Enit, la rivolta delle regioni

07/07/2005
    giovedì 7 luglio 2005

    pagina 18 Turismo

    Lombardia e Veneto le più critiche. A settembre pronte proposte alternative

    Enit, la rivolta delle regioni

    Secco no alla proposta di riforma del governo

    È la rivolta degli assessori al turismo contro la legge di riforma dell’Enit. Una rivolta che, paradossalmente, ha assunto i toni più aspri proprio per bocca degli assessori al turismo delle regioni governate dal centro-destra, Lombardia e Veneto in primis, con quelli del centro-sinistra a fare da mediatori. Il risultato però non cambia e il voto unanime dei quindici assessori presenti ieri alla riunione insediativa del coordinamento è molto chiaro. L’articolo 12 della legge va completamente riformulato o cancellato del tutto. Le regioni, che, per legge, devono delineare le politiche turistiche, sono invece in minoranza, così come non hanno potere decisionale nei 6 organismi sottostanti il coordinamento nazionale. Non basta: si fanno sempre più insistenti le voci, per altro non ufficiali, che i tanto decantati 20 milioni di euro messi a disposizione per il rilancio dell’Enit non siano, al momento, tutti disponibili.

    Non solo: le regioni hanno espresso forti critiche all’annuncio dell’avvio del nuovo portale promozionale del turismo, Italia.it, voluto da Sviluppo Italia, con la collaborazione tecnica di Ibm, Its e Tiscover. La cifra stanziata per la realizzazione è, per gli assessori, sproporzionata (29 milioni) a fronte del portale già messo a punto dalle regioni, con fondi Interreg e con una spesa di soli 1,5 milioni di euro.

      Gli assessori non sono solo profondamente arrabbiati. Stanno passando ai fatti. Dopo quello della Toscana, si preannuncia una raffica di ricorsi alla Corte costituzionale per incostituzionalità del provvedimento. Inoltre le regioni hanno già deciso di convocare per fine settembre un seminario/conferenza nazionale, in cui dalle critiche, si passerà alle proposte concrete per superare il nodo dell’articolo 12. ´Siamo decisi’, afferma il coordinatore nazionale degli assessori regionali al turismo, Enrico Paolini, ´ad assumere un ruolo propositivo e non solamente di scontro con il governo. Abbiamo avuto e avremo, al proposito, ulteriori incontri con province e comuni e faremo in modo che, all’appuntamento, ci sia anche la presidenza del consiglio. Quando ci daranno risposte? Non oltre due mesi dal seminario. La risposta dovrà esserci in Finanziaria’.

        Se ciò non accadrà, sarà la cartina di tornasole di quanto il governo si interessi del settore turismo e della sua promozione all’estero. Fatto per altro non nuovo, visti i precedenti.