“Enasarco” Cassa da allarme rosso (F.De Gregorio)

19/04/2007
    giovedì 19 aprile 2007

      Pagina 56 – Agenti di commercio
      Pagina a cura della Federagenti Cisal

      Il parere del segretario generale di Federagenti sulla previdenza complementare degli agenti.

        Enasarco, cassa da allarme rosso

          De Gregorio: servono provvedimenti straordinari e immediati

            di Fulvio De Gregorio*
            * segretario generale Federagenti

              Il 13 aprile sono stati convocati presso il ministero del lavoro Giovanni Pollastrini, commissario straordinario Enasarco, nonché, per gli agenti di commercio, la Federagenti Cisal, la Filcams Cgil, la Fisascat Cisl, la Uiltucs, l’Ugl, la Fiarc, la Fnaarc e l’Usarci. Per le ditte preponenti erano presenti Confindustria, Confcommercio, Confapi, Confcooperative, Confartigianato e Confesercenti. La riunione ha avuto a oggetto l’avvio delle procedure per il rinnovo del consiglio di amministrazione Enasarco, essendo ormai prossima la scadenza del regime commissariale. Al riguardo è stata precisata dall’onorevole Giovanni Battafarano, capo della segreteria tecnica del ministro del lavoro, Cesare Damiano, l’intenzione del ministro di procedere alla scadenza del commissariamento, prevista nella prima decade di maggio, alla nomina dei nuovi amministratori, così come dichiarato al momento della nomina di Pollastrini.

              Presupposto della riunione è stato il contenuto della comunicazione inviata dal commissario straordinario alle parti sociali in merito, sia alle preoccupanti risultanze del bilancio tecnico, sia alle gravi carenze che sarebbero state riscontrate nella gestione della Fondazione, sia all’esito del giro di consultazioni che lo stesso commissario aveva condotto tra le associazioni maggiormente rappresentative per registrarne la posizione circa l’esigenza, da più parti evidenziata, di rendere democratica e partecipata la gestione dell’ente.

                Le associazioni, con alcuni distinguo, hanno sostanzialmente dato atto al commissario di avere fornito un quadro preciso e puntuale delle gravi difficoltà dell’Ente e hanno assicurato il proprio impegno ad affrontare con spirito costruttivo il futuro dell’Enasarco, perché i dati relativi al bilancio tecnico pesano come un macigno e non offrono spazi di manovra, ma impongono interventi rapidi e incisivi per cercare di dare certezze al futuro previdenziale della categoria.

                  La riunione si è sciolta con l’intesa che le parti sociali invieranno a breve un proprio documento su quelle che ritengono le priorità essenziali cui il nuovo consiglio dovrà attenersi per risanare, sotto il controllo dei ministeri vigilanti, i conti della Fondazione attraverso una gestione trasparente ed avveduta. Il nuovo cda dovrà inoltre pervenire in tempi brevi a quelle modifiche statutarie indispensabili per dare voce alla categoria attraverso le elezioni dirette dei propri rappresentanti.

                    Va detto al riguardo che i dati e i fatti sommariamente enunciati da Pollastrini nel corso dell’incontro erano stati anche oggetto di una sua articolata relazione inviata il 29 marzo scorso alla commissione parlamentare di controllo degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale. I tantissimi punti di criticità rilevabili dal lavoro del commissario non sorprendono certo chi, come Federagenti, aveva più volte richiamato la necessità di ridurre drasticamente le spese di gestione (a partire dagli organi collegiali e dalle società di consulenza), di aumentare il recupero dei contributi attraverso l’intensificazione dell’attività ispettiva e di incrementare la redditività del patrimonio attraverso la razionalizzazione degli investimenti.

                      Apprendiamo ora che, nonostante le forti penalizzazioni in materia pensionistica (aumento dell’età pensionabile, sistema contributivo, eliminazione delle revisioni, diminuzione dei supplementi), l’ultimo bilancio tecnico rileva che è a rischio l’esistenza stessa della Fondazione e la relazione del commissario conferma la fondatezza dei rilievi da più parti espressi circa le modalità che hanno caratterizzato la gestione dell’Enasarco che, addirittura, non aveva attuato neanche la separazione tra le diverse gestioni previdenziali, assistenziali e Firr, in contrasto con le chiare previsioni di legge.

                        L’allarme sui bilanci, unito alla introduzione del sistema contributivo per l’Inps e per l’Enasarco, non consente certo previsioni rosee per la pensione della categoria e impone una presa di coscienza che porti a soluzioni condivise per inquadrare i reali termini dei problemi e rimettere a posto le cose.

                          In tal senso sono in gran parte condivisibili i suggerimenti di Pollastrini mirati a dare alla governance dell’Enasarco un assetto democratico e ad aggiornare la normativa regolamentare, per esempio consentendo ai silenti, cioè a chi ha effettuato vari anni di versamento senza maturare il diritto ad alcuna prestazione, di portare almeno una parte dei contributi versati all’Enasarco presso altre previdenze complementari evitando l’esproprio che di dette somme oggi avviene.

                            Così come condivisibili sono i provvedimenti adottati in termini di contenimento dei costi, di recupero della evasione contributiva e di revisione e riordino delle procedure di spesa e degli investimenti patrimoniali mobiliari e immobiliari.

                              In sostanza, va riaffermato il principio che la vera ´mission’ dell’Enasarco è quella della previdenza e che gli amministratori devono, quindi, porsi l’obiettivo unico di dare certezza al pagamento di pensioni decenti ed essere preparati tecnicamente per questo compito.

                                A tal fine lo statuto dovrebbe prevedere due organi distinti, uno più ampio, di controllo e di indirizzo, eletto direttamente dalla categoria e uno di amministrazione, anche più ristretto dell’attuale, che potrebbe anch’esso essere eletto direttamente o dall’organo di controllo e di indirizzo.

                                  Purtroppo dobbiamo prendere atto che non sono solo i palazzi dell’Enasarco a rischiare di perdere pezzi e valore in assenza di una precisa e lungimirante politica di manutenzione degli immobili. È l’Enasarco che esce veramente malmesso dagli accertamenti effettuati dal commissario Pollastrini incaricato dai ministeri vigilanti di procedere alle indispensabili verifiche dopo l’arresto dell’ex presidente Porreca, dell’attuario Fulvio Gismondi e di Sergio Billè e Ricucci.

                                    I fatti danno ragione a chi, come noi, aveva chiesto il commissariamento per rassicurare la categoria giustamente preoccupata per le vicende relative alla gara bandita per la dismissione degli immobili Enasarco (valore 3 miliardi e mezzo di euro) che la Federagenti aveva subito impugnato come irregolare perché tenutasi con procedura d’urgenza in assenza dei prescritti requisiti. Oggi apprendiamo che dubbi di legittimità sono rinvenibili in altre procedure e che il commissario è dovuto intervenire in varie situazioni per ridurre compensi esagerati e/o immotivati, risolvere rapporti improduttivi e porre fine al rinnovo automatico degli appalti non consentito dalla legge. Ma quello che più colpisce è il dato rilevabile dal nuovo bilancio tecnico. Infatti Porreca solo l’anno scorso, nella relazione che accompagnava il bilancio consuntivo 2005, aveva tracciato un quadro del tutto positivo affermando che ´tali risultati appaiono in linea con le previsioni tracciate dal bilancio tecnico, che, alle condizioni attuali, stima un patrimonio atto a far fronte agli impegni con gli iscritti ben oltre il quindicesimo anno di legge’. Al contrario oggi risulta che ´il saldo previdenziale rimane positivo per 9 anni e cioè sino al 2014;É il rapporto tra il patrimonio alla fine di ciascun anno e l’ammontare delle pensioni erogate nell’anno pari, pari a 5,293 nel 2006, è crescente fino al 2010 e si mantiene superiore sino al 2015′ e, quindi, è decisamente inferiore ai 30 anni che sono il termine minimo richiesto dalla legge a garanzia del pagamento delle pensioni. Il quadro peggiora se si ritengono legittime le istanze di chi, avendo versato contributi per svariati anni senza poter avere le prestazioni, chiede di poter utilizzare in qualche modo i soldi versati trasferendoli nei fondi previsti dalla nuova normativa sulla previdenza complementare. Quindi, questa è la conclusione, l’Enasarco non è in linea con le previsioni legislative e se in tempi brevi non si interviene, sia riducendo drasticamente le spese, sia incrementando le entrate attraverso la lotta all’evasione contributiva e alla morosità dell’inquilinato, sia aumentando notevolmente la redditività del patrimonio, l’ente corre il rischio della liquidazione.

                                      Ma, purtroppo, non è finita qui, perché dai dati forniti dal commissario viene la conferma che l’ammontare della pensione media di vecchiaia è inferiore a 600 euro lordi al mese (circa 430 euro netti), mentre le pensioni ai superstiti e di reversibilità si attestano intorno ai 300 euro lordi (circa 220 euro netti). Questi importi sono oltre tutto destinati a ridursi almeno del 40% a seguito dell’introduzione del sistema contributivo dall’1/1/2004 e dei nuovi coefficienti di trasformazione delle pensioni che già sono stati calcolati dai tecnici in relazione all’allungamento della vita e al rendimento (scadente e in discesa) del patrimonio della Fondazione Enasarco nell’ultimo triennio. Insomma, qui si rischia di fare un gran polverone per poi pagare, bene che va, 400 euro medi lordi (280 euro netti) di pensione di vecchiaia alle generazioni future. Insomma il momento è talmente delicato che, a nostro avviso, debbono essere adottate soluzioni transitorie di garanzia finalizzate a risanare rapidamente la gestione e, nello stesso tempo, a concertare nuove regole per renderla finalmente trasparente e partecipata.

                                        La Federagenti ritiene che la strada del risanamento vada perseguita rapidamente. Innanzitutto va sostenuta e portata a termine l’opera di riscrittura delle procedure di spesa e dei criteri di gestione della Fondazione secondo le linee di trasparenza e di correttezza amministrativa tracciate dal commissario e vanno cambiate le regole statutarie per consentire la scelta degli amministratori attraverso i correttivi sopra indicati che portino la categoria a controllare e giudicare direttamente l’operato dei propri rappresentanti, come del resto avviene pacificamente in tutte le casse privatizzate. L’emergenza impone a questo punto che tutte le associazioni facciano un passo indietro e che venga costituito un consiglio di amministrazione di garanzia con la partecipazione di tecnici designati da tutte le parti sociali presenti in Enasarco. Detto consiglio avrebbe lo scopo di approntare in tempi rapidi e predeterminati modifiche statutarie condivise, privilegiando i principi della democraticità e della rappresentatività effettiva. Questo organismo di garanzia potrebbe essere presieduto proprio dal rappresentate del ministero del lavoro, meglio se da Giovanni Pollastrini che già conosce le problematiche della Fondazione e, a giudizio unanime delle parti sociali presenti alla riunione, ha svolto il proprio compito in modo obiettivo e professionale.

                                          Altro discorso è quello di verificare se la gestione passata abbia provocato danni alla Fondazione e, quindi, agli agenti di commercio che sono i contribuenti. Prima di effettuare eventuali azioni la Federagenti intende esaminare i documenti che il commissario si è riservato di trasmettere alle parti sociali sulla situazione finanziaria. D’altronde la verifica della legittimità degli atti del cda compete al collegio sindacale che ne darà certamente conto nelle sedi dovute. In conclusione, la Federagenti comunica di avere in programma due importanti iniziative sull’Enasarco. Una riguarda la manifestazione che si terrà in tutta Italia sabato 26 maggio prossimo e avrà a oggetto proprio l’emergenza Enasarco e sarà trasmessa in diretta tv su Sky Class Cnbc, canale 505. L’altra riguarda un referendum rivolto alla categoria per sapere se vuole eleggere direttamente i propri rappresentanti in Enasarco.