Enit, sguardo rivolto a est

08/05/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
108, pag. 14 del 8/5/2003
di Andrea G. Lovelock


Nel 2002 sono stati 1,6 mln i viaggiatori arrivati in Italia dai paesi orientali.

Enit, sguardo rivolto a est

Monitorati i flussi turistici provenienti dall’Europa

Alla ricerca dei nuovi turisti provenienti dai paesi dell’Est europeo. ´Magari non saranno altrettanto ricchi come gli statunitensi, ma sicuramente possono far volume’, commentava tra il serio e il faceto Piergiorgio Togni, direttore generale dell’Enit, nel corso di un recente convegno sui nuovi mercati turistici dopo l’Iraq e la Sars. C’è la convinzione, nell’Enit, delle grandi potenzialità di un’intera area che è poi quella dell’Est Europa, l’unica a garantire una parziale compensazione alle ormai certe defezioni provenienti dall’Estremo oriente e dalle Americhe. Questi nuovi bacini, a media capacità di spesa, sono stati messi sotto osservazione dalle delegazioni esteri dell’Enit fin dallo scorso anno, quando la guerra in Iraq era ormai messa in preventivo. E stiamo parlando di mercati che, nel 2002, hanno comunque generato un movimento verso l’Italia di quasi 1,6 milioni di turisti. E proprio in queste settimane, negli uffici centrali dell’Enit, vengono raccolti gli ultimi monitoraggi su alcuni mercati di forte interesse: dall’Ungheria alla Polonia, dall’Ucraina alla Russia. Così come sono stati monitorati i collegamenti Internet, nuovo canale di promozione e vendita del prodotto turistico e della marca Italia.

Nel dettaglio, il quadro di riferimento di questi bacini di traffico turistico è sicuramente più confortante di altri, e lo provano tanto le cifre quanto le stesse indicazioni dei delegati esteri Enit. La Russia che, nonostante presenti un flusso di 378 mila arrivi, inferiore a quello dei polacchi, conta la più alta capacità di spesa turistica dell’Est Europa, con circa 7.500 milioni di euro e ben 78 tour operator locali che programmano l’Italia. In prevalenza viaggi e soggiorni nel Veneto, in Emilia Romagna, Toscana e Lazio. A seguire la Polonia, quinto mercato turistico per importanza nel nostro incoming, con quasi 550 mila arrivi certificati in Italia, sempre nel 2002, e una spesa turistica complessiva di 3.740 milioni di euro e circa 25 t.o. che hanno pubblicato programmi di viaggio verso l’Italia, in prevalenza in Veneto, Puglia e Lazio. C’è poi l’Ungheria, divenuta in pochi anni il settimo bacino di traffico turistico europeo per l’incoming italiano: oltre 1,5 milioni di ungheresi, per esempio, viaggiano ogni anno all’estero e di questi quasi 220 mila giungono in Italia, con 90 t.o. che trattano la destinazione Italia e una forte propensione a soggiorni in Veneto, Emilia Romagna e Trentino. L’Ungheria è certamente uno dei paesi con grandi potenzialità di sviluppare flussi turistici, anche perché presenta una spesa per i viaggi che, lo scorso anno, ha sfiorato i 1.400 milioni di euro. Resta sotto stretta osservazione della macchina promozionale dell’Enit anche l’Ucraina, con circa 127 mila arrivi lo scorso anno in Italia e una spesa di circa 2.500 milioni di euro, e la Slovenia, con 125 mila turisti partiti per trascorrere vacanze in Trentino, Veneto, Lazio e Campania. ´L’interesse per i paesi dell’area dell’Est Europa’, ha osservato Togni, ´è dato anche dalla diversificazione delle mete d’arrivo in Italia, poiché nonostante la predominanza delle regioni del Nord, c’è un buon interesse anche per il Sud Italia. Confermato dai nuovi collegamenti aerei, sia con voli di linea sia con operazioni charter che interesseranno regioni come la Campania e la Puglia’. Dunque rotta verso est, con la speranza che l’Italia susciti un interesse sempre maggiore.