Enit, è in gioco l’autonomia

21/07/2005
    giovedì 21 luglio 2005

      Pagina 18 Turismo

        Interrogazione di Gambini (Ds). Il ddl prevede un ente pubblico economico

          Enit, è in gioco l’autonomia

          Sotto la lente rapporti con ministero e nuovo cda

            Massimo Galli

              Torna sotto i riflettori la riforma dell’Enit. Mentre una modifica al ddl competitività, approvata recentemente alla camera, trasforma la nuova agenzia in ente pubblico economico, oggi a Montecitorio è in programma un’interrogazione del parlamentare diessino Sergio Gambini, che solleciterà chiarimenti su alcuni aspetti ritenuti preoccupanti.

              Gambini spiega che è in circolazione una bozza del regolamento di riforma dell’Enit, previsto dall’articolo 12 della legge sulla competitività, preparato dall’ufficio legislativo del ministero delle attività produttive.
              ´In base al testo’, chiarisce Gambini, ´l’Enit diventerebbe poco più di una branca del ministero, con poca autonomia. Per esempio, lo stesso ministero dovrebbe definire lo statuto dell’organismo e, per le poche parti lasciate al consiglio di amministrazione, il ministero avrebbe la possibilità di fare correzioni’. Inoltre, secondo Gambini, è preoccupante l’orientamento relativo alla composizione del cda che, secondo le prime notizie, vedrebbe ´una sottovalutazione del ruolo delle regioni’.

                Intanto il ddl competitività, licenziato dalla camera dei deputati e passato all’esame del senato, ha recepito la proposta, formulata da Gambini e da Ettore Peretti (Udc), di trasformare l’Enit da ente di diritto pubblico a ente pubblico economico. In particolare, è stato accolto l’emendamento presentato da Peretti, approvato in aula da una maggioranza trasversale. ´Così si fa finalmente una riforma’, osserva Gambini, ´perché si tratta di un ente pubblico che ha autonomia molto maggiore, contratti di lavoro privatistici e una responsabilità diretta degli amministratori’. Il parlamentare considera questa modifica il primo passo verso l’evoluzione dell’Enit in società per azioni pubblica, tenendo comunque ben distinta l’azione di promozione, che spetta all’agenzia, da quella di commercializzazione che vede in campo il settore privato. Meglio, da questo punto di vista, mantenere il controllo totalmente pubblico. Gambini segnala inoltre che i 20 milioni di euro straordinari, previsti dalla legge 80, non sono ancora disponibili.

                  Vede di buon occhio l’evoluzione dell’Enit in ente pubblico economico anche il commissario straordinario Amedeo Ottaviani, secondo il quale l’organismo dev’essere ´una macchina snella’ sul fronte dell’operatività. ´Oggi tante procedure rallentano la nostra attività mentre, con questo cambiamento, avremo autonomia amministrativa e gestionale’. Attualmente, sottolinea Ottaviani, ´la tempistica non permette l’immediata messa a punto di tutte le azioni promozionali necessarie’. Quanto alla bozza di regolamento in circolazione, Ottaviani dice di non esserne al corrente, ma ribadisce di avere sempre richiesto la presenza nell’Enit di regioni, associazioni di categoria e stato, cioè di tutti gli attori principali del turismo.

                    Enrico Paolini, coordinatore degli assessori regionali al turismo, preferisce non commentare quest’ultimo aspetto, in mancanza di documenti ufficiali. Riguardo alla figura dell’ente pubblico economico, per Paolini può essere un’opportunità, anche perché ´non sarà un ente a cui si possano chiedere prestazioni (a pagamento, ndr) a cuor leggero’. Tuttavia, sottolinea Paolini, se questo significa un aggravio dei costi a carico delle regioni, queste ultime non sono favorevoli. Più in generale, il coordinatore degli assessori manifesta disappunto per i cambiamenti apportati all’articolo 12, che creano confusione, e chiede al governo di avere ´un atteggiamento costruttivo con le regioni’. (riproduzione riservata)