Enit, sfida-sistema dopo le nomine

20/09/2006
    mercoled� 20 settembre 2006

      Pagina 11 – Economia e Imprese

      ANALISI

        Enit, sfida-sistema dopo le nomine

          di Vincenzo Chierchia

            Con il rilanio del Comitato di settore a Palazzo Chigi e la designazione dei nuovi vertici dell’Enit-Agenzia del turismo, ossia Umberto Paolucci e Nicola Bulgari, il vicepremier Francesco Rutelli ha completato la fase di riorganizzazione della governance di un comparto che vale il 10% circa del prodotto interno lordo italiano.

              Quest’anno i risultati di mercato per il turismo sono positivi: citt� d’arte (con Roma a far da volano) e crociere marciano bene e con incrementi a due cifre, il sereno � tornato nei conti di molti tour operator (Valtur, ad esempio, segna un aumento dei ricavi del 20%) che guardano con interesse anche ai mercati esteri ( come Alpitour) e per il segmento balneare la crisi degli anni scordi appare in via di attenuazione. Gli introiti valutari marciano verso i 30 miliardi di euro.

              La sfida sar� quella di consolidare il recipero del 2006. E si giocher� innanzitutto sulla Finanziaria, da un lato, e sul rapporto tra Governo, Regioni ed enti locali, dall’altro. Ma sui soldi sar� battaglia.

              La dote dell’Agenzia (che dovr� essere radicalmente riorganizzata) � stata praticamente inesistente negli ultimi anni (25 milioni bastavano a pagare gli stipendi e poco pi�). A inizio 2006 � arrivato un contributo straordinario di 20 milioni. Da pi� parti, per�, si reclamano incrementi. Per confrontarsi con Tourespana o con Maison de la France, l’Agenzia italiana dovrebbe avere almeno 100 milioni di euro, meglio se fossero 150. Da dove arriveranno queste risorse? Una parte dalla Finanziaria, forse, ma probabilmente un’altra parte dai fondi promozionali delle Regioni. Probabilmente si sceglier� di far aumentare gradualmente lo stanziamento in modo da arrivare a una quota consistente nell’arco di qualche anno. Le Regioni per� reclamano da subito i fondi per i sistemi turistici locali.

              Un elemento chiave sar� dato da una ricognizione seria sulle risorse disponibili e sulla qualit� della spesa. Sul piatto del turismo, cifre del Governo, ci sono oltre 10 miliardi di euro (tra stanziamenti Ue e nazionali) a fronte di una spesa media annuale di 1,6 miliardi circa. Troppo, forse, per i risultati modesti degli ultimi anni.

              Completata l’Agenzia nazionale, le Regioni in ritardo dovrebbero mettere mano rapidamente alla riorganizzazione delle strutture di promozione, e coordinare le azioni a livello nazionale. Rutelli ha promesso che entro l’anno decolleranno il portale internet Italia.it e il nuovo marchio turistico del Paese. Tutto inutile se permane lo scollamento attuale.

              Occorrer� mettere poi mano alla politica fiscale. La tentazione di dar mano libera ai Comuni con le tasse di scopo � forte, ma sarebbe un serio rischio. Gli operatori chiedono a gran voce da anni che venga tagliata l’Iva a livello degli altri concorrenti, anche questa una misura che si pu� raggiungere per gradi; cos� come si potrebbe metter mano alla rivalutazione degli immobili turistici aziendali con tassazione agevolata, per patrimonializzare le imprese (Basilea 2 � dietro l’angolo).

              Infine, l’industria turistica � concentrata nel Centro-Nord, lo sviluppo del Mezzogiorno � la via per crescere. Attenzione, per�, alle infiltrazioni nella societ� civile: gli arresti di ieri in Calabria sono il segnale che la criminalit� organizzata punta sul business del turismo.