Enit, nuovi squilli di rivolta

27/10/2004


             
             
             
             
            Turismo
            Numero 257, pag. 13
            del 27/10/2004
            Enit, nuovi squilli di rivolta
            di Fabio Donfrancesco e Massimo Galli
            Dal ministero spunta una bozza con l’esclusione degli imprenditori dal cda.
            Associazioni contro l’ennesimo testo di riforma
             
            Si riapre improvvisamente il fronte Enit, rimasto fermo per alcune settimane, con un paventato colpo di mano del governo ai danni degli interessi degli imprenditori. Le associazioni di categoria sono tornate subito sul piede di guerra, dopo aver dato per l’ennesima volta credito alle promesse governative, sul confronto permanente tra stato, regioni e imprese turistiche al fine di trovare efficaci soluzioni, soprattutto condivise, alla crisi del settore. Del famoso tavolo di lavoro, presieduto dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, da aprire non oltre 15 giorni dalla conclusione dei lavori di Genova (21 settembre), non si sa più nulla. Tra i corridoi del ministero delle attività produttive è trapelata invece l’ennesima bozza riveduta e corretta della riforma dell’Enit. Essa sarebbe contenuta nel collegato al Piano per la competitività. Il condizionale è d’obbligo perché del documento stanno girando parti non complete. In essa, comunque, il riferimento alle organizzazioni di categoria, ancora prevista nel Piano, non vi è più traccia.

            ´Pacta sunt servanda’, ha tuonato Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo/Confindustria. ´Senza voler ricordare i costantemente disattesi impegni, prima elettorali e poi di legislatura, anche le più recenti aperture promesse al turismo italiano si stanno rivelando un fuoco di paglia. Infatti, la rappresentanza delle imprese turistiche nel consiglio di amministrazione, già prevista dalla bozza di riforma dell’Enit, approvata dalle regioni ad aprile, è scomparsa ora dal testo in preparazione al ministero delle attività produttive, presumibilmente in vista dell’approvazione della Finanziaria 2005. Il nuovo provvedimento’, sottolinea Jannotti Pecci, ´prevede la trasformazione dell’Enit in Agenzia nazionale del turismo italiano, estendendone anche le attività per favorire la commercializzazione. È soprattutto singolare che lo stesso ministero non rispetti nemmeno le sue proprie precedenti stesure, che prevedevano la presenza delle imprese seppure nell’ipotesi, anch’essa respinta al mittente, di un’intermediazione del Cnel’.

            Dal canto suo, Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo/Confesercenti, ha dichiarato ´che Assoturismo dice no a una trasformazione dell’Enit che comporti l’esclusione dal cda delle rappresentanze delle organizzazioni imprenditoriali turistiche. Si tratta di un fatto estremamente grave, che accentua il nostro disagio verso una politica di valorizzazione del turismo fatta più a favore delle logiche d’affari che di una seria programmazione. Non staremo fermi e zitti di fronte a un atteggiamento miope, che di certo non andrà a beneficio delle pmi del turismo’.

            Da registrare anche la presa di posizione di Bernabò Bocca, presidente di Confturismo/Confcommercio; il suo atteggiamento è più attendista: ´C’è sempre la disponibilità di Confturismo a ogni confronto, a patto che si basi sul riconoscimento dell’effettiva rappresentatività delle categorie economiche, e che abbia a cuore l’effettivo rilancio anche turistico del paese’. La novità ha colto impreparate anche le regioni che, secondo il testo, sarebbero parte attiva dell’Enit. ´Sono sorpresa’, ha spiegato Teresa Armato, assessore al turismo della Campania, ´per il fatto che si continui a pensare a soluzioni non concordate con le regioni, lasciando fuori il mondo del turismo rappresentato dagli imprenditori del settore’.

            Più duro l’assessore dell’Emilia Romagna, Guido Pasi, che ha parlato di ´un ennesimo atto irricevibile, prima di tutto per il metodo. Non è possibile’, osserva, ´che, a più di un mese dalla conferenza nazionale, non sia ancora stato convocato il tavolo con il governo. E ora dovremmo trovarci davanti al solito stile, quello di decisioni prese all’oscuro delle regioni’.

            Contrario all’ipotesi di un Enit privo della rappresentanza delle associazioni di categoria anche Massimo Zanello, assessore della Lombardia, che ha ribadito la necessità di un passaggio dell’organismo sotto il controllo regionale. (riproduzione riservata)