“Enasarco” L’obiettivo è salvare le pensioni

31/05/2007
    giovedì 31 maggio 2007

    Pagina 42 – Agenti di commercio
    Pagina a cura della Federagenti Cisal

    I commenti e le indicazioni sul futuro dopo il convegno sull’Enasarco organizzato da Federagenti.

      L’obiettivo è salvare le pensioni

        Si deve intervenire per migliorare i rendimenti del patrimonio

          Il recente convegno del 26 maggio scorso a Roma, che ha registrato la presenza massiccia di oltre 500 persone nonostante la diretta televisiva su Sky, ha permesso un serio approfondimento di fronte alla disinformazione che circonda le pensioni della categoria. Secondo Antonio Caporale, presidente Federagenti, ´si è capito, infatti, che il sistema pensioni del nostro paese non regge e che soprattutto i giovani rischiano di stringere un pugno di mosche se non si adottano meccanismi di garanzia. La nostra realtà è poi ancora più complessa in quanto il doppio sistema di contribuzione obbligatoria a favore di due diversi enti di previdenza, Inps ed Enasarco, ci obbliga a vigilare su più fronti. Abbiamo voluto sottolineare come sia scandaloso che l’agente, oltre a pagare oggi queste due previdenze, debba sperare di poterne pagare una terza integrativa e complementare (unica strada a oggi offerta dalle istituzioni) per avere una pensione dignitosa’.

          Ciò detto, è chiaro e certo che si deve intervenire subito e decisamente sul fronte Enasarco per migliorare il rendimento del patrimonio mobiliare e immobiliare, al fine di mantenere e garantire in maniera adeguata le nostre pensioni. L’Enasarco è stato gestito male e in maniera strumentale. I rendimenti del patrimonio sono scadenti. Le spese sono esagerate. La crisi c’è nonostante le fortissime penalizzazioni che gli agenti di commercio hanno subìto negli anni successivi alla privatizzazione.

            Viste le difficoltà dell’opera di risanamento, è necessario un impegno solidale di tutte le parti sociali per poter adottare in un periodo brevissimo seri e rigorosi interventi.

              L’apprezzato intervento del commissario straordinario Giovanni Pollastrini ha evidenziato, come da noi sostenuto da tempo, le gravi pecche rilevate nella gestione dell’Enasarco e la situazione di allarme che destano il bilancio tecnico e la mancanza di trasparenza e democraticità nella gestione dell’ente.

                Fulvio De Gregorio, segretario generale Federagenti, sottolinea come l’accordo programmatico per il risanamento della gestione e dei conti dell’Enasarco, definito il 10 maggio scorso presso il ministero del lavoro e della previdenza sociale, evidenzi in modo chiarissimo la validità delle battaglie che da anni la Federagenti combatte per giungere ad avere finalmente una gestione democratica, tesa a garantire esclusivamente gli interessi della categoria. ´Battaglie che valsero alla Federagenti e alle altre associazioni aderenti alla Cisal, la confederazione autonoma cui la Federagenti aderisce, la definizione di note stonate da parte dell’ex presidente Donato Porreca. Evidentemente’, continua De Gregorio, ´le critiche che avevamo mosso, sia alla mancanza di trasparenza e di economicità nella gestione sia, in particolare, alla gara attraverso cui si voleva dismettere il patrimonio immobiliare Enasarco, avevano toccato dei nervi scoperti. Va detto in proposito che la Federagenti, dopo aver criticato l’operazione sulla stampa e attraverso vari passaggi televisivi (molti ricorderanno l’inchiesta condotta sull’argomento da Report), impugnò il bando di gara, sia dinanzi al Tar Lazio sia davanti agli organi comunitari, denunciando il ricorso improprio alla procedura d’urgenza e la mancanza di chiarezza di numerose clausole del bando.

                La conclusione della vicenda è nota a tutti. Non solo il pericolo dell’intervento di società immobiliari è stato scongiurato, ma l’inchiesta aperta dalla magistratura, che oltre a Porreca, Billè e Ricucci aveva interessato anche l’attuario dell’Enasarco, Gismondi, ha determinato i presupposti per la nomina di un commissario straordinario con l’incarico di verificare la reale situazione del bilancio dell’Enasarco e la correttezza della gestione. La richiesta di commissariare l’ente per garantire certezze alla categoria venne, come è noto, dalla Federagenti e anche dalla Fiarc Confesercenti e dalla Filcams Cgil. L’accordo’, tiene a precisare De Gregorio, ´assume una notevole rilevanza perché le associazioni che hanno definito il documento hanno certificato lo stato di gravissima difficoltà dell’Enasarco, dando atto delle criticità rilevate dal commissario nella gestione e condividendo le proposte di risanamento contenute nella relazione dallo stesso inviata alla commissione parlamentare di controllo degli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria e assistenza sociale. La novità è importante e va sottolineata. Chi ci accusava di allarmismo e di strumentalizzazioni sulla gestione dell’Enasarco si è dovuto ricredere. Infatti, il quadro disegnato dal dott. Pollastrini, avallato in sede ministeriale da tutte le parti sociali, è estremamente chiaro.

                Secondo il nuovo bilancio tecnico i conti non tornano e nel medio periodo (appena cinque anni) ci sarà un’inversione di tendenza e, subito dopo, le uscite per le pensioni saranno superiori alle entrate per contributi; vi è difformità rispetto ai parametri voluti dalla legge a garanzia del pagamento delle pensioni future; vi è una commistione contabile fra i tre fondi previdenza, assistenza e Firr che hanno natura completamente diversa; le procedure di spesa sarebbero avvenute senza criteri determinati e con un ricorso eccessivo alla trattativa privata, a volte disattendendo la normativa vigente in materia di appalti (che si applica anche alle casse privatizzate); gli appartamenti sono stati assegnati senza alcuna regola; il patrimonio immobiliare è spesso fatiscente e ha un rendimento ridicolo; la gara effettuata per incrementare il rendimento del patrimonio mobiliare non ha dato nessuno dei frutti sperati; le prestazioni che vengono erogate agli agenti di commercio per sussidi, malattie e infortuni sono per lo più ridicole; è mancata una politica tesa al recupero dell’evasione contributiva e delle morosità; non esiste un disciplinare che distingua la responsabilità degli amministratori da quelli della dirigenza; non esistono criteri di selezione chiari e trasparenti per l’assunzione di personale; le spese per il funzionamento degli organi collegiali (cda e collegio sindacale) sono spropositate (oltre 280 mila per il presidente, poco meno per i vice, 250 mila per il direttore generale); la composizione del cda risponde a logiche autoreferenziali che non garantiscono nella maniera più assoluta la formazione di una rappresentanza democratica che solo le elezioni dirette e il coinvolgimento degli iscritti all’Enasarco potrebbero garantire.

                Emblematica è infine’, continua il segretario generale della Federagenti, ´l’osservazione di Pollastrini che ”l’Enasarco ha bisogno di tornare a essere un ente la cui mission principale è quella di fornire prestazioni previdenziali e assistenziali. Tutto il resto è solo strumentale al raggiungimento di fornire prestazioni previdenziali integrative di quelle del sistema pensionistico obbligatorio. Questa affermazione appare ovvia, ma sicuramente non lo è. Infatti, l’attenzione che viene posta alle questioni della soddisfazione degli agenti iscritti e dell’erogazione delle prestazioni è minimale rispetto a quella che viene prestata alle questioni legate alla gestione del patrimonio immobiliare, locazione degli appartamenti compresi”. Sembra di rileggere’, commenta De Gregorio, ´esattamente quello che nel 1995 noi della Federagenti scrivevamo al ministero del lavoro, alla commissione parlamentare di controllo e alle altre associazioni durante il processo di privatizzazione. È quindi evidente che più di qualcosa non ha funzionato se a distanza di 12 anni siamo allo stesso punto, se non peggio. In più, il successo del referendum promosso da Federagenti, con un’adesione plebiscitaria alla nostra piattaforma, ha dimostrato proprio che l’agente e rappresentante di commercio vuole scegliere direttamente i propri amministratori’.

                  Durante il convegno apprezzati gli interventi di Antonio Mazzocchi, membro della commissione parlamentare delle attività produttive, di Emma Cordoni, Antonino Lo Presti e Luciano Ciocchetti, rispettivamente presidente, vicepresidente e membro effettivo della commissione bicamerale di controllo degli enti gestori di previdenza, che hanno sostanzialmente concordato su alcuni temi sviscerati nell’incontro, in primis la necessità di garantire la trasparenza e l’efficienza gestionale dell’ente, rivedendo lo statuto e arrivando all’elezione diretta degli amministratori da parte degli iscritti all’Enasarco analogamente a quanto avviene per le altre casse privatizzate.

                    ´Concordo con il segretario della Federagenti quando afferma che il coinvolgimento diretto degli iscritti all’Enasarco sia l’unica strada percorribile per garantire un controllo effettivo sulla correttezza della gestione’, chiarisce sul punto Mazzocchi, ´chi si oppone alle elezioni non lo fa nell’interesse degli agenti, ma per difendere delle posizioni di rendita che gli derivano da evidenti forzature di uno statuto illiberale che, non a caso, costituisce l’eccezione nel panorama della casse privatizzate. Occorre quindi istituire in fretta un consiglio di amministrazione di garanzia, rappresentativo di tutte le parti sociali rappresentative, che si prefigga l’obiettivo di apportare le giuste riforme allo statuto vigente a tutela e salvaguardia degli interessi di tutti gli iscritti alla Fondazione Enasarco’.

                      Si è poi convenuto sulla necessità di individuare strumenti efficaci che incidano in modo positivo sulla redditività del patrimonio dell’ente, quali per esempio la vendita, concordata con le parti sociali anche degli inquilini, di una parte cospicua del patrimonio immobiliare mettendo a reddito invece gli immobili più prestigiosi e quelli adibiti a uso commerciale.

                        Al termine del convegno si è data lettura della mozione che Federagenti presenterà al presidente della repubblica, ai ministeri del lavoro e dell’economia e ai gruppi parlamentari, con la quale si chiederà ´di assicurare presso la Fondazione Enasarco l’insediamento di un consiglio di amministrazione di garanzia presieduto da un tecnico di provata esperienza e capacità che, in tempi brevi e predeterminati, dia attuazione ai provvedimenti individuati dal commissario straordinario e condivisi dalle parti sociali nell’accordo del 10 maggio scorso; di verificare, in particolare, che lo statuto venga riscritto in modo democratico per consentire finalmente alla categoria di eleggere direttamente i propri amministratori e di poterne controllare l’operato, eliminando il sistema blindato, verticistico e autoreferenziale che fino a oggi ha provocato tanti danni; di verificare puntualmente quali risultati siano stati conseguiti e quali siano le prospettive e le eventuali correzioni da portare al programma di risanamento, previa verifica trimestrale con le parti sociali’.