«Entro fine anno 700mila regolarizzati»

26/02/2003




Mercoledí 26 Febbraio 2003
«Entro fine anno 700mila regolarizzati»


ROMA – «Stiamo facendo l’impossibile per chiudere la regolarizzazione degli extracomunitari entro il 2003». Quella del sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, è una speranza più che una certezza: esaurire la grande massa delle domande arrivate – circa 700mila – prima della fine di quest’anno. L’auspicio è stato espresso ieri sia durante un’audizione davanti alla commissione Affari costituzionali del Senato, sia nel corso di un convegno sui flussi migratori organizzato dalla Fondazione Willy Brandt. Ancora una volta, il sottosegretario ha puntualizzato che quella di quest’anno «non è stata una sanatoria». «Noi esigiamo l’esistenza di un rapporto di lavoro regolare – ha aggiunto -. Oggi la regolarizzazione sta riguardando il triplo degli extracomunitari interessati dalla sanatoria, quella sì degna di questo nome, del 1998». Anche dal Welfare assicurano che «sono stati attivati strumenti straordinari per procedere in tempi rapidi». A testimoniarlo è il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale il vero nodo irrisolto resta quello delle colf e delle badanti. «Rischiamo – osserva Sacconi – di avere da un lato un canale molto regolato e dall’altro uno molto sregolato». Allargando lo sguardo al più globale funzionamento della legge Bossi-Fini, Mantovano ha invitato a paragonare la nuova normativa a un «tassello» di un mosaico ben più ampio. In particolare, spiega Mantovano, «è necessario l’inserimento ancora più massiccio e ordinato in sede europea e internazionale della disciplina dei flussi». Stringendo ancor più la lente, il sottosegretario ha accennato al principio della condizionalità, contenuto già nel primo articolo della Bossi-Fini. «In altre parole – precisa Mantovano – noi possiamo cooperare per lo sviluppo nei Paesi di provenienza degli immigrati, non abbiamo difficoltà a stabilire delle quote privilegiate per i flussi, ma tutto questo a condizione che ci sia il rispetto da parte di questi Paesi di accordi di riammissione, di polizia e giudiziari. Un rispetto serio e reale, verificato periodicamente». A sostegno del successo di questo principio, il rappresentante degli Interni snocciola risultati già conseguiti e quantificabili. Il frutto della collaborazione con alcuni dei Paesi di provenienza, come l’Albania e la Turchia, si è tradotto nell’assenza di qualunque sbarco nel canale d’Otranto da agosto ad oggi; e il decremento degli arrivi sulle coste calabresi. Il nodo ancora da sciogliere resta quello degli sbarchi in Sicilia. Nell’ambito della lotta al crimine legato alla clandestinità, Mantovano ha infine ricordato «l’aumento del 40% del numero di trafficanti di uomini arrestati, l’incremento del 70% dei mezzi sequestrati e il rilevamento di 280mila impronte digitali».
MARIOLINA SESTO