Eolie, riparte la corsa agli hotel

18/02/2005

    venerdì 18 febbraio 2005

    sezione: ECONOMUIA ITALIANA – pagina 19

    Ambiente U / Il Tar di Catania ha cancellato lo stop a un progetto nell’area tutelata di Vulcano
    Eolie, riparte la corsa agli hotel
    VINCENZO CHIERCHIA
    MILANO • Si riapre la vicenda dei nuovi alberghi alle Eolie che ha tenuto banco quest’estate e che sembrava chiusa con la dichiarazione di incompatibilità dei progetti di investimento ( una quindicina in totale per un valore di 18 milioni di cui circa 7 di contributi a fondo perduto) con il Piano paesistico delle isole, sotto l’egida dell’Unesco.
    È stato il Tar di Catania a riaprire il caso in questi giorni. I giudici hanno accolto il ricorso di un imprenditore, al quale la Soprintendenza di Messina aveva bocciato il progetto di costruzione di un albergo per i vincoli paesistici. Secondo il Tar catanese « il piano paesistico fu approvato dopo l’inserimento dei progetti nel patto territoriale, regolarmente finanziato » , si legge nel provvedimento.


    Il progetto che ha ottenuto il giudizio favorevole del Tar fa parte di un articolato pacchetto di interventi per l’intero arcipelago, e riguarda la costruzione di una struttura da 75 stanze e 150 posti letto, su un terreno di 25mila metri quadrati, che l’impresa palermitana Pietro Barbaro Spa intende realizzare a Vulcano, in una zona sottoposta a vincolo dal Piano paesistico, con la spesa globale di 5 milioni di cui 3 milioni a fondo perduto dai fondi Cipe ( la provincia di Messina è nell’obiettivo 1). Questa decisione dovrebbe poi innescare un meccanismo a catena, visto che all’attenzione dei giudici amministrativi vi sono almeno altri quattro ricorsi da parte di altrettante imprese.


    La vicenda è complessa e ha avuto come protagonista anche la Regione Sicilia. Per superare i rilievi della Sovrintendenza, l’Assemblea regionale siciliana in ottobre ha approvato in una seduta notturna una norma che affidava a una apposita conferenza di servizi l’esame dei progetti e l’eventuale concessione in deroga dei nullaosta per la realizzazione degli alberghi. La legge fu però impugnata successivamente dal Commissario dello Stato, Gianfranco Romagnoli.


    Questo aspetto dell’intricata vicenda è oggi all’attenzione della Corte Costituzionale, che deve ancora pronunciarsi. Nel frattempo, le imprese ( molte delle quali hanno già ricevuto nel complesso 3 milioni di finanziamenti pubblici per i progetti di investimento) si sono rivolte al Tar, che ha emanato la prima sentenza. Probabili anche ricorsi straordinari al presidente della Repubblica.


    Le associazioni ambientaliste si sono mobilitate e preparano un ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa ( Cgia) per ribaltare la decisione del Tar di Catania. Per Italia nostra è un colpo alla difesa del territorio. « Ritorna sulle Isole Eolie una gravissima minaccia, faremo di tutto per evitare che quelle terre vengano sommerse da nuovo cemento » aggiunge Roberto Della Seta, presidente di Legambiente. « La peculiarità del paesaggio e la bellezza naturalistica delle Eolie — aggiunge — sono un patrimonio da salvaguardare non solo per l’Italia ma per tutto il mondo » .


    « La sentenza del Tar di Catania in realtà non ha semplificato le cose e non dà mano libera alle imprese, perché sancisce solo l’incompetenza da parte della Soprintendenza di Messina a bocciare— dice Alessandro Seminara, ad di Sviluppo Eolie —. I progetti a programmazione negoziata vanno in deroga alle norme ordinarie perché puntano su obiettivi ad hoc. Nel caso delle Eolie si punta sull’incremento occupazionale e sulla riqualificazione delle strutture ricettiva, il turismo è l’attività principale delle Eolie. Ora la decisione spetta all’assessorato regionale ai Beni culturali e ambientali: le imprese daranno un termine all’assessorato per dire la sua. La bocciatura è ancora possibile, ma occorre la valutazione dei progetti. Intanto a Lipari la prossima settimana il Consiglio comunale deciderà su 17 nuove iniziative private per ampliare la capacità ricettiva » . Insomma per Lipari il futuro è sempre più a 4 stelle con centri benessere di lusso.