“Enasarco” Scoppia il caso del contact center esterno

06/07/2007
    giovedì 5 luglio 2007

    Pagina 40 - Cisal

      Ora scoppia il caso del contact center esterno.

        Stop agli sprechi dell’Enasarco

          Antonio Caporale, presidente della Federagenti, la federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente alla Cisal, ha nei giorni scorsi inviato al nuovo presidente dell’Enasarco la richiesta di bloccare la gara per l’attivazione di un contact center che, secondo la Federagenti, sarebbe di dubbia utilità e, soprattutto, avrebbe costi altissimi. Questo il testo della lettera.

          ´Nella mia precedente nota, pur ribadendo la contrarietà della Federagenti alle modalità di insediamento del nuovo consiglio di amministrazione, avevo manifestato la disponibilità a un confronto costruttivo sui temi oggetto dell’accordo programmatico sottoscritto il 10 maggio presso il ministero del lavoro e della previdenza sociale. Con rammarico, quindi, ho preso visione, dal sito della Fondazione, del fatto che il 22 giugno e, quindi, appena dopo l’insediamento del consiglio, è stata bandita una gara per l’istituzione di un contact center esterno impegnando una cifra prossima ai 5 milioni e mezzo di euro. Non solo. La gara è stata bandita con una procedura ristretta accelerata e, quindi, con procedura d’urgenza, pur non sussistendone i presupposti. Infatti il precedente contratto d’appalto è stato risolto quasi sei mesi fa e, pertanto, l’urgenza è stata determinata soltanto da un’inerzia dell’amministrazione. La Federagenti, visto che i dati del bilancio pongono l’economicità della gestione quale punto prioritario del programma di risanamento, suggerisce di potenziare il contatto con il pubblico avvalendosi della professionalità del personale interno o ricorrendo a poche assunzioni a termine per una spesa complessiva annua non maggiore di 2-300 mila euro. La Federagenti chiede, pertanto, di annullare questa gara scegliendo di privilegiare la strada del risparmio e dell’insourcing in un quadro condiviso, mirato a ottimizzare l’impiego delle risorse’.

            Abbiamo quindi chiesto a Caporale quali siano i motivi di questo provvedimento. ´In realtà’, risponde Caporale, ´c’è una certa confusione al riguardo perché la gara, pur essendo stata bandita dopo l’insediamento del nuovo consiglio, sembrerebbe essere frutto di una decisione precedente che, quindi, risalirebbe all’ex commissario Pollastrini o al direttore generale, se ciò rientra nelle sue nuove competenze. Certo è che, se così fosse, il nuovo cda sarebbe stato esautorato dall’assumere una decisione di non poco conto nell’immediata prossimità dell’insediamento, se non addirittura a insediamento avvenuto’.