Enasarco, il tar da ragione a Tps

12/02/2007
    sabato 10 febbraio 2007

    Pagina 10 – Economia e Politica

    Fondati i presupposti per il commissariamento

      Enasarco, il tar da ragione a Tps

        di Giovanni Galli

          ´La terza sezione bis del Tar Lazio – con ordinanza pubblicata in data 9 febbraio – ha respinto i ricorsi promossi dalla Fnaarc Confcommercio ed altri per richiedere la sospensiva del provvedimento adottato dai ministeri vigilanti di commissariare l’Enasarco a seguito dell’indagine della procura di Roma che ha interessato l’ex presidente dell’Enasarco, Donato Porreca, Sergio Billè e l’immobiliarista Ricucci.

          Il Tar così ha motivato la decisione: ´L’interesse di parte ricorrente al mantenimento della propria funzione rappresentativa, nell’ambito del disciolto Consiglio di amministrazione dell’Enasarco, affievolisce rispetto all’interesse di indubbia valenza pubblicistica allo svolgimento della funzione di vigilanza ministeriale mirata, nel verificarsi delle note vicende di rilievo penalistico a carico del presidente di detto cda, a ripristinare la trasparenza nella gestione dell’ente’.

            A favore del commissariamento si erano schierate da subito alcune delle associazioni di categoria più rappresentative, tra cui la Federagenti Cisal, la Fiarc Confesercenti e la Filcams Cgil, che avevano denunciato a chiare lettere il malessere degli iscritti all’Enasarco per i gravissimi fatti di cronaca che riguardavano la gestione del loro ente di previdenza integrativa.

              Anche di fronte alla commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, nel corso dell’audizione tenutasi in data 24 gennaio u.s. sullo stato della fondazione Enasarco, le stesse associazioni avevano ribadito la legittimità della nomina del commissario e la necessità di rivedere l’attuale statuto della fondazione in modo da consentire nel futuro una gestione trasparente e partecipata attraverso l’elezione diretta da parte della categoria degli amministratori.

                Questo – a giudizio del segretario generale della Federagenti, Fulvio De Gregorio, – è l’unico modo per restituire l’Enasarco agli agenti di commercio e garantire un controllo effettivo sulla correttezza della gestione.

                  Chi si oppone alle elezioni non lo fa nell’interesse degli agenti, ma per difendere delle posizioni di rendita che gli derivano da uno statuto anomalo che costituisce l’eccezione nel panorama della casse privatizzate che tutte prevedono le elezioni per la scelta degli amministratori. (riproduzione riservata)