“Enasarco” Quel patto occulto Ricucci-Billè

31/10/2006
    marted� 31 ottobre 2006

    Pagina 13 – Economia e Imprese

    L’inchiesta della Procura di Roma

      Quel patto occulto Ricucci-Bill�

        MILANO
        Un comitato d’affari influenzava Enasarco. Il 22 settembre sono scattati gli arresti domiciliari, con l’accusa di corruzione, per l’ex presidente di Confcommercio, Sergio Bill�, il presidente di Enasarco, Donato Porreca (rieletto a febbraio 2006 ed espressione di Confcommercio) e il consulente Fulvio Gismondi. Indagati anche il figlio di Bill�, ndrea, e l’immobiliarista Stefano Ricucci.

        L’inchiesta della Procura di Roma ha ipotizzato che la gara del 2005 per il patrimonio immobiliare Enasarconascondesse il passaggio di una maxitangente da oltre 50 milioni di euro da Ricucci a Porreca, Gismondi e Bill�.

        E la gara Enasarco – mai esplorata pienamente, perch� bloccata sul filo di lana a causa di irregolarit� – riecheggia nei rapporti tra Bill�, Ricucci e l’ex patron della Popolare Lodi, Giampiero Fiorani, come emerge dalle intercettazioni effettuate nel 2005 nell’ambito dell’indagine AntonVenata dei pm di Milano.

        L’atto di accusa dei magistrati romani � chiaro.�Non appare lecito dubitare – si legge nel provvedimento di rigetto dell’istanza di scarcerazione – che la gara di appalto fu concepita e attuata nell’interesse del gruppo Ricucci; che le modalit� del suo svolgimento e persino gli studi preliminari furono ritagliati a misura dei requisiti di affidabilit� e di consistenza economico-finanziaria del gruppo; che il ritiro del gruppo dalla gara ne determin� l’annullamento, motivato con profili di autotutela; che Ricucci quale corrispettivo della riuscita dell’affare promise 20 milioni di euro a Porreca, 20 a Bill� e 10 a Gismondi; che Ricucci pag� agli altri indagati un acconto di 3 milioni di euro; che Bill� chiese e ottenne di convertire il suo corrispettivo con la cessione a suo figlio Andrea del 20% della Magiste�.

        Porreca – presidente Enasarco da anni – secondo i giudici di Roma avrebbe �tradito l’obbligo di trasparenza e imparzialit� connaturato con l’espletamento di una pubblica gara, e avrebbe brigato per farsi dare consulenze su misura per il gruppo Magiste e ha via via modificato le prescrizioni del bando in funzione delle esigenze di quel Gruppo�.

        Un collaboratore di Ricucci ha riferito agli inquirenti che �Bill�, legato a Ricucci da stretti rapporti personali, aveva informato quest’ultimo sui requisiti richiesti per la partecipazione alla gara e si era a pi� riprese adoperato presso l’Enasarco per farli adeguare a quelli posseduti dalle societ� di Ricucci. Qust’ultimo, a sua volta, ha spiegato che la sua decisione di non partecipare alla gara dipese dal ritiro all’ultimo momento di Deutsche Bank dal raggruppamento Rti che, unitamente a Banca Popolare di Lodi, aveva presentato la domanda di partecipazione, e che a seguito della sua mancata partecipazionela gara fu annullata�.

        V.Ch.