ENASARCO: UN ENTE PREVIDENZIALE PRIVO DI CONTROLLI

31/10/2003

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

31 ottobre 2003

ENASARCO: UN ENTE PREVIDENZIALE PRIVO DI CONTROLLI
Bilancio pessimo e aumenti contributivi che escludono i grandi agenti. La battaglia della Filcams.

Nota di Massimo Nozzi, responsabile nazionale Agenti e Rappresentanti Filcams-Cgil

Il consiglio di amministrazione dell’ENASARCO ha deliberato l’aumento dei contributi previdenziali ed il peggioramento delle prestazioni pensionistiche.

Dopo cinque anni di privatizzazione l’ENASARCO è in condizioni economiche difficilissime, il bilancio previdenziale presenta uno squilibrio di oltre 100 milioni di euro e già sono stati venduti alcuni immobili. Nulla si dice sulle responsabilità degli organi amministrativi.

In questa situazione il CdA, con l’approvazione incondizionata dei sindacati degli Agenti e la sola opposizione della Filcams, ha deliberato provvedimenti iniqui e sicuramente insufficienti.

Senza equità perché scaricano per larghissima parte sugli Agenti l’onere degli interventi: aumento dei contributi, introduzione del calcolo contributivo, penalizzazioni pesantissime per chi continua a lavorare, ed altre penalizzazioni minori che peggiorano sostanzialmente il quadro complessivo dei futuri pensionati ENASARCO.

Le aziende partecipano con l’aumento dello 0,5% dei contributi.

Si sono respinte le proposte alternative della Filcams che chiamavano ad una maggiore contribuzione le società di capitali e gli Agenti più forti economicamente, in un settore in cui si pagano i contributi solo fino al massimale di 24.548 euro e non su tutte le provvigioni.

Provvedimenti, a nostro parere insufficienti, perché, se è vera la drammatica situazione denunciata dallo stesso presidente dell’Enasarco, le aziende sono chiamate ad un aumento dei contributi trascurabile ed in misura pari a quello degli Agenti, a differenza del lavoro dipendente, sottraendosi alla loro responsabilità di amministratori della fondazione.

Questi provvedimenti sono stati assunti senza alcun accordo sindacale, con solo il voto delle organizzazioni sindacale e aziendali che sedendo in consiglio di amministrazione sono anche responsabili dell’attuale situazione e rischiano, con questi provvedimenti, di incentivare gli Agenti a costituirsi in società di capitale per sfuggire all’obbligo contributivo.

Anche la richiesta della Filcams di consentire agli Agenti di eleggere democraticamente i rappresentati in un organo di controllo del CdA sono state respinte in maniera radicale.

Gli Agenti di commercio chiederanno numerosi, e non solo quelli iscritti alla Filcams, al ministro Maroni, che ha il compito di vigilanza sull’Enasarco, se condividendo questi provvedimenti può seriamente garantire che dopo questo ulteriore sacrificio avranno la pensione e una vecchiaia dignitosa.

Per la Filcams è necessario rimettere in discussione la privatizzazione per dare agli Agenti un’autentica garanzia che, a fronte di contributi obbligatori, percepiranno la pensione e non saranno chiamati ogni anno a mettere mano alla tasca per ripianare i danni di chi gestisce senza confrontarsi con alcun organo di controllo, magari con non impossibile beffa finale: un ente che chiude lasciando migliaia di lavoratori senza alcuna tutela pubblica.