“Enasarco” La rappresentanza va estesa

01/09/2005
    giovedì 1 settembre 2005

      pagina 31

        Dopo la denuncia della Federagenti si prevedono modifiche allo statuto

        Cda Fondazione Enasarco,
        la rappresentanza va estesa

          Il cda della Fondazione Enasarco ai sensi dell’articolo 8 dello statuto attualmente vigente è così composto:

          a) otto rappresentanti degli agenti e rappresentanti di commercio, siano essi attivi o pensionati, nominati con le procedure che il cda della Fondazione regolamenta in attuazione degli indirizzi di cui all’articolo 1, comma 2;

            b) quattro rappresentanti dei preponenti, designati dalle confederazioni datoriali firmatarie degli accordi economici collettivi e maggiormente rappresentative a carattere nazionale;

              c) un rappresentante del ministero del lavoro, da esso designato.

                Sei mesi prima della scadenza dell’organo il presidente chiede al ministero del lavoro l’individuazione delle associazioni maggiormente rappresentative su base nazionale di cui al comma precedente, lettera a) e lettera b); ricevuta la comunicazione del ministero, il presidente invita le associazioni maggiormente rappresentative, come sopra individuate, a designare i membri di propria competenza nel termine di 60 giorni dal ricevimento di tale richiesta. Analogo invito il presidente rivolge per la nomina del rappresentante ministeriale. Come si evince dalla norma il presidente uscente non ha un potere autonomo di nomina, ma svolge le funzioni di un notaio, avendo l’obbligo di attenersi alle indicazioni del ministero che indica le organizzazioni maggiormente rappresentative, previa apposita istruttoria. Nell’attuale consiliatura le organizzazioni riconosciute maggiormente rappresentative con provvedimento del ministro del lavoro Roberto Maroni sono state le seguenti:

                  - ditte mandanti: Confcooperative, Confapi, Confcommercio, Confindustria;

                    - sindacati agenti di commercio: Cgil (Filcams), Cisal (Federagenti), Cisl (Fisascat), Fiarc (aderente Confesercenti), Fnaarc (aderente Confcommercio), Ugl (terziario), Uil (Uiltucs), Usarci.

                      L’attuale cda risulta invece così composto:

                        - per i preponenti (ditte mandanti): Bruno Galli (Confcooperative), Alfredo Gherardi (Confapi), Michele Alberti (Confcommercio), Elio Schettino (Confindustria);

                          - per gli agenti e rappresentanti di commercio: Alberto Ulivi, Donato Porreca, Giuseppe Stefanini, (tutti e tre designati dalla Fnaarc), Ciano Donadon e Francesco D’Angelo (ambedue designati dall’Usarci), G. B. Baratta (Cisl), Mimma Cominci (Fiarc, appena designata in sostituzione di Carlo Massaro), Brunetto Boco (Uil);

                            - per il ministero del lavoro: Luigi Nardo Battaini.

                              Come si vede, mentre per i preponenti è stata rispettata la regola statutaria, per gli agenti di commercio sono state escluse dal cda ben tre associazioni, sebbene riconosciute maggiormente rappresentative dal ministero del lavoro, e cioè la Cgil, la Federagenti e l’Ugl, a tutto vantaggio della Fnaarc (tre componenti) e dell’Usarci (due componenti). Come è stato possibile ciò? Il presidente uscente Michele Alberti (in quota Fnaarc/Confcommercio) invece che dare attuazione alle indicazioni del ministro del lavoro ha favorito i componenti della propria organizzazione (Fnaarc) e i loro amici (Usarci). Ad abundantiam va detto che Michele Alberti, nominato presidente in quanto agente di commercio, è oggi presente nel cda in rappresentanza della Confcommercio (che è la controparte degli agenti di commercio nei contratti di lavoro), così come, al contrario, è avvenuto per Donato Porreca. Si tratta di trasformismo, gioco delle parti, mancanza di rispetto per la categoria? Lasciamo ai lettori la risposta.

                                Certo è che la denuncia della Federagenti deve avere lasciato il segno, se gli attuali amministratori in scadenza di mandato stanno tentando di modificare l’articolo 8 dello statuto. Come? Rinnegando lo slogan ´Diamo l’Enasarco ai veri agenti di commercio’ (fiore all’occhiello e specchietto per le allodole della privatizzazione condotta dalla Fnaarc/Confcommercio e dall’Usarci) e consentendo a tutti e non solo agli agenti di commercio attivi o pensionati la possibilità di rappresentare la categoria nel cda.