Enit contro governo

20/11/2002

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
275, pag. 15 del 20/11/2002


Il presidente Ottaviani: mi accontenterei di non subire tagli.
Enit contro governo

Insufficienti risorse della Finanziaria

´Sono arrabbiatissimo per la scarsa sensibilità dimostrata verso il comparto turistico dalla Finanziaria 2003′. Il presidente dell’Enit, l’ente nazionale italiano per il turismo, Amedeo Ottaviani, ieri a Roma durante l’incontro con la stampa per la firma dell’intesa con l’associazione Città del vino (si veda ItaliaOggi di ieri) non ha usato mezzi termini per bocciare la manovra economica, approvata in prima lettura dalla Camera. ´Le attenzioni dimostrate verso la grande industria, sicuramente importante per il nostro paese’, ha affermato il presidente dell’ente di via Marghera, ´non possono far dimenticare che il turismo nel nostro paese va bene nonostante le previsioni catastrofiche del dopo 11 settembre, ma che ha comunque pagato con una perdita di ricavi valutari del 7%, 1.800 miliardi di vecchie lire, nel periodo tra gennaio e agosto’. Ottaviani, pur consapevole di non poter chiedere più degli anni scorsi, si ´accontenterebbe di non subire tagli’.

La Finanziaria 2002 aveva previsto 65 miliardi di vecchie lire per il 2002, 50 miliardi per il 2003 e 49 miliardi per il 2004. Il governo si era però impegnato a correggere le cifre in rialzo. Invece, la Finanziaria 2003 stanzia poco più di 24 milioni di euro.

Piergiorgio Togni, d.g. dell’ente, si è detto fiducioso di ottenere qualche risorsa: ´Credo che al senato, grazie anche all’impegno del sottosegretario alle attività produttive, Stefano Stefani, riusciremo a ripristinare il bilancio dell’ente (circa 40 milioni di euro) per poter così garantire anche attività promozionali oltre ai servizi di qualità che i nostri 25 uffici all’estero forniscono’. Togni ha osservato, inoltre, che ´maggiori risorse ci permetterebbero di fare concorrenza agli enti di promozione turistica di altri paesi, quali la Francia e la Spagna, che possono godere di un bilancio che è più del doppio rispetto al nostro’.