Enna. Cgil: «Turismo che produca»

30/06/2005
    mercoledì 29 giugno 2005

    ENNA

      Cgil: «Turismo che produca»

        I rilevamenti confermano che nell’Ennese i forestieri non si fermano. Pacchetto di proposte in 8 punti

          Il movimento negli esercizi alberghieri ed extralberghieri di gennaio e febbraio di quest’anno, che hanno segnato minimi intorno al 20-23 per cento in meno, recessione che ha interessato anche gli altri mesi, ha spinto diversi soggetti, interessati al turismo, a un esame della situazione.
          Il turismo potrebbe essere veramente l’unica industria valida di questa provincia con i suoi 29 siti archeologici, con le bellezze monumentali, architettoniche e ambientali che vi si trovano, ma, senza iniziative valide, continuerà a rimanere "turismo di passaggio".

          La Filcams Cgil, che si occupa dei lavoratori del commercio, del turismo e dei servizi, sta seguendo con attenzione i vari interventi che si sussegueno sul turismo in provincia. «Il turismo è sicuramente uno degli elementi essenziali per lo sviluppo e il progresso del nostro territorio – ha dichiarato Sigfrido Fadda, responsabile del settore -. Gli indicatori internazionali ci dicono che il turismo aumenterà in modo notevole nei prossimi decenni, che si tratterà di un turismo che si muove a gruppi organizzati e che la durata media delle presenze si aggira su una settimana o dieci giorni di permanenza con il sistema del tutto incluso. La provincia ennese è attraversata da questo tipo di flussi turistici; sono cinquecentomila le presenze annue alla Villa Romana di Piazza Armerina, quarantamila le presenze al Castello di Lombardia, ma si tratta di un turismo di passaggio che non lascia quasi nulla nel territorio».

          In questo momento si preferisce puntare su un turismo differente destinato ai "non allineati", che alimenta la nascita di aziende agrituristiche, di bed and breakfast e di graziose piccole trattorie.

          «Il Pit 11 punta su un tipo di turismo che non tende a catturare quelle migliaia di turisti che visitano Enna – prosegue Michele Pagliaro, segretario della Cgil -. Bisognerebbe poi comprendere i progetti dell’Apt e delle due aziende turistiche presenti nel territorio, per potere almeno confutare le dicerie dell’uomo della strada, le quali affermano che tali enti sono utili solamente a distribuire sottogoverno e a far fare gite, pagate con i soldi dei contribuenti, alle varie Borse per il Turismo sia nazionali che internazionali. Gli ennesi, cioè, non producono turismo e, quando lo consumano, lo fanno con quello prodotto da altri. Bisogna imprimere una svolta al settore oppure, anche questa, sarà un’occasione mancata, come lo è stata quella del patto territoriale per lo sviluppo».

          La Cgil propone:
          1) l’ampliamento e la costruzione di alberghi per una ricettività di almeno 170/175 posti letto in camera singola dal momento che, in provincia, non esiste nessuna struttura capace di tale capienza;
          2) Elevare la qualità dei servizi poiché un nostro 3 stelle corrisponde a una pensione non di alta categoria;
          3)Mettere in campo una politica dei prezzi di assoluta concorrenza;
          4)Proporre pacchetti convenienti da vendere alle varie borse del turismo, accompagnandoli con proposte di gastronomia locale caratteristica, biologica e priva da Ogm; diversificando tali pacchetti a secondo che si tratti di turismo culturale, generalista, per anziani, convegnistico;
          5)Creare e veicolare gadget, dolci, liquori, alimenti, caratteristici della provincia. Se chiedessimo, per esempio, qual è il gadget caratteristico della nostra realtà nessuno, saprebbe indicarcelo proprio perché non esiste;
          6)Utilizzare i gruppi folkloristici, musicali ed artistici locali;
          7)Coinvolgere tutte le componenti economiche presenti, da quelle commerciali a quelle agricole ed artigianali creando una vera e propria "cultura del turismo";
          8)Insistere sulla baricentricità di Enna (campo base) utilizzandola per pacchetti turistici che prevedano la visita dell’intera Sicilia.

        Flavio Guzzone