Epifani avverte il governo: pensioni, si rischia la crisi

10/07/2007
    martedì 10 luglio 2007

    Pagina 34 – Economia

      Attesa per la proposta che il premier dovrebbe presentare al ritorno da Israele

        Epifani avverte il governo:
        pensioni, si rischia la crisi

          Nuovo rinvio sulle «minime». Il leader Ds ottimista: accordo possibile

            ROMA – Quanto sulle pensioni la situazione sia complicata, si capisce da questa battuta del segretario della Cgil Guglielmo Epifani: «Il governo deve poter contare su una maggioranza coesa, altrimenti va da sé che affronterà una crisi». Ma anche dalla difficoltà con cui procede la trattativa fra governo e sindacati sugli aumenti per stabilire i criteri per dare gli aumenti ai pensionati con gli assegni più bassi. Secondo il ministro del Lavoro Cesare Damiano, circa tre milioni. Anche l’incontro di ieri è stato interlocutorio, al punto che il segretario generale aggiunto della Cisl Pier Paolo Baretta ha sintetizzato: «Le posizioni sono ancora distanti ». Oggi è previsto un nuovo incontro, ma la sensazione è che anche questa partita sia in qualche modo legata a quella sullo scalone.

            Per la proposta del governo sulla revisione di quel meccanismo che farebbe passare da 57 a 60 anni l’età minima per la pensione dal primo gennaio prossimo, si dovrà aspettare giovedì, forse venerdì. Il premier Romano Prodi la avanzerà al suo ritorno dal viaggio in Israele, previsto per domani sera. Ma i suoi contorni sono già abbastanza definiti, e sono del tutto simili alla proposta iniziale avanzata dal ministro del Lavoro Cesare Damiano: al posto dello scalone dovrebbe essere introdotto un sistema di scalini e poi di quote (la somma dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva). L’intervento sulle pensioni dovrebbe quindi finire nella legge Finanziaria, con tutti i problemi del caso.

            In attesa della riapertura delle trattative, tuttavia, nessuno nella maggioranza si risparmia una dichiarazione. «Credo che ci siano le condizioni per fare un accordo», ha detto il segretario dei Ds Piero Fassino. «Ci sono i margini per trovare una soluzione», è l’opinione del ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani. «La contrarietà di Rifondazione comunista all’aumento dell’età pensionabile delle donne è assoluta», ha affermato Roberta Fantozzi, responsabile diritti sociali del partito di Fausto Bertinotti. «Ben venga un dibattito approfondito sulla proposta avanzata da Francesco Rutelli per l’aumento dell’età pensionabile delle donne», ha sostenuto al contrario Maura Leddi, parlamentare della Margherita. «Una parificazione immediata dell’età pensionabile fra uomini e donne mi sembra ingiusta », ha tagliato corto Barbara Pollastrini, ministro per le Pari opportunità.

            E mentre il capogruppo dell’Italia dei Valori Massimo Donadi chiede a tutti di accogliere «il monito di Epifani affinché tutti i partiti facciano un passo indietro per non complicare ulteriormente una trattativa che già si presenta piuttosto difficile e complicata», la segreteria dei Comunisti italiani (evidentemente poco intenzionata ad accoglierlo) ha dato mandato a Oliviero Diliberto di individuare una linea comune con Rifondazione, Verdi e Sinistra democratica.

            Ciliegina sulla torta, il commento di Lorenzo Bini Smaghi, componente del board della Banca centrale europea, che aveva lanciato l’allarme sul rischio per l’Italia di perdere credibilità in Europa a causa della vicenda della previdenza: «È sorprendente che in Italia si discuta di come ridurre l’età pensionabile mentre in tutta Europa si discute di come alzarla».

            S.Riz.