Epifani all’attacco: in Germania avrebbero cacciato Marchionne

27/10/2010

In fabbrica. Non in Tv. «In Germania lo avrebbero cacciato» tuona Guglielmo Epifani. «Cosa sarebbe successo in Germania se l’amministratore delegato di un grande gruppo avesse parlato in tv e non davanti al suo comitato di sorveglianza? » si chiede il leader della Cgil a conclusione dell’assemblea organizzata ieri a Firenze. «In Germania lo avrebbero cacciato» è la risposta. Le dichiarazioni televisive dell’ad della Fiat, Sergio Marchionne, nella trasmissione di Fabio Fazio (aveva bollato l’Italia come un peso per il Lingotto) aleggiano come fantasmi sotto il tendone che ospita l’incontro fiorentino, convocato dalla minoranza Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil. Ora in televisione ci devono andare anche i tre operai licenziati a Melfi dalla Fiat, chiede Giorgio Cremaschi. Le parole di Marchionne fanno discutere, preoccupano per il loro cinismo e per il tentativo di ridicolizzare le organizzazioni sindacali. «Il suo è stato un appello a risolvere questioni reali,nonsia motivo di divisione politica» è il commento, da Napoli, della leader di Confindustria Emma Marcegaglia. Ma anche Cesare Romiti, a lungo al vertice Fiat, dissente da Marchionne: «Senza l’Italia la Fiat sarebbe meglio? No», taglia corto. E ribadisce che «dividere i sindacati è sempre sbagliato». «Perché Marchionne è andato in tv, a chi parla, alle sue controparti naturali o ai cittadini?» si chiede Epifani. La questione ruota tutta attorno alla ricomposizione di un tavolo fra la Fiom e il Lingotto. «Ora è più facile o più difficile dopo questa esposizione mediatica?» si chiede il numero uno della Cgil «avete mai visto una vertenza che si fa in tv o sui giornali senza che ai tavoli succeda qualcosa? ».A proposito di Termini Imerese «allo stato, è tutto fermo» per Epifani. È la faccia della stessa medaglia. Anche per il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. Termini Imerese «fa parte di Fabbrica Italia» per Epifani ma «c’è uno scarto tra annunci, volontà di provocare e i risultati che si portano a casa». Sul futuro dello stabilimento siciliano, Landini, afferma senza mezzi termini la contrarietà del suo sindacato alla chiusura nelle stesse ore in cui a Palermo manifestano gli operai. «Per il rinnovamento e la nuova unità della Fiom» è lo slogan che accompagna l’assemblea di Firenze. L’anima più radicale a confronto con quella riformista discute sulla Fiom che sarà. E non solo. «Proponiamo a Fim e a Uilm di andare a fare unitariamente assemblee in tutti gli stabilimenti Fiat» diceMaurizio Landini. L’invito agli altri due sindacati non è passato inosservato dopo la spaccatura di Pomigliano «siamo pronti a discutere nelle assemblee un mandato per aprire un tavolo di trattativa» ribadisce Landini. A proposito del discusso accordo di Pomigliano il segretario Fiom non fa nessun passo indietro definendolo «ingestibile e non accettabile ». Naturalmente la bussola del dibattito è l’accordo separato, che ha fatto tanto discutere, fra Federmeccanica con Fim e Uilm, un vero golpe per la Fiom. È la difesa del contratto nazionale la madre di tutte le battaglie dei metalmeccanici della Cgil. Maurizio Landini lo difende a spada tratta. «Sono d’accordo» dice Fausto Durante, della minoranza Fiom, intervenendo all’assemblea di ieri «ma il contratto si difende trasformandolo, innovandolo e rinnovandolo, nel senso di renderlo uno strumento che possa essere al passo con i tempi». Per Durante bisogna innovarlo «potenziando la contrattazione di secondo livello in tutte le materie, dall’inquadramento alla formazione professionale, al sistema degli orari, all’utilizzo degli impianti ». Il tutto per consentire alle aziende» spiega Durante «di affrontare meglio la crisi con vantaggio anche per i lavoratori». L’auspicio è che cambi il clima. Lo spera Epifani «affinché la Fiom torni prima possibile non solo ad un tavolo di trattativa ma a firmare un contratto nazionale». Lo sciopero generale? «La discussione è un po’ forzata » per il leader Cgil impegnato a preparare la manifestazione del prossimo 27 settembre.