprile pone l´ultimatum, la "dead line" come la chiama, il punto di non ritorno: venerdì prossimo è convocata la Costituente per un nuovo Ulivo, con Di Pietro, i movimenti, aperta a verdi, comunisti, Udeur e a tutti quelli che ci stanno, entro quella data aspetta il sì o il no dei leader del centrosinistra alla «nuova partenza». Spera nel sì ma si prepara anche a «sbattere la porta» a Fassino. Ovvero, via libera alla minacciata seconda lista ulivista per le europee, «per coprire uno spazio riformista, un abisso, che si apre fra il triciclo e Rifondazione». Altro che «lista degli affini» di cui ha parlato Fassino, «ma che vuol dire?». E non ha dubbi, il fondatore del Pds, sulle ragioni che spingono i socialisti a dire di no alla presenza di Antonio Di Pietro: «E´ chiaro: gli ricorda troppo Mani pulite». Chiusura citando Lenin, «meglio poco ma meglio». Quanto a Tonino, acclamato dalla platea della sinistra della Quercia, si lancia in un riformismo-show. Il suo è doc, quello altrui incerto e da dimostrare. «Vorrei sapere perchè, secondo loro, io non sarei un riformista. Ho manifestato in tutte le piazze italiane su temi che vanno dalle pensioni alla riforma Moratti. Sono contro la legge sulla fecondazione. Contro il neoliberlismo. Io parlo chiaramente dei miei programmi e dimostro con i fatti di essere un riformista. Loro invece chi sono? E soprattutto qual è il loro programma?». E di programma parla Epifani. L´errore di partenza del listone è lì, «non si può, senza un programma, stabilire chi è dentro e chi è fuori». Ma non si può rispondere ad un errore con un altro errore, cioè la seconda lista dell´Ulivo, anche perchè «sarebbe singolare presentare due liste con lo stesso programma». Da qui l´appello: riportare l´operazione al punto di partenza, appunto a parlare di programmi.