Enit, un posto per l’agriturismo

10/03/2005
    giovedì 10 marzo 2005

    La replica di Agriturist e Coldiretti.

      Enit, un posto per l’agriturismo

        ´L’agriturismo ha tutti i titoli per entrare nella rappresentanza della nuova agenzia nazionale per il turismo’. Lo ha sottolineato in una nota il direttore di Agriturist-Confagricoltura, Giorgio Lo Surdo, ricordando come l’agriturismo abbia contribuito in maniera sostanziale ad affermare l’immagine turistica dell’Italia. ´La rappresentanza della nuova agenzia’, ha continuato Lo Surdo, ´favorirà non solo l’agriturismo, ma anche tutto il turismo rurale, e con esso il patrimonio enogastronomico e culturale dell’agricoltura italiana’.

        Non si fermano quindi le discussioni sull’ingresso delle associazioni dell’agriturismo negli organi direttivi del nuovo Enit, previsto da una nuova bozza del decreto legge competitività, che dovrebbe essere approvato domani dal consiglio dei ministri.

        Un’eventualità che è stata contestata pesantemente da Federturismo-Confindustria e da Confturismo-Confcommercio, che hanno parlato di un’indebita ingerenza nel settore turistico. Oltretutto, gli imprenditori hanno biasimato le continue variazioni al testo.

        Ora, però, accanto ad Agriturist è scesa in campo anche la Coldiretti che, per bocca del presidente Paolo Bedoni, parla della necessità di ´riconoscere e valorizzare il ruolo determinante che ha acquisito la campagna con i suoi prodotti nel guidare la scelta della vacanza made in Italy’. Secondo Coldiretti, in controtendenza con l’andamento generale del settore turistico, cresce in Italia il turismo ecologico, che sviluppa complessivamente un fatturato di 5 miliardi di euro, ´anche grazie alle fruttuose alleanze promosse con lo sport, i centri benessere delle terme e le piccole città d’arte.

        Dalla possibilità di mettere in rete le grandi risorse che offre il territorio’, afferma ancora la Coldiretti, ´dipendono molte delle opportunità di rilancio del turismo made in Italy, come dimostra il fatto che agli stranieri la parola Italia fa venire in mente soprattutto cibo e vini, seguiti dai luoghi, secondo un recente sondaggio’.