Enit: a palazzo Chigi il 7 febbraio

20/01/2005
                       
             giovedì 20 gennaio 2005
             pagina 15 Turismo

            A palazzo Chigi il 7 febbraio  

            Colpo di scena prima della riunione degli assessori a Genova sulla riforma Enit. Letta convoca il tavolo governo-regioni-imprese  

            Massimo Galli

            Basta una lettera a cambiare le carte in tavola. È successo ieri a Genova, dove alle 15 era convocato il coordinamento degli assessori regionali al turismo per discutere la riforma dell’Enit. Dopo la proposta shock di liquidazione dell’ente, filtrata la scorsa settimana e contenuta in un emendamento al testo Marzano sulla competitività, con la proposta di una newco facente capo a Sviluppo Italia e la presenza minoritaria delle regioni e delle associazioni di categoria, gli assessori al turismo si erano dati appuntamento per fare il punto della situazione. Lo stato d’animo, alla vigilia del summit, non era certo dei migliori.

            Ecco, però, il colpo di scena. A pochi minuti dall’inizio dei lavori è arrivata una missiva dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, indirizzata anche a Federturismo, Confturismo e Assoturismo.

            Il 7 febbraio è convocato a palazzo Chigi un tavolo tra governo, regioni e associazioni imprenditoriali. All’ordine del giorno, orientamenti e programmi per le politiche del turismo ed eventuali proposte di riassetto del settore. ´Questa voce comprende una serie di tematiche, tra cui la riforma dell’Enit e i finanziamenti della legge n. 135′, commenta Gianni Plinio, coordinatore degli assessori regionali. ´La convocazione, seppure a distanza di qualche tempo, recepisce la piattaforma di richieste avanzata dalle regioni. Con questa convocazione formale è stato quindi onorato l’impegno del tavolo di confronto al massimo livello, annunciato dal presidente del consiglio Berlusconi alla conferenza nazionale di Genova’.

            Lo stesso Plinio riconosce che la lettera ha disinnescato una mina pronta a esplodere: ´Se non ci fosse stata la convocazione, l’incontro avrebbe prodotto una risoluzione molto critica. Valuto, in ogni caso, l’accaduto in modo soddisfacente’. Secondo il coordinatore degli assessori, inoltre, ´quel presunto emendamento sull’Enit, che tanto allarme aveva creato, non esiste più. Ora, invece, si apre il dibattito’. Detto questo, Plinio torna a ribadire un punto che per le regioni non può essere eluso: ´La base per qualsiasi confronto resta la bozza elaborata dalle regioni con il consenso del mondo delle imprese’. Quel documento prevede la presenza maggioritaria delle regioni all’interno del consiglio di amministrazione del nuovo Enit, oltre a tre posti riservati a Federturismo, Confturismo e Assoturismo.

            Proprio su questo aspetto, tuttavia, si giocherà la partita decisiva. Le regioni sostengono da tempo che, avendo la riforma del titolo quinto della Costituzione trasferito loro la piena titolarità in materia turistica, l’Enit dovrà riflettere questo orientamento.

            Tuttavia, nei mesi scorsi sono circolate altre bozze di riforma, che in un modo o nell’altro sconfessavano questa impostazione, riducendo nel contempo lo spazio riservato alle associazioni di categoria. Periodicamente, dunque, si assiste al risorgere di questa battaglia a distanza, giocata su più livelli e a diversi tavoli.

            Intanto, lo stesso 7 febbraio, prima del tavolo con il governo, le regioni incontreranno i rappresentanti del mondo produttivo. (riproduzione riservata)