Enasarco, stagione di rinnovi

03/11/2005
    giovedì 3 novembre 2005

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    Presidente e segretario generale Federagenti fanno il punto sulla Fondazione

      Enasarco, stagione di rinnovi

      Avviata procedura sul cda con le vecchie norme

        di Vincenzo Lucarelli

          È scattata per gli agenti di commercio una stagione importante, quella del rinnovo del cda dell’Enasarco, la cassa che gestisce la previdenza integrativa e il Fondo indennità risoluzione del rapporto (Firr) degli agenti di commercio, ivi compresi i promotori finanziari.

          Gli umori che circolano intorno a questo importante appuntamento sono condizionati anche dalle notizie dei media che, sempre più spesso, si occupano della gestione della Fondazione, in particolare di quella del patrimonio immobiliare che si voleva affidare all’esterno con una gara, poi fallita.

            Proprio la convenienza di questa operazione sarà oggetto di una nostra prossima inchiesta riferita anche alla consistenza e al valore del patrimonio immobiliare, allo stato degli immobili, alle modalità di scelta degli inquilini, all’entità dei canoni corrisposti, agli immobili da anni non locati e all’ammontare della morosità.

              Ciò appare opportuno alla luce delle dichiarazioni rese il 13 luglio scorso dal presidente dell’Enasarco, Donato Porreca, innanzi alla commissione parlamentare di controllo degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale che, a precisa domanda, così ha risposto: ´Il patrimonio immobiliare dell’Enasarco è di pessima qualità, la sua localizzazione è inadeguata e, all’85%, è ad uso residenziale É e la manutenzione non è adeguata. Inoltre in base alla legge, come sapete, il 50% degli immobili doveva essere riservato a sfrattati, diseredati e così viaÉ questo ha determinato una qualità degli inquilini non soddisfacente e, ovviamente, in connessione con questo dato, anche una morosità abbastanza elevata, seppure non altissimaÉ Tentare di ottimizzare il rendimento attraverso una migliore gestione è utopia. La stessa quantità del patrimonio è eccessiva rispetto al patrimonio totale. Il 65% del patrimonio dell’Enasarco è di natura immobiliare e questo è assurdo per un ente previdenziale, al di fuori di ogni logica di gestioneÉ Dimenticavo di precisare che noi non affidiamo gli immobili in gestione a una società immobiliare tout court; soltanto nelle more del conferimento e della individuazione della società di gestione del risparmio (sgr) e dei fondi ai quali conferirli (gli immobili, ndr), effettuiamo una gara per la gestione amministrativa e tecnica del nostro patrimonio’.

                Queste dichiarazioni, unite a quelle pubblicate da tutte le agenzie di stampa in cui si dà per certa nella prossima consiliatura la riedizione della gara per la valorizzazione del patrimonio immobiliare, sono rese da un presidente in scadenza di mandato e, quindi, suonano come un programma già definito indipendentemente dalla sua riconferma. Ma allora, viene da domandarsi, chi tira le fila all’Enasarco e chi tutela gli interessi della categoria?

                  Nel corso della audizione, a precisa domanda dell’on. Barbieri, Porreca ha inoltre così giustificato l’annullamento della gara: ´Su cinque candidati a partecipare, tre si sono presentati in tempo mentre gli altri due si sono presentati fuori tempo massimo. Se ammettessimo uno o entrambi i candidati che si sono presentati fuori tempo massimo, presenterebbero ricorso gli altri, chiedendo il motivo della ammissione di concorrenti che avrebbero dovuto essere eliminati. Se, invece, non ammettessimo uno o entrambi i concorrenti presentatisi in ritardo, almeno uno di essi, sostenendo di essersi presentato con un ritardo minimo, farebbe ricorso.

                  Perciò, tra ricorsi e controricorsi, con due gradi di giudizio dinanzi al Tar e al Consiglio di stato, dovremmo bloccare l’esecuzione della gara per uno o due anni. Dal momento che era prevista anche nel bando e, motivandola con queste ragioni, abbiamo ritenuto più opportuna l’emanazione di un nuovo bando perché, anche se dovessero essere presentati, i ricorsi avverso un bando annullato non fermerebbero la gara. L’esigenza di accelerare la procedura di gara è determinata dal fatto che il rendimento attuale è del tutto inadeguato e non è possibile continuare a mantenerlo tale’.

                    All’avvocato Fulvio De Gregorio, segretario generale della Federagenti, chiediamo un giudizio sui chiarimenti forniti da Porreca in merito all’annullamento della gara. ´Ovviamente non posso sapere quale idea si siano fatti della cosa i parlamentari presenti all’audizione. Io, francamente’, ha detto De Gregorio, ´non condivido nella maniera più assoluta le argomentazioni di Porreca. Infatti dire che la gara è stata annullata per scongiurare ricorsi non significa nulla. Il bando, che fissa le regole del gioco per i concorrenti e per la commissione di gara, prevede modalità e termini tassativi che vanno puntualmente rispettati. Se alcuni concorrenti li hanno violati vanno estromessi senza incertezza. Quanto al fatto che la Fondazione Enasarco non possa avere gravi conseguenze di carattere patrimoniale e sulla nuova gara a seguito di sentenze del giudice amministrativo che dovessero accogliere i ricorsi presentati dai concorrenti che hanno rispettato il bando, rinvio ai testi che regolano la giustizia amministrativa. Infine, giustificare il ricorso alla procedura accelerata con l’urgenza di migliorare il rendimento del patrimonio, è una contraddizione in termini, perché questo tipo di procedura si può adottare solo se vi siano motivi di urgenza imputabili a cause di forza maggiore che non dipendano dall’Enasarco, cui nessuno ha mai vietato invece di assumere per tempo decisioni in materia. Tra l’altro la procedura accelerata comporta una riduzione dei termini per la presentazione del bando con il rischio, vista la complessità degli adempimenti, di diminuire il numero dei partecipanti. Proprio uno dei motivi che, stando almeno alle dichiarazioni di Porreca, avrebbe indotto il cda ad annullare la gara senza, è bene sottolinearlo, il voto favorevole del rappresentante del ministero del lavoro’.

                      ´Tornando al rinnovo degli organi collegiali’, ha aggiunto De Gregorio, ´va detto che il ministero ha avviato la relativa procedura secondo le regole previste dall’attuale statuto della fondazione. Ciò equivale a una bocciatura clamorosa della normativa transitoria che Porreca e il cda uscente volevano trovasse da subito applicazione per riproporre l’attuale schieramento e va incontro alle richieste di alcune associazioni di categoria, Federagenti Cisal e Fiarc Confesercenti in primis, che avevano contestato il provvedimento perché illegittimo e discriminatorio’.

                        Sul punto abbiamo sentito anche il presidente della Federagenti, Antonio Caporale. ´Siamo soddisfatti per l’iniziativa di Maroni, ma riteniamo che, come richiesto da 50 parlamentari di tutti gli schieramenti politici, il ministro possa pretendere che il presidente Porreca attui alla lettera le determinazioni del ministero e le previsioni di legge e, quindi, inserisca nel cda le otto organizzazioni individuate come maggiormente rappresentative’. Le norme di legge che sarebbero violate, ha proseguito Caporale, ´riguardano il divieto per le casse e, quindi, per l’Enasarco di modificare i criteri di nomina del cda dettati dallo statuto in vigore al momento della trasformazione dell’ente da pubblico a privato. Statuto che prevedeva fosse il ministro del lavoro a scegliere direttamente i rappresentanti delle associazioni che egli stesso aveva individuato come maggiormente rappresentative. Quindi il presidente della Fondazione ha l’obbligo di attenersi alle predette indicazioni, ma, visti i precedenti e la posizione pubblicamente assunta contro la Federagenti, in seguito alle nostre critiche all’operazione di valorizzazione degli immobili, dubitiamo che si limiti a fare il notaio, come la norma impone, e ci prepariamo a rispondere nelle sedi opportune’.

                          In merito all’elezione da parte della categoria per il rinnovo del cda, il presidente ha risposto: ´Noi siamo per l’allargamento a tutte le associazioni maggiormente rappresentative, per una verifica della effettiva rappresentatività delle varie associazioni attraverso le elezioni dirette e per una gestione trasparente e compartecipata, dando il giusto spazio ai veri rappresentanti della categoria, cioè agli agenti di commercio’. Infine, alle accuse di avere remato contro le modifiche apportate al regolamento previdenziale per ridare stabilità al bilancio e consentire la tenuta dell’Enasarco, e di opporsi anche alla valorizzazione del patrimonio immobiliare, Caporale ha replicato: ´Noi vogliamo che il risanamento della Fondazione non avvenga colpendo solo le tasche dei nostri colleghi, ma anche attraverso la riduzione delle spese e l’aumento delle entrate. Per questo ci battiamo per incrementare il recupero dei contributi evasi dalle ditte mandanti, della morosità dell’inquilinato e per la messa a reddito degli immobili sfitti o locati a prezzi nettamente al di sotto di quelli di mercato. Siamo convinti che lavorando in modo serio a questo programma si apporterebbe un beneficio alle casse della Fondazione e potrebbero essere rivisti alcuni aspetti del regolamento iniqui e illegittimi’. (riproduzione riservata)