Epifani a Montezemolo e Fazio: «Moderazione salariale? Basta»

07/06/2004

 
 
      Pagina 33 – Economia
 
 
      Il leader Cgil conferma la disponibilità a riavviare la concertazione ma lancia un avvertimento
      Epifani a Montezemolo e Fazio
      "Moderazione salariale? Basta"

      La Cgil aprirà una vertenza con l´obiettivo di difendere gli stabilimenti Fiat


      DAL NOSTRO INVIATO
      RICCARDO DE GENNARO

      LIVORNO – Conferma l´apertura di credito nei confronti del nuovo presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo, ma sottolinea che ora la Cgil lo aspetta alla «prova dei fatti». Aggiunge che è necessaria «una nuova politica dei redditi» e che è giusto coinvolgere nella concertazione anche le banche, ma avverte industriali e Banca d´Italia che l´epoca della «moderazione salariale» è terminata. Nel suo intervento davanti al congresso della Fiom a Livorno, il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, delinea un sindacato che è disponibile al dialogo sociale per arrestare il declino industriale del Paese, ma che non rinuncia all´arma della mobilitazione più dura nel caso in cui qualcuno dovesse riproporre la logica dei sacrifici unilaterali da parte dei lavoratori.
      Epifani dice di aver apprezzato gli interventi di Montezemolo che dimostrano come egli non intenda «rassegnarsi al declino del sistema industriale» e abbia ben presente l´urgenza di una ripresa degli investimenti in qualità, innovazione e formazione. Ma nello stesso tempo ricorda al neopresidente della Confindustria – e lo ribadirà probabilmente oggi davanti ai giovani industriali riuniti a Santa Margherita Ligure – che «la fine della precarietà e il valore del lavoro sono un´altra faccia della stessa medaglia».
      E´ necessaria, secondo Epifani, «una politica di segno diverso soprattutto sul fronte del rapporto con il lavoro e con i lavoratori: bisogna smetterla di considerare il lavoro e i suoi diritti come qualcosa che va compresso». Se la sfida è quella di saper coniugare alti salari, qualità dei prodotti e innovazione, le imprese non possono essere lasciate sole, perché «da sole non ce la fanno: il ruolo dell´intervento pubblico è dunque fondamentale», sottolinea Epifani. Il quale sollecita il governo su tre linee di intervento: gli aiuti alle aziende che sono in crisi per motivi finanziari, come quelle del comparto delle due ruote; l´orientamento della ricerca verso l´innovazione tecnologica; l´attuazione di politiche di sostegno delle aree del Mezzogiorno, che di fronte alla crisi sono quelle che pagano i prezzi più alti: «Se chiude un´azienda al Sud – dice Epifani – al suo posto non sorge niente».
      La volontà di Montezemolo di opporsi concretamente al declino del Paese la Cgil conta di verificarla al più presto e su un caso emblematico, dove peraltro il neopresidente di Confindustria gioca in prima persona: il futuro della Fiat. A questo proposito, Epifani annuncia che è intenzione della Cgil aprire sulla Fiat una vertenza nazionale con l´obiettivo di difendere tutti gli stabilimenti, a partire da Mirafiori, Cassino, Termini Imerese, che sono i più a rischio. Per questo, già nei prossimi giorni, Cgil, Cisl e Uil (i tre segretari generali si vedranno martedì) chiederanno a Montezemolo un incontro per cominciare a capire come e in quale misura sarà rivisto il piano industriale presentato dall´ex amministratore delegato Giuseppe Morchio, con il quale era prevista una verifica proprio in questi giorni.