“Enasarco” Ricucci e Billè verso il processo

07/06/2007
    giovedì 7 giugno 2007

    Pagina 41 – Economia

      La procura di Roma chiude le inchieste su Rcs, Enasarco e fondo del presidente Confcommercio

        Ricucci e Billè verso il processo

        E Magiste Real Estate mette all´asta il patrimonio immobiliare

          ELSA VINCI

          ROMA – Chiusa l´inchiesta sulla scalata di Stefano Ricucci a Rcs. La procura di Roma si accinge a chiedere il processo. Nel giorno in cui si è aperta l´asta per parte del suo patrimonio immobiliare e sui principali quotidiani è apparso l´invito a manifestare interesse per alcuni palazzi della Magiste Real Estate a Roma e Milano, i pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli hanno chiuso i lavori sul marito di Anna Falchi. Tre indagini in un solo deposito di atti: la scalata al gruppo Rizzoli-Corriere della sera, la gestione del Fondo del presidente di Confcommercio e la gara per l´assegnazione degli immobili di Enasarco. Sedici gli indagati. Con Ricucci c´è anche Sergio Billè, ex presidente dei commercianti. Sono entrambi accusati di appropriazione indebita e corruzione aggravata. A Ricucci, «dominus e punto di raccordo delle tre indagini», i magistrati contestano inoltre l´aggiotaggio informativo, false fatturazioni, occultamento di scritture contabili.

          Sulla tentata scalata al gruppo Rcs, i pm scrivono nel capo d´imputazione: «Ricucci agendo come presidente del cda di Magiste International e Garlsson Real Estate, diffondeva notizie false concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo del titolo Rcs Mediagroup». In particolare: «Con ripetute dichiarazioni alla stampa affermava che il gruppo Magiste disponeva di liquidità proprie e i finanziamenti delle banche non erano garantiti da pegno su azioni Rcs. L´intenzione del gruppo era arrivare, sempre in Rcs, al 29,9%» del capitale. Notizie «false», sostiene la Procura, che «contribuivano a determinare un rilevante incremento del valore di mercato del titolo Rcs che passava da 4,9 euro dell´ 11 aprile 2005 a 6,6 euro del 2 agosto 2005». Con Billè poi l´immobiliarista romano si sarebbe appropriato «indebitamente» della somma di 39 milioni: questo denaro sarebbe stato versato dall´ex presidente di Confcommercio a Ricucci per l´acquisto di un immobile a via Lima a Roma (immobile che peraltro è finito insieme agli altri all´asta). La somma, così come altre, era stata «prelevata – si legge nell´avviso di conclusione delle indagini – da quelle versate dalle aziende, come quota dei contributi integrativi per i dirigenti, al Fondo previdenziale Mario Negri e al Fondo assistenza sanitaria dirigenti aziende commerciali (Fasdac) e destinate a Confcommercio, e delle quali Billè aveva il possesso». L´ex presidente di Confcommercio, infatti, secondo l´accusa, «faceva versare i contributi incassati dai Fondi non nelle casse dell´associazione, ma su un conto bancario» a lui intestato, nella sua qualità di presidente, e gestito fuori del bilancio ufficiale della confederazione, alla quale trasferiva invece «solo una quota minima dei contributi ricevuti (circa 3 milioni l´anno a fronte di finanziamenti per oltre 17 milioni di euro l´anno), e destinando tali somme, in larga parte, a fini esclusivamente personali». Come l´acquisto di opere d´arte.