“Enasarco” Federagenti: si rischiano pensioni più povere

24/11/2006
    venerd� 24 novembre 2006

    Pagina 50

      Enasarco, parte l’operazione verit�

        Dopo il commissariamento della fondazione, Federagenti mette in guardia gli agenti di commercio.
        In prospettiva si rischiano pensioni tardive e molto pi� povere

          I principali quotidiani e i media hanno dato risalto con grande evidenza al commissariamento della Fondazione Enasarco, giustamente voluto dai ministeri vigilanti per fare chiarezza sulla gestione e verificare la correttezza e la tenuta del bilancio. La Federagenti, associazione tra le pi� rappresentative degli agenti di commercio, da anni critica gli amministratori della Fondazione �per aver ricercato l’attivo di bilancio privilegiando il taglio drastico delle pensioni e l’aumento dei contributi, senza percorrere la strada maestra di una seria politica delle entrate (vedasi il rendimento ridicolo degli immobili e la forte evasione contributiva, mai realmente perseguita) e di una drastica riduzione delle ingenti spese di gestione dovute agli stratosferici compensi degli amministratori, della dirigenza e dei consulenti esterni e a una mancata programmazione degli interventi manutentivi del patrimonio immobiliare’. Ora che la pentola � stata scoperchiata la Federagenti intende sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica i dati reali della situazione e aprire gli occhi agli agenti di commercio e alle loro famiglie sui danni incredibili che le modifiche regolamentari hanno portato alle loro tasche. I dati, nella loro chiarezza, non lasciano dubbio alcuno. Le decisioni seguite alla privatizzazione dell’Enasarco, difese con grande enfasi dalla Fnaarc di Adalberto Corsi e dall’Usarci di Ciano Donadon, che, anacronisticamente, continuano a opporsi alle elezioni, porteranno in realt� a una forte riduzione delle pensioni di vecchiaia, mentre quelle di invalidit� e superstiti hanno gi� raggiunto livelli da fame. Il tutto destinato a peggiorare nettamente in prospettiva per le classi pi� giovani che verranno valutate solo con il sistema contributivo. Quindi, in pillole, pensioni pi� tardi e pensioni molto pi� povere.

          Il centro studi della Federagenti OpoFar gi� alcuni anni addietro aveva lanciato l’allarme. �Oggi’, dichiara l’attuale responsabile Luca Gaburro, �ha praticamente ultimato uno studio comparativo ad hoc tra i dati degli importi delle pensioni, prima della privatizzazione (1997) e quelli delle pensioni attuali estrapolandoli dalle risultanze dei bilanci ufficiali dell’Enasarco. Se si confrontano questi dati con quelli che emergono dalla differenza dei compensi degli amministratori prima e dopo la privatizzazione emerge uno spaccato allarmante di come � stata gestita l’operazione. Lo studio sar� presto illustrato in una conferenza stampa con la partecipazione di specialisti del settore previdenziale Enasarco e sar� supportato da conteggi e dati’.

            Domanda. In attesa di conoscere questi dati, che cosa ci pu� anticipare?

              Risposta. Possiamo dare alcuni elementi che riguardano la previdenza Enasarco per gli agenti di commercio e per l’insieme dei pensionati. Il numero di pensioni erogate complessivamente � passato dal 1997 al 2005 da 84.638 a 110.808, mentre la spesa annua pensionistica totale � passata da 903.370.612 lire a 725.834.856,89 euro. Nel contempo, le entrate contributive nel 1997 sono state pari a 1.126.917.682.958 lire, nel 1998 pari a 1.268.731.659.872 lire, arrivando nel 2005 a essere di 706.835.000 euro, con circa 270 mila agenti in attivit�. Da notare che l’aumento dei contributi, attuato dalla Fondazione che ha portato l’aliquota contributiva al 13% complessivo, ha comportato per l’Ente un maggior incasso del 7,85% gi� solo dal dicembre 2004 allo stesso mese del 2005. La composizione percentuale del tipo di pensione � rimasta pressoch� immutata, risultando negli anni all’incirca del 63% per la pensione di vecchiaia, del 5,7% per quella di invalidit� e del 31,3% per quella ai superstiti.

                D. E le prestazioni integrative di previdenza (soggiorni, cure termali, assistenza anziani ecc.)?

                  R. Le spese relative sono passate da circa 24.000.000.000 lire del 1998 ai 8.434.605,47 euro del 2005, con un decremento circa del 37%. Se analizziamo invece solo l’anno passato, hanno usufruito di tali prestazioni 14.913 soggetti, con una spesa media pro capite a carico della Fondazione di circa 566 euro.

                    D. Altri dati significativi?

                      R. Approfondendo l’analisi geografica, il 56,06% delle pensioni � erogato al Nord, il 22,92% al Centro, il 20,79% al Sud e Isole e la percentuale che residua riguarda i residenti all’estero. La regione con pi� pensionati � la Lombardia (21.183), seguita dall’Emilia Romagna con 11.857, mentre in ultima posizione troviamo la Valle d’Aosta con 124. Relativamente al sesso, prendendo in esame il periodo 1998/2005 registriamo un aumento della percentuale delle donne che assumono la professione di agente e rappresentante di commercio, passata dal 15 al 18%. Un ulteriore dato su cui occorre focalizzare l’attenzione � quello relativo agli agenti deceduti, passato da una media di 256 (quadriennio 1998/2001) a una di 1.073 (quadriennio 2002/2005), con un aumento del 400% circa.

                        Questo dato dovr� comportare una attenta riflessione sulla copertura assicurativa offerta dalla Fondazione ai propri iscritti a tal proposito, che dovr� essere opportunamente adeguata essendo oggi decisamente insufficiente.