“Enasarco” Federagenti: un freno al rinnovamento

14/06/2007
    giovedì 14 giugno 2007

    Pagina 58 – Agenti di commercio
    Pagina a cura della Federagenti Cisal

      Sul cda della fondazione monta la protesta degli agenti, delusi dal ministro del lavoro Damiano

        Enasarco, un freno al rinnovamento

          Federagenti: se si tornerà alla vecchia gestione ricorreremo

            Monta la protesta degli agenti e rappresentanti di commercio che stanno inondando di fax e di e-mail le segreterie del ministero del lavoro e della previdenza sociale, chiedendo elezioni dirette per la scelta degli amministratori della Fondazione Enasarco e un accertamento sulle cause che hanno determinato le gravissime disfunzioni emerse nella relazione presentata dal commissario straordinario Giovanni Pollastrini alla commissione parlamentare di controllo degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie. Le procedure di rinnovo del nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Enasarco secondo il presidente della Federagenti, Antonio Caporale, ´non rispetterebbero la reale rappresentatività delle associazioni di categoria perché sono autoreferenziali e nel cda siedono associazioni che sono praticamente inesistenti come sarebbe facilmente riscontrabile da un esame del numero degli iscritti paganti che potrebbe essere compiuto in ogni momento. Non solo. Non aver voluto le elezioni, cosa che il ministero avrebbe potuto tranquillamente definire in tempi ristretti con le parti sociali, significa’, continua Caporale, ´avallare un sistema verticistico, blindato e autoreferenziale che intende continuare a gestire in pochi e sempre gli stessi l’Enasarco, escludendo realtà associative consolidate come Federagenti. È ora di farla finita con questa commedia degli orrori che i ministeri vigilanti hanno il dovere di risolvere una volta per tutte dando la possibilità alla categoria di controllare l’operato degli amministratori. L’unico modo democratico che io conosco e che tutti gli agenti di commercio vogliono è costituito dalle elezioni dirette e questo è stato rifiutato dalle associazioni presenti nel cda, come dimostrato dalle decisioni assunte da una commissione nominata due anni fa da Porreca, e dalle riserve chiaramente espresse anche all’atto della definizione dell’accordo programmatico per il risanamento dell’Enasarco avvenuto il 10 maggio scorso presso il ministero del lavoro. Ciò non ci lascia tranquilli neanche per il futuro perché tra i compiti di questo consiglio, secondo il sopra riportato accordo, dovrebbe essere prioritaria la ricerca di modifiche statutarie che consentano anche il ricorso alle elezioni’.

            La Federagenti, per i motivi sopra citati, ha ritenuto di inviare al ministro del lavoro Damiano, al commissario Pollastrini, che sarà chiamato a ratificare le nomine, e al presidente del collegio sindacale dell’Enasarco una lettera raccomandata preavvisando il ricorso alla magistratura avverso provvedimenti che dovessero ripristinare la situazione preesistente in violazione dei principi di legalità e di opportunità. Per una migliore conoscenza della posizione dell’associazione si riporta uno stralcio della lettera con i passaggi più significativi.

              ´Egregio ministro Damiano, abbiamo già più volte dato la nostra piena disponibilità per la costituzione di un consiglio di amministrazione di garanzia che, con la partecipazione di tecnici designati da tutte le parti sociali maggiormente rappresentative, porti a compimento il programma di risanamento della gestione della Fondazione Enasarco sulla linea tracciata dal commissario straordinario, dott. Giovanni Pollastrini. Soltanto un consiglio siffatto, infatti, potrebbe approntare in tempi predeterminati il riequilibrio del bilancio, la riorganizzazione dell’ente e delle procedure e apportare modifiche statutarie che attuino i principi della democraticità e della rappresentatività effettiva come pretendono tutti gli agenti e rappresentanti di commercio. Solo a queste condizioni, secondo Federagenti, potrebbe essere richiesto alla categoria un ulteriore atto di fede per concorrere al salvataggio dell’unico ente di previdenza complementare obbligatoria esistente in Italia, i cui rendimenti di gestione oggi impallidiscono di fronte a quelli degli altri fondi previdenziali, provocando una perdita certa in termini di prestazioni e servizi. Il vecchio cda insediato da Donato Porreca attraverso una forzatura della realtà e dello statuto, che aveva portato a supervalutare in modo sfacciato alcune associazioni (tra cui la Fnaarc con tre posti e l’Usarci con due) e a escluderne altre, la Cgil, l’Ugl e la stessa Federagenti, non può fare certamente testo o costituire un riferimento per la composizione del nuovo consiglio come si darebbe per certo in ambienti ben informati. Il commissario straordinario Pollastrini, in quanto espressione degli organi vigilanti, ha il dovere di muoversi in un’ottica di terzietà e sarebbe scandaloso che nella fattispecie prendesse a riferimento una valutazione effettuata da un soggetto di parte quale indubbiamente era l’allora presidente Porreca, che, come è ben noto a tutti, era in quota Confcommercio e Fnaarc. Né può sfuggire ad alcuno che la Fnaarc, associazione che rappresenta gli agenti di commercio, aderisce organicamente alla Confcommercio (che degli agenti è controparte nella stipula degli accordi economici collettivi) e che ai fini della rappresentatività le teste degli agenti iscritti alla Fnaarc finirebbero per contare due volte visto che gli stessi agenti risulterebbero iscritti e paganti anche della Confcommercio. Possibile che nessun addetto ai lavori abbia colto questa evidentissima discrasia? Abbiamo il dubbio che qualcuno non abbia ben compreso quale sia lo stato d’animo della categoria di fronte alle pessime notizie che sono emerse sullo stato di salute dell’Enasarco dopo che per anni alcune delle persone, che oggi sono in predicato di essere riconfermate a opera del commissario, hanno assicurato che tutto era a posto e in regola. I nostri convegni recenti e la chiara indicazione del ricorso alle elezioni emersa dal referendum da noi promosso, di cui renderemo edotto il ministero del lavoro e della previdenza sociale attraverso una valanga di fax e di e-mail, ci confermano la validità della nostra linea di chiarezza e trasparenza che ci porta a dire che, in assenza di un governo di garanzia, non saranno tollerati strappi allo statuto, né in merito alla rappresentatività effettiva né in merito alla sussistenza dello status di agente in attività o pensionato che deve essere tassativamente posseduto da tutti i componenti di parte agente e, a maggior ragione, dal futuro presidente. Questo compito di controllo del rispetto dello statuto spetta in primis al commissario Pollastrini e, comunque, al ministero del lavoro e della previdenza sociale. Un’ulteriore annotazione ci sia consentita. In assenza di garanzie reali, di fronte alla proposizione del vecchio cda, sarà obbligata la via di richiedere l’intervento della magistratura per verificare tutte le anomalie che la relazione alla commissione parlamentare del commissario ha messo in evidenza, come obbligato sarà l’impegno di portare fuori dell’Enasarco tutti coloro, e sono tantissimi, che non hanno fiducia in una gestione blindata e verticistica in una materia (quella della previdenza complementare) che il legislatore ha disegnato per tutti i lavoratori con il carattere della portabilità nei fondi a maggiore rendimento.

                Infine, una nostra precisa richiesta. Chiediamo formalmente che tutti i rappresentanti degli agenti di commercio in seno al cda e al collegio sindacale (a partire dal nostro rappresentante) non percepiscano compensi fissi, ma soltanto i gettoni di presenza per le sedute cui parteciperanno. Chiediamo, poi, che il presidente e i vicepresidenti percepiscano il 50% dei compensi stabiliti dal vecchio cda. Chiediamo infine che il presidente del collegio sindacale, cui la presente è diretta per conoscenza, vigili in adempimento al suo mandato sulla composizione del nuovo cda, che per le designazioni di parte agente e per la presidenza deve riguardare esclusivamente soggetti iscritti all’Enasarco che esercitino effettivamente l’attività o che siano pensionati Enasarco. In caso contrario, si concretizzerebbe un indebito pagamento per l’Enasarco e un ingiustificato arricchimento da parte di soggetti che non hanno titolo a percepirlo. Omissis. Con riserva di ulteriori notizie si anticipa la decisione di tutelare anche nelle sedi giudiziarie il diritto della Federagenti e degli agenti che rappresenta a sedere nel consiglio di amministrazione’.

                  Da ultimo si riporta una dichiarazione del segretario generale della Federagenti, Fulvio De Gregorio, che dà una chiara indicazione sulle prossime iniziative dell’associazione.

                    ´La categoria ci ha chiesto non solo di vigilare perché venga ripristinata una gestione sana e trasparente, ma anche di dare notizie sul rendimento del patrimonio mobiliare e immobiliare anche alla luce delle ipotesi di vendita degli immobili che ricominciano a circolare. È notizia di questi giorni che l’ex presidente Porreca sarebbe stato rinviato a giudizio proprio per la gara che riguardava queste dismissioni. Questo è un motivo in più per pretendere che l’operazione, qualora necessaria, debba avvenire con provvedimenti condivisi e con paletti ben precisi. Inoltre’, conclude De Gregorio, ´la relazione del commissario Pollastrini alla commissione parlamentare di controllo è in pratica un libro bianco sulle disfunzioni dell’Enasarco, che, come richiesto a gran voce dagli agenti, va studiato e approfondito per individuare eventuali responsabilità e, in tal caso, proporre le relative azioni a tutela dell’ente e dell’intera categoria’.