Enasarco. E questi erano i miei gioielli

13/10/2003

16 ottobre 2003 N.42 pag 217

ECONOMIA
PREVIDENZA / I CONTI IN ROSSO DEI COMMERCIANTI
 
E questi erano i miei gioielli
L´Enasarco non riesce più a pagare le pensioni. E liquida il suo patrimonio
 
 
Sergio Billè ha un conto aperto con le pensioni. Il capo della Confcommercio, la potente organizzazione dei commercianti italiani, che negli ultimi giorni si è segnalato fra i critici più duri della riforma delle pensioni a scoppio ritardato pensata dal governo, è ora costretto a mostrare lo stesso piglio decisionista anche fra le mura di casa. Il motivo è la crisi della Fondazione Enasarco, l´ente nato 65 anni fa che garantisce la pensione integrativa obbligatoria a centomila agenti di commercio.

Da ben due anni l´Enasarco chiude in rosso il proprio bilancio previdenziale: per le prestazioni spende più denari di quanti ne incassi in contributi, con un buco che ha raggiunto i 70 milioni di euro. Il commissariamento, previsto dalla legge, può essere evitato solo se entro il 31 ottobre il governo approverà il piano di risanamento deciso dal consiglio di amministrazione. Un piano che comporta un aumento dei contributi (che saliranno dall´11,5 al 13,5 per cento delle provvigioni) e una riduzione dell´assegno che i futuri pensionati incasseranno ogni mese. "Sono gli stessi interventi che anche un commissario sarebbe costretto ad assumere. La malattia dell´Enasarco non è irreversibile", dice il presidente Donato Porreca, impegnato a scongiurare la liquidazione, che diventerebbe concreta se l´ente non fosse più ritenuto risanabile. Se per un verso la crisi rischia di pesare sulle tasche degli agenti, dall´altro scatena parecchi appetiti. Porreca, che governa da due anni grazie al sostegno della Confcommercio di Billè, il ´socio´ della Fondazione che controlla il maggior numero di posti in consiglio, è infatti seduto su uno dei più ricchi patrimoni immobiliari d´Italia, dal valore stimato in circa 3,1 miliardi di euro. Si tratta di oltre 10 mila appartamenti, soprattutto a Roma. Questi alloggi rendono però pochissimo, meno dell´1 per cento all´anno. I motivi sono diversi, dagli elevati costi di ristrutturazione ai canoni di locazione a volte fuori mercato. Un fattore, questo, che ha da sempre beneficiato diversi inquilini eccellenti, ai quali di recente si è aggiunto per ultimo, secondo quanto risulta a ´L´espresso´, il ministro della Salute Girolamo Sirchia.

Fra i nomi di chi è interessato al ricco piatto circola quello di Stefano Ricucci, l´immobiliarista romano legato alla Confcommercio dai comuni rapporti d´affari con Meliorbanca, l´istituto milanese guidato da Pier Domenico Gallo in cui entrambi figurano come azionisti. Porreca, però, mette le mani avanti, assicurando che i palazzi dell´Enasarco verranno messi a frutto attraverso il conferimento a tre fondi immobiliari gestiti da professionisti del settore, con diversi obiettivi: quelli di maggior pregio, come il palazzo Antamoro a Roma che ospita una fontana scolpita da Gian Lorenzo Bernini, saranno mantenuti in portafoglio, mentre altri, verranno ceduti. Consulenti dell´operazione e gestori dei fondi, tuttavia, non sono stati ancora scelti. Una circostanza che mantiene in allarme chi, come la Federagenti, il sindacato autonomo degli agenti di commercio, in questi anni ha spesso puntato il dito contro la gestione Porreca, criticando la scelta a trattativa privata di dirigenti e consulenti. "Le dismissioni", auspica il segretario nazionale Fulvio De Gregorio, "devono avvenire nella massima trasparenza e pubblicità".

Luca Piana