Enna. Ai Magazzini Basile vince il “metodo tedesco”

08/04/2005

    venerdì 8 aprile 2005

    Provincia di Enna
    Ai Magazzini Basile vince il "metodo tedesco"

    Alla Magazzini Basile vince il "metodo tedesco" quello del motto "lavorare meno lavorare tutti" che per la prima volta venne applicato alla Volkswagen. Uno spirito di solidarietà dei lavoratori, di diminuirsi tutti orario e salario del 30 per cento, pur di salvare il posto di 25 colleghi, che in un momento di grave congiuntura economica è da esempio.
    Ma soprattutto una vera svolta culturale come conferma il responsabile della Filcams Cgil Sigfrido Fadda che insieme a Cisl e Uil e Confcommercio ha lavorato per questo risultato. "Una svolta culturale nei rapporti tra aziende e sindacato sul territorio senza precedenti – dice – in un momento dove l’occupazione è a rischio, trovare uno spirito di solidarietà dei lavoratori e la disponibilità di una azienda a ragionare in questa direzione è da plaudire anche perchè non si tratta di una entità in crisi, ma di una giovane, che vuole crescere e guarda con ottimismo al futuro".
    E la conferma arriva dai titolari. "Il contratto di solidarietà non è stato applicato perchè siamo in crisi – afferma Fabio Comito che insieme Marco Puzzanghera e Antonio Basile è a capo della Magazzini Basile Srl – anzi ai già cinque punti vendita di Enna, Piazza Armerina, Leonforte e Barrafranca entro l’anno ne aggiungeremo altri due. Dopo la divisione lo scorso anno della originaria azienda in due, dovevamo rivedere la ricollocazione del personale che in quel momento era in esubero di 25 unità. Insieme ai sindacati e Confcommercio abbiamo studiato un percorso che oggi è questo ma che in futuro prevede anche incremento occupazionale".
    Il risultato raggiunto è importante non solo per il numero di posti di lavoro salvati, ma soprattutto perchè apre un discorso nuovo in tema di concertazione.
    "Un esempio per altre aziende – continua Fadda – che invece alla prima avvisaglia di difficoltà licenziano".
    Ma in "soldoni" cosa comporta per i lavoratori l’accordo?. "Per fare un esempio – precisa – se un lavoratore guadagna 1000 euro, rinuncia a 300. Di questi, però il 60 per cento, 180 li recupera dall’Inps".
    Si apre una nuova stagione? "Me lo auguro – conclude – . la parte datoriale deve sapere che davanti si trova un sindacato responsabile e propositivo per la crescita economica del territorio".

    Riccardo Caccamo