Epifani: 14 novembre giornata speciale

09/11/2009

Non sarà una prova di forza muscolare. Rappresenterà però una occasione unica per portare nelle vie e nelle piazze di Roma le mille facce della crisi economica, gli striscioni delle aziende che tagliano posti di lavoro, ricorrono alla cassa integrazione, in qualche caso chiudono definitivamente o trasferiscono la produzione, si liberano dei giovani precari. È questo il senso della manifestazione nazionale di sabato prossimo 14 novembre a Roma, con un corteo che partirà da piazza della Repubblica e raggiungerà piazza del Popolo. Lo ribadisce il segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani, in una lunga intervista agli organi di informazione della CGIL Rassegna Sindacale, Rassegna.it e Radioarticolo1, il cui testo integrale sarà pubblicato nei prossimi giorni.
“Man mano che la crisi mostra il volto più pesante, quello dei licenziamenti, delle fabbriche che chiudono, è evidente che diventa difficile nascondere la realtà”, dice Epifani. È una crisi i cui effetti si produrranno ancora per molti mesi e di cui i telegiornali e la grande stampa (con lodevoli eccezioni, come l’inchiesta dell’Unità di Rinaldo Gianola) parlano poco: “Mentre negli altri paesi – osserva il leader della CGIL – sulle prime pagine ci vanno le ragioni della crisi, gli strumenti per contrastarne gli effetti e le politiche di sostegno dei più deboli”, da noi “la maggior parte dei media parlano di tutto tranne che della crisi”. Del resto – continua – “è il dibattito pubblico del nostro paese ad essere totalmente fuori centro” rispetto ai temi dibattuti in Europa. Sulle responsabilità del governo, Epifani è chiaro: “È vero che vi sono ministri che dimostrano attenzione, ascoltano le preoccupazioni e le proposte della Cgil, vengono alle nostre iniziative”. “Ma poi – osserva – le cose che si impegnano a fare e che dovrebbero fare, non ci sono. Si stanno baloccando. Mi domando cosa verrà fuori, ad esempio, quando si dovrà decidere come utilizzare le risorse dello scudo fiscale”. Per Epifani non ci sono dubbi: “In questo momento di crisi la priorità è di sostenere la condizione di chi perde il lavoro, di chi si trova in difficoltà. La priorità è sostenere gli investimenti e i redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati”. Priorità – rileva – è anche ricercare soluzioni davvero efficaci per i precari: “È una generazione intera ad essere massacrata. Gli interinali sono spariti dai luoghi di lavoro”.
Tutto ciò mentre il ministro del Welfare propone un bonus “che riguarderà non più di mille persone”. La cosiddetta ripresa per il momento non produce effetti: “Non dobbiamo stupirci – dice Epifani – se le borse danno qualche segnale positivo. Se la produzione industriale continuerà a decrescere la disoccupazione aumenterà. È una ripresina senza il lavoro”.