“Enasarco” Per i conti un aiuto dalle ispezioni

11/04/2007
    martedì 10 aprile 2007

    Pagina 28 – Norme e Tributi

    Casse – Recuperati 14 milioni – Avanzo inferiore alle attese

      Per i conti di Enasarco
      un aiuto dalle ispezioni

      Narco lo Conte

      Si chiude in attivo ma in misura inferiore al previsto. E solo grazie alle entrate derivanti da sanzioni contributive. La fotografia sullo stato di salute di Enasarco, messa a punto dal commissario straordinario Giovanni Pollastrini nel suo preconsuntivo di bilancio tecnico attuariale, conferma gli elementi di debolezza dei conti della Cassa, reduce dalle vicende giudiziarie che, tra l’altro, hanno portato agli arresti il presidente Donato Porreca, l’attuario Fulvio Gismondi e il presidente di Confcommercio, Sergio Billè.

      La prima mossa di Pollastrini è stata quella di nominare attuario di Enasarco Giuseppe Orrù, presidente dell’Ordine di categoria. A lui il compito di rivedere il bilancio 2004 (che doveva segnare il passaggio dal sistema retributivo al contributivo) e di redigere quello tecnico 2005, ancora non predisposto. Orrù dovrà definire i nuovi coefficienti di trasformazione da applicare dal 1° gennaio scorso, come previsto dal regolamento delle prestazioni.

      L’avanzo di Enasarco per il 2006 è di 27,2 milioni di euro, quattro in meno rispetto al previsto; un risultato dovuto quasi esclusivamente alla gestione previdenziale, che chiude con un avanzo vicino a 4 milioni, contro un obiettivo di circa 25 milioni. A togliere i conti di Enasarco dal rosso è stato il lavoro dell’attività ispettiva nei cinque mesi di gestione da parte del commissario straordinario: l’obiettivo di recuperare 7 milioni di euro di contributi nel 2006 è stato più che raddoppiato, toccando al 31 dicembre quota 14,6 milioni, di cui 2 solo di sanzioni. Ma sui conti 2006 fi Enasarco pesa l’aumento delle prestazioni previdenziali, 13 milioni di euro, quasi tutti dovuti a pensioni di vecchiaia: diminuite per numero (3.500 in meno) ma aumentate per importo. «Il fenomeno descritto – si legge nella sintesi alla nota di bilancio attuariale presentata da Pollastrini alla Commissione bicamerale sulla previenza, a Palazzo San Macuto – scaturisce dalle attività di abbinamento di contributi di anni precedenti, incassati con il metodo “tradizionale”, avviata a partire dalla fine del 2005. Ciò ha portato al ricalcolo di pensioni già in erogazione, conseguente all’abbinamento di contributi successivo alla prima liquidazione e al calcolo di pensioni “definitive” con conseguente aumento del costo medio unitario».

      Il bilancio conferna la prevalenza della spesa per prestazioni sui contributi incassati. E ciò determina la riduzione del saldo attivo tra patrimonio e ammontare delle pensioni erogate da 5,221 milioni del 2006 a 5 nel 2014.

      Tra le prime misure prese dal commissario straordinario per imprimere un’inversione di rotta, il congelamento del meccanismo di rivalutazione del Firr (l’indennità di scioglimento del contratto di agenzia). Da registrare anche la riduzione dei compensi degli organi di amministrazione, con un esborso che passerà da 1,6 milioni nel 2006 a 1,04 nell’anno in corso. Tagli anche alla spesa per banca depositaria: nel 2006 sono state riconosciute commissioni per 360mila euro nonostante gli attivi non fossero stati destinati. Le commissioni sono state rinegoziate riducendole a 154mila euro.

      Infine è prevista la separazione della gestione degli attivi di Enasarco, che al momento sono fusi insieme e non permettono di valutare la rivalutazione del patrimonio mobiliare, mentre quello immobiliare sale di solo l’1,2% nel 2006, gravato da una morosità che aveva toccato a fine 2005 quota 107,5 milioni.