Epifani: avanti sulla nostra strada

01/06/2004

    1 giugno 2004

    Epifani: avanti sulla nostra strada
    Così nasconde i suoi insuccessi

    ROMA – «La Cgil continuerà sulla linea che si è data». Non raccoglie provocazioni il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Non quella del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ieri, riferendosi all’invito al dialogo con i sindacati, rivolto prima dal neopresidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, poi dal governatore di Banca d’Italia, Antonio Fazio, ha detto: «Va bene la concertazione: facciamola. Ma c’è un certo sindacato che si chiama Cgil…». «Quelle di Berlusconi sono parole che si commentano da sole – ha detto Epifani -, che nascondono gli insuccessi e l’assenza di volontà di dialogo con i sindacati e una frettolosa quanto penosa marcia indietro nei confronti del nuovo corso di Confindustria. È evidente – ha proseguito – che la Cgil continuerà sulla linea che si è data, a partire dalla piattaforma unitaria con Cisl e Uil, aperta al dialogo con tutte le altre associazioni, a partire da Confindustria, per un dialogo rispettoso e costruttivo. La Cgil è interessata ad uscire dalla crisi e a costruire un diverso futuro per il Paese mentre, anche con queste posizioni, il governo intende farlo regredire».
    Alle affermazioni del premier, che ha anche parlato di una «fabbrica dell’odio della sinistra» che «non chiude mai», non vuole replicare neppure l’ex leader della Cgil, Sergio Cofferati, oggi candidato-sindaco di Bologna. «Non voglio parlare, tutto a tempo debito. Non voglio restituire neanche una parte di quello che ho ricevuto. Ci sarà tempo per farlo».
    S’indigna invece il senatore Achille Occhetto, che invita il premier a dimettersi: «L’affermazione di Berlusconi secondo la quale la Cgil è una fabbrica di odio della sinistra è un’affermazione di puro stampo fascista. Tra questa affermazione e l’assalto e l’incendio delle Camere del Lavoro il passo è breve». Livia Turco, responsabile welfare dei ds, commenta così: «Quelle di Berlusconi sono dichiarazioni sprezzanti che dimostrano ancora una volta che non ama il confronto».
    In mattinata l’accenno al dialogo di Fazio aveva compiaciuto il leader della Cisl, Savino Pezzotta: «Prima eravamo solo noi, poi la Confindustria, ora Bankitalia: spero si convinca anche il governo».
    Scettico era apparso proprio Epifani: «Non si concerta con Bankitalia – aveva detto – si concerterebbe con il governo. Mi pare che esso abbia altre idee e soprattutto altre strade. Allo stato, dunque, non sarei particolarmente ottimista». A lui aveva risposto il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi: «Sarà interessante vedere, dopo la buona volontà dimostrata da Confindustria e Banca d’Italia, se anche l’assemblea dei lavoratori della Fiom, il loro congresso, si muoverà nella stessa direzione».

    Antonella Baccaro