“Enasarco” Lettera Cisal al ministro Maroni

01/09/2005
    giovedì 1 settembre 2005

      pagina 31

        Inchiesta sulla gara degli immobili
        La gestione del patrimonio Enasarco deve essere chiara

          ItaliaOggi pubblica la lettera aperta che il segretario generale della Cisal, Fulvio De Gregorio, ha inviato al ministro del welfare Roberto Maroni.

          Egregio ministro, scrivo la presente nella qualità di segretario generale della Federagenti Cisal per chiederLe un intervento forte per garantire il rispetto da parte della Fondazione Enasarco dei principi di legalità e di buona amministrazione.

            Due, in particolare, sono i provvedimenti che destano forti perplessità e preoccupazione.

              In primis l’arrogante decisione, assunta dagli attuali amministratori in scadenza di mandato, di modificare la norma statutaria che regola le procedure di rinnovo del consiglio di amministrazione con il chiaro intento di assicurarsi la designazione di rappresentanti di organizzazioni amiche, indipendentemente dal riscontro dell’effettiva rappresentatività.

                L’iniziativa, chiaramente illegittima, perché contraria al disposto del decreto legislativo n. 509/94, è in linea con l’intenzione pubblicamente manifestata dal presidente uscente Donato Porreca, uomo di Sergio Billè, di estromettere dalla gestione dell’Enasarco le note stonate; cioè chi, come la Federagenti, non si riconosce nel coro di quelle associazioni che consentono alla Confcommercio di fare il bello e il cattivo tempo. Contro questa logica aberrante Lei ben sa, signor Ministro, che la Federagenti non è la sola a battersi. Altre importanti associazioni di categoria, infatti, chiedono trasparenza e democrazia nei criteri di composizione degli organi collegiali e un salutare cambiamento nella gestione della Fondazione.

                  Del resto, l’osservanza del principio di legalità, tralasciando per carità di patria il rispetto dei criteri di buona amministrazione e di opportunità (vedi stipendi d’oro, gettoni di presenza, smodato ricorso a consulenze esterne, composizione commissione gara immobili, rinnovo dirigenti da parte del cda in scadenza ecc.), è evidentemente un ´optional’ per l’attuale cda che infatti viola sistematicamente anche l’articolo 3, comma 12, della legge n. 335/95, non applicando il criterio del pro rata nel calcolo dei supplementi e delle revisioni delle pensioni degli iscritti.

                    Il secondo argomento scottante è quello dell’affidamento all’esterno della gestione del patrimonio immobiliare con l’obiettivo dichiarato di dismetterne una grossa parte. Questa operazione, soprattutto se letta in relazione alla volontà degli attuali amministratori di non dare trasparenza alla gestione, rifiutando le elezioni dirette da parte della categoria o, in alternativa, regole che garantiscano una maggiore democraticità e partecipazione, getta un’ombra inquietante sul futuro dell’ente.

                      L’allarme della Federagenti sul controllo dell’operato degli amministratori, egregio Ministro, è quindi di grande attualità perché, se è vero che l’Enasarco è un ente privato che gestisce una previdenza integrativa (aggiuntiva a quella obbligatoria Inps), è pur vero che gli agenti e rappresentanti di commercio sono obbligati al versamento dei contributi da una legge e quindi hanno diritto di pretendere un controllo pregnante sull’impiego dei loro soldi.

                        Non è possibile, in un paese moderno, assistere passivamente all’annullamento della gara del secolo, come è stata definita quella per l’affidamento del patrimonio immobiliare dell’Enasarco (valore di 3,5 miliardi di euro), senza che la Fondazione sia chiamata a documentare pubblicamente le motivazioni.

                          La categoria ha pieno titolo e diritto di conoscere la verità, soprattutto perché la stampa, dopo la mancata partecipazione di Stefano Ricucci, anch’egli, come Donato Porreca, notoriamente vicino a Sergio Billè, aveva già pronosticato l’annullamento della gara ed evidenziato la singolarità del ritardo con cui due importanti raggruppamenti hanno presentato le proprie offerte. Circostanze che comunque hanno lasciato in corsa due concorrenti, le cui offerte avrebbero consentito di poter aggiudicare l’appalto.

                            A tal proposito, il fatto che il rappresentante del ministero del lavoro avrebbe, unitamente ad altro consigliere, votato contro l’annullamento della gara non può ritenere esaurito il compito del ministero vigilante, ma anzi accresce, se possibile, i dubbi e ci induce, signor Ministro, a chiedere formalmente l’apertura di un’inchiesta che chiarisca e renda di pubblico dominio i reali termini di una questione che, comunque la si legga, non appare né limpida né lineare.

                              L’inchiesta sembra altresì opportuna, perché recenti notizie di stampa darebbero in dirittura d’arrivo un nuovo bando che spalmerebbe in più lotti l’appalto. Cosa che, senza una previa attenta verifica e un’esaustiva informativa, rischia di suonare come composizione dei vari interessi in gioco con il rischio di danneggiare proprio la categoria.

                                La Fondazione ha pertanto l’obbligo di far conoscere ai ministeri vigilanti e a tutte le parti sociali gli esatti termini del progetto con l’indicazione dei costi/benefici, delle regole della gara e del nuovo capitolato d’appalto.

                                  Inoltre, l’eventuale nuova gara, a giudizio della Federagenti, non potrà essere gestita dall’attuale cda in scadenza di mandato, ma dovrà essere di competenza dei nuovi amministratori che, ci aspettiamo, vengano nominati tenendo finalmente conto delle prescrizioni dello statuto e della legge, così come a Lei richiesto formalmente da oltre 50 parlamentari di tutte le forze politiche.

                                    Confidiamo vivamente, signor Ministro, che gli interessi in gioco, in primis quelli della categoria composta da 300 mila agenti in attività e oltre 100 mila pensionati, che con il loro sacrificio hanno contribuito nel tempo a creare un fondo pensionistico così importante, saranno da Lei governati con la sensibilità e l’equilibrio già dimostrati nel corso dell’incontro tenutosi presso il ministero del lavoro con la nostra delegazione, proprio sulle procedure per il rinnovo degli organi collegiali della Fondazione Enasarco.

                                      Fulvio De Gregorio