“Enasarco” Nuovo cda nella bufera

15/06/2007
    venerdì 15 giugno 2007

      Pagina 35 – Professioni

      Interrogazione di Antonio Mazzocchi (An) al ministro del lavoro sull’ente degli agenti di commercio

      Enasarco, nuovo cda nella bufera

        Chiesti a Damiano chiarimenti sulla scelta dei componenti

          di Ignazio Marino

            L’Enasarco resta nella bufera. A poche ore dalla nomina del nuovo consiglio di amministrazione dell’ente di previdenza degli agenti di commercio è già polemica sulla scelta dei componenti che, per stessa ammissione del commissario straordinario uscente, Giovanni Pollastrini, è composto per il 90% dai vecchi membri del cda commissariato. Una scelta, quella del ministero, che non poteva non attirarsi le critiche delle rappresentanze lasciate fuori. Come Federagenti e confcooperative. Quest’ultima al centro di un botta e risposta con il ministro Cesare Damiano. E mentre Federagenti annuncia ricorso all’autorità giudiziaria, l’opposizione cavalca il malcontento dei professionisti e chiede chiarimenti scritti al ministro del lavoro Cesare Damiano.

            Il fronte parlamentare. A presentare una interrogazione a Damiano con la richiesta di una risposta scritta è stato ieri Antonio Mazzocchi. L’esponente di An chiede di sapere se sono state rispettate le modalità previste dall’art. 8, comma 1, dello Statuto della fondazione Enasarco. E cioè se nel nuovo cda Enasarco i componenti siano realmente espressione degli agenti e rappresentanti di commercio, attivi o pensionati. Nella interrogazione si fa presente che già l’ex sottosegretario al lavoro, Alberto Brambilla, in risposta ad una specifica richiesta, avrebbe rassicurato l’attuazione delle regole sancite dallo statuto per quanto concerne il rinnovo degli organi collegiali. ´Risulta alquanto singolare’, scrive Mazzocchi, ´che, oggi, l’ex senatore Battafarano, firmatario nella scorsa legislatura, di una interrogazione, con la quale si richiedeva di garantire l’applicazione dell’art. 8, comma 1, dello Statuto, al fine di quella democraticità e correttezza che dovrebbe essere alla base delle norme di un ente, oggi presieda proprio quella segreteria tecnica del ministero del lavoro e della previdenza sociale, Cesare Damiano, in procinto di disattendere quelle regole e i controlli di gestione tanto reclamati in passato, con delle nomine non rispondenti al requisito di ´agente e rappresentante di commercio’.

            Federagenti e Confcooperative. ´Come temevamo il cda è stato istituito con la presenza di tre soggetti che non sono agenti di commercio’, spiega Fulvio De Gregorio, segretario di Federagenti, ´tra cui Brunetto Boco della Uiltucs che, oltretutto, è stato nominato presidente all’unanimità dai rappresentanti delle parti sociali presenti nel cda. Boco’, continua, ´si dice che sia espressioneÊdell’area DsÊe, quindi, vicino al ministro Damiano. Comunque tutti sono stati accontentati perché la Confindustria ha confermata la vice presidenza, mentre l’altra è stata di nuovo appannaggio della Confcommercio. Il presidente della ÊFnaarc, Adalberto Corsi,ÊhaÊvisto confermati tre postiÊdesignando ancora una voltaÊMichele Alberti nonostante lo stesso,Êcome del resto Donato Porreca,Êavesse rappresentato sempre nell’Enasarco anche la ConfcommercioÊche notoriamente rappresenta gli interessiÊdelle ditte mandanti cheÊsono la contro parte degli agenti di commercio negli accordi economici collettivi.ÊL’Usarci esce soddisfatta avendo confermato due presenze nel cda oltre al direttore generale e al dirigente del centro elettronico. Tutto come se nulla fosse successo. Anzi per la verità uno ”sconvolgimento” c’è stato e ha coinciso con l’estromissione dal cda della Concooperative a vantaggio della Confesercenti’. Federagenti agirà per via legali. A questo punto De Gregorio si augura che non siano disattesi anche gli impegni assunti da tutti con il protocollo d’intesa del 10 maggio dove si indica la rotta per il risanamento della Fondazione.

            Particolarmente adirato il presidente di Confcooperative, Luigi Marino . Che ha dichiarato: ´È una rozza operazione di parte e di potere, che non ci saremo mai aspettata dal ministro Damiano e ci delude profondamente. È, inoltre, un atto che riteniamo illegittimo, e quindi inaccettabile, e contro il quale utilizzeremo tutti gli strumenti legali disponibili’. Accuse che lo stesso ministro ha rispedito al mittente precisando che ´l’individuazione dei componenti del cda è avvenuta in base ai criteri oggettivi previsti dalle norme’.

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