Enit: imprese dicono no all’esclusione

04/11/2004


             
             
             
             
            Turismo
            Numero 264, pag. 15
            del 4/11/2004
            POSTI IN CDA.
            Enit, imprese dicono no all’esclusione
             
            Massimo Galli  
            Si intensifica il pressing delle associazioni imprenditoriali sul sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, scelto recentemente dal premier Berlusconi come interlocutore per il rilancio del settore turistico. La triade Federturismo-Confindustria, Confturismo-Confcommercio e Assoturismo-Confesercenti ha preso carta e penna per dire un no secco all’ipotesi di esclusione dal nuovo Enit, trapelata nei giorni scorsi dai corridoi del ministero delle attività produttive. ´Le recenti illazioni’, scrivono le associazioni nella lettera, ´circa un inedito e inaccettabile testo di riforma dell’Enit, da connettersi alla legge finanziaria 2005, hanno suscitato una preoccupata e legittima reazione’.

            Gli imprenditori chiedono il rispetto degli impegni ´già presi a più riprese da parte di vari esponenti della compagine governativa’. In particolare, il richiamo è al testo, approvato in aprile dalla conferenza dei presidenti delle regioni e concordato, appunto, con le organizzazioni di categoria: è previsto un consiglio di amministrazione con la maggioranza dei posti assegnata alle regioni e con tre rappresentanti del mondo imprenditoriale. Non è la prima volta, peraltro, che si ripete il copione di misteriose bozze anonime, in contrasto con la riforma disegnata dalle regioni. A fine marzo, un documento spuntato dal nulla rispediva Federturismo, Confturismo e Assoturismo fuori dalla stanza dei bottoni. La missiva a Letta, del resto, si conclude con un invito a ´vigilare sulla correttezza dell’articolato e dell’iter legislativo della citata riforma e sulla sua tempestività’.

            Intanto, domani, si riunirà a Firenze il coordinamento degli assessori regionali al turismo per fare il punto della situazione. Il governo, a un mese e mezzo dalla conferenza nazionale di Genova, non ha ancora convocato il tavolo tecnico con le regioni. Il coordinatore degli assessori, Gianni Plinio, ha chiesto al sottosegretario Letta il rispetto degli impegni ´ufficialmente assunti’, a cominciare dalla riforma dell’Enit, che garantisca ´adeguata rappresentatività sia al livello regionale sia a quello del mondo delle imprese’. (riproduzione riservata)