“Enasarco” Situazione drammatica

14/06/2007
    giovedì 14 giugno 2007

    Pagina 60 – Professioni

    Pensioni a rischio per gli agenti di commercio. Federagenti: nuovo cda non rappresenta la categoria

      Enasarco, situazione drammatica

        Disavanzo di 21 mln nel 2006. Patrimonio in vendita dal 2017

          di Ignazio Marino

            Situazione drammatica per i conti della Fondazione Enasarco. Chiude l’esercizio 2006 con un disavanzo di 21,5 milioni l’ente di previdenza, assistenza, formazione e qualificazione professionale degli agenti di commercio, commissariato sei mesi fa dal ministero del lavoro, e con la previsione di mettere in vendita il patrimonio dal 2017 se non si mette subito mano al risanamento. I dati sono stati presentati ieri dal commissario straordinario, Giovanni Pollastrini, che lascerà la gestione al nuovo cda il 15 giugno. Critica la situazione nel settore previdenziale che, nel 2005, ha registrato uno sbilancio di 38 mln di euro circa (la Fondazione conta 314 mila iscritti, eroga 112 mila pensioni con un patrimonio stimato intorno ai 5 mld di euro dei quali 2 in beni mobiliari e il rimanente in beni immobiliari). Al nuovo cda l’arduo compito di invertire la rotta. Ma è già polemica. Con la Federagenti sul piede di guerra per la mancata richiesta da parte del ministero del lavoro di indicare un proprio rappresentante. Un fatto ritenuto grave dal segretario della Federazione, Fulvio De Gregorio, dopo che per mesi si è parlato di una nuova gestione della fondazione improntata alla più ampia rappresentatività della categoria.

            Il futuro. ´Il nuovo consiglio di amministrazione’, ha spiegato Pollastrini che si è detto ´molto preoccupato’ soprattutto per la gestione del settore previdenziale, ´dovrà perseguire l’equilibrio dei conti dando all’ente una gestione improntata all’efficienza e alla democraticità’. L’attività del nuovo cda sarà seguita da una commissione del ministero del lavoro e avrà un anno di tempo per mettere in campo azioni convincenti per il risanamento dei conti. In caso di squilibrio finanziario per più di un bilancio, il cda di nuova nomina procederà a un nuovo scioglimento. Il primo compito del cda dovrà essere quello di ´riequilibrare i conti dell’ente’, partendo da quella che è la situazione attuale. Se non si inverte la rotta, l’autosufficienza della fondazione è garantita fino al 2029, ha osservato Pollastrini. Il saldo previdenziale è infatti positivo fino al 2013, ma dal 2017 si rischia di dover vendere il proprio patrimonio che potrebbe estinguersi entro il 2029. La normativa prevede per gli enti privatizzati un’autonomia economica di almeno 30 anni. Nel caso dell’Enasarco, fino al 2037. C’è quindi il rischio concreto che l’ente possa essere nuovamente commissariato e successivamente sciolto. Ma ci sono le potenzialità per uscire da questo stato di crisi. ´Bisognerebbe sfruttare appieno il patrimonio immobiliare’, ha evidenziato, ´che ammonta a circa 16 mila immobili, per il momento a bilancio per 3 miliardi di euro e con un rendimento annuo dell’1,2% lordo’. Da qui due le misure che Pollastrini lascia come indicazione di metodo al nuovo cda: la valorizzazione del patrimonio immobiliare e la sua parziale cessione.

            Le critiche della Federagenti. Scaduta la gestione straordinaria, Pollastrini passerà il timone al nuovo cda, che per il 90% sarà composto da membri già presenti nel vecchio cda commissariato. ´Quello che lascia veramente l’amaro in bocca’, spiega il segretario di Federagenti, Fulvio De Gregorio, ´è che, nonostante l’unanime richiesta di pulizia e di rinnovamento proveniente dalla categoria e da numerose associazioni sindacali, sia Pollastrini sia il capo della segreteria del ministro, Giovanni Battafarano, sia il ministro Cesare Damiano stesso, dopo avere sottolineato l’esigenza di Êridare trasparenza e democraticità alla gestione dell’ente, hanno clamorosamente gettato la spugna, lasciandoÊgli agenti e rappresentanti di commercioÊsenza alcuna tutela. Addirittura, è notizia dell’ultima ora’, continua De Gregorio, ´nel consiglio di amministrazione sarebbero presenti solo cinque associazioni sulleÊotto maggiormente rappresentative e sarebbero stati insediati dal commissario Pollastrini, evidentemente con l’avallo del ministro, ben tre componenti privi dei requisiti di legge perché non sono agenti di commercio, né attivi né pensionati.

            Il tutto farebbe inoltre pensare e temere che anche il prossimo presidente non saràÊancora una volta un vero agente di commercio, ma un uomo prestato dalla politica o dal mondo sindacale, estraneo alla categoria’. Una situazione che Federagenti sta ancora combattendo in queste ore sollecitando al ministro Damiano ´la richiesta alla Federazione del nominativo di un proprio rappresentante, essendo inimmaginabile l’estromissione dal consiglio predetto di quella che, con tutta probabilità, è la seconda associazione per numero di associati paganti e di consensi’.

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