Enti in bilico tra gestione e vigilanza

17/12/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Previdenza – Pareri discordanti sulla riforma dell’attuale modello: i sindacati chiedono di contare di più nei Civ

    Enti in bilico tra gestione e vigilanza
    Antonello Cherchi
    La riforma degli enti previdenziali si giocherà soprattutto sul mantenimento o meno dell’attuale divisione organizzativa tra organi di gestione e i consigli di indirizzo e vigilanza (Civ). Il disegno di legge delega sulle pensioni a cui il Governo sta lavorando, che sarà presentato questa settimana e che contiene anche il riassetto degli enti di previdenza, conserva l’impostazione duale. La proposta governativa non scende nel dettaglio, ma l’intenzione è di lasciare la gestione al consiglio di amministrazione, confinare la vigilanza ai ministeri competenti e riservare alle parti sociali un ruolo più da "assemblea degli utenti" o "rappresentanza dei consumatori". «Avrebbero, tra l’altro, in mano – spiega il sottosegretario al ministero del Welfare, Alberto Brambilla – le leve della customer satisfaction. È chiaro che alle parti sociali deve essere riservato un giusto spazio, ma la gestione deve essere interamente nelle mani del consiglio di amministrazione, mentre all’indirizzo e alla vigilanza devono pensare il ministero del Tesoro e gli altri ministeri indicati dalla legge. È inutile creare duplicazioni, così come invece avviene con gli attuali Civ. Insomma, il modello duale come lo conosciamo non funziona». Anche le parti sociali sono dello stesso avviso, ma con soluzioni differenti. La Cisl è orientata a superare la divisione dei poteri, ma in un’ottica che affidi maggiore presenza ai rappresentanti dei lavoratori. «Si deve superare – spiega Pierpaolo Baretta della Cisl – la divisione fra organi di gestione e organi di vigilanza. Anche nell’eventuale nuovo assetto la prima può rimanere di competenza del Governo, ma la presidenza dell’organo di gestione può essere affidata alle parti sociali, che vedrebbero così rafforzato il loro ruolo». La Cgil è, invece, d’accordo con il contenuto della delega. «Il modello dualistico può restare – afferma Beniamino Lapadula, della Cgil -, ma deve essere reso più coerente. La proposta è di ridurre gli organi: quello di gestione potrebbe avere un solo amministratore delegato a al massimo un collegio di tre, mentre si potrebbe fare a meno del collegio dei sindaci, perché le verifiche le fa anche la Corte dei conti. L’organo di vigilanza, poi, dovrebbe esprimere il presidente dell’istituto». Secondo la Confindustria, che pure ha espresso ampie riserve sul resto della riforma, il superamento dell’attuale dualismo tra gestione e controllo va precisato meglio. Tuttavia, gli industriali riconoscono che per come è stata finora presentata la delega, esistono spazi di discussione. Fondamentale, precisa la Confindustria, è arrivare a una maggiore efficienza amministrativa, evitando le attuali sovrapposizioni. Condivide la riforma degli enti anche Michele De Luca, ex presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla previdenza, il quale aveva confezionato la delega presentata nella precedente legislatura dal centro-sinistra. «Anche in quella proposta – spiega – la divisione fra gestione e indirizzo rimaneva. Il ruolo delle parti sociali era, però, maggiore».
    Lunedí 17 Dicembre 2001
 
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