Enit: Tavolo tecnico al via

25/02/2005

    venerdì 25 febbraio 2005


      Tavolo tecnico al via

      Sotto la lente riforma Enit e finanziamenti per il turismo.
      Lunedì riunione dei membri regionali

      di Massimo Galli

        Primo appuntamento lunedì prossimo a Roma, per i rappresentanti delle regioni che prenderanno parte al tavolo tecnico con il governo. Quest’ultimo organismo, che comprende altri sette membri nominati dall’esecutivo, potrebbe riunirsi già lunedì sera, anche se manca ancora la convocazione ufficiale da parte di palazzo Chigi.

        La costituzione dell’organismo era stata decisa una ventina di giorni fa, durante il vertice tra regioni, governo e imprese, presieduto dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. Nel frattempo, le amministrazioni hanno scelto i loro rappresentanti. Si tratta di dirigenti del settore turismo, o comunque di esponenti tecnici, delle regioni Liguria (capofila), Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia.

        Alle 15 si riuniranno le sette regioni e probabilmente, nel ruolo di uditori, i rappresentanti di altri enti regionali. Nessuna conferma, invece, sulla partecipazione delle associazioni di categoria, che comunque saranno convocate in seguito. ´In questa sede’, spiega Maurizio Scajola, direttore del dipartimento turismo della regione Liguria, ´si affronteranno i temi della riforma dell’Enit, delle risorse per la promozione turistica, del rifinanziamento della legge 135, alla luce di quanto emerso alla conferenza nazionale di Genova’. Sarà predisposto un testo, che riassumerà il punto di vista delle regioni e che farà riferimento al documento sull’Enit, approvato quasi un anno fa dalla conferenza dei presidenti regionali.

        La questione, tuttavia, va al di là dell’aspetto tecnico, poiché la maggior parte delle amministrazioni regionali si sta preparando alle elezioni del 3 e 4 aprile. Da più parti ci si chiede quanto il tavolo con il governo sia rappresentativo in un momento di transizione. I pareri degli assessori sono discordanti. Ottimista Floriano Pra (Veneto), secondo il quale ´è importante che si vada avanti, al di là di chi verrà dopo’. Pra ribadisce il no alla privatizzazione dell’Enit e sottolinea la necessità di trovare adeguati finanziamenti. Fiduciosa anche Teresa Armato, assessore della Campania: ´Certo, non è il momento migliore, però l’organismo ha il mandato di istruire tecnicamente le questioni che saranno affrontate dal tavolo istituzionale. Dopo le elezioni, non bisognerà ricominciare da capo, perché le regioni hanno espresso da tempo una posizione corale’.

        Di tutt’altra idea Guido Pasi (Emilia Romagna), che parla di ´un’iniziativa formale e informativa, ma con scarsi poteri decisionali. Noi abbiamo scelto i nostri rappresentanti, non volevamo sottrarci all’impegno, ma è chiaro che le regioni hanno una limitazione fortissima di poteri’.

        Dal canto suo, Susanna Cenni (Toscana) fa presente che ´il problema non è tanto il tavolo, quanto il ritardo del governo su problemi cruciali come l’Enit e il fisco’.
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