“Enasarco” Billè ai domiciliari

25/09/2006
    sabato 23 settembre 2006

    Pagina 6 – politica&societ�

      Enasarco, Bill� ai domiciliari

        Sara Menafra
        Roma
        Quando gi� sapeva che le cose si stavano mettendo male, che avrebbero potuto arrestarlo, e che di certo avrebbe raccontato la storia che ieri ha portato all’arresto degli ex compagni di merende Sergio Bill�, Donato Porreca e Fulvio Gismondi, Stefano Ricucci si � assicurato che i soldi della tangente pagata tornassero sul suo conto. E’ per questo che la valigetta tornata da Lugano a Roma con dentro tre milioni di euro � ora l’ultima prova su cui s’appoggia la procura di Roma per accusare di corruzione il presidente di Confcommercio (Bill�), quello di Enasarco e un faccendiere di quest’ultimo (Porreca e Gismondi).

          Ricucci ha vuotato il sacco tra giugno e luglio, poco prima di essere scarcerato. E’ stato lui a raccontare che i tre avrebbero dovuto truccare il bando di appalto per la gestione e collocazione sul mercato del patrimonio immobiliare di Enasarco, l’ente di previdenza dei rappresentanti di commercio che gestisce immobili per un valore complessivo di 1700 milioni di euro, e fare in modo che lo vincesse la Magiste di Stefano Ricucci. Lui li avrebbe ricompensati con una tangente di 50 o forse 60 milioni – un 40% a Bill�, un’altro 40% a Porreca e il 20% a Gismondi.

            E’ luglio 2004, quando, per convincere i dirigenti di Enasarco e Confcommercio che si pu� fare, Ricucci spedisce tre milioni di euro su un conto a Singapore. La trattativa parte e l’unico intoppo viene risolto rapidamente. A un certo punto dell’affare Sergio Bill� chiede a Ricucci, invece dei soldi, il 20% delle azioni di Magiste da intestare al figlio Andrea (anche lui indagato, a piede libero). Il ragazzo, poco pi� che trentenne, fa l’assicuratore e Ricucci intesta a suo nome dei titoli al portatore. Quando, a maggio 2006, i finanzieri che ne hanno trovato una copia a Zagarolo ne chiederanno conto a Ricucci lui prover� pure a spiegare che sono il pagamento per delle polizze a favore della Magiste in realt� mai stipulate.

            L’annuncio del bando di gara sar� pubblicato da Enasarco a marzo 2004, ma ad ottobre Ricucci � gi� a conoscenza di tutti i dati relativi al patrimonio da gestire. Imbarca Deutsche bank e la Bpi di Gianpiero Fiorani che forniscono le credenziali necessarie. Il giorno della gara, il 14 luglio 2005, improvvisamente il meccanismo si inceppa: �La domanda non fu presentata – dice Ricucci ai pm Giuseppe Cascini e Giuseppe De Falco – per la condotta di Deutsche bank. Prima pretesero di aumentare la loro quota e poi decisero di non firmare�. Non � chiaro perch� la Deutsche si sia ritirata. Ricucci spiega che la Deutsche lo voleva �fregare� e organizzare l’affare senza di lui, ma la teoria non convince i pm che almeno per il momento non hanno notificato alcun provvedimento ai dirigenti della banca.

              A quel punto, comunque, i quattro soci si fermano, avendo forse intuito che presto Ricucci finir� in guai ben pi� grossi. E a gennaio 2005 il presidente della Magiste si affretta a spedire alcuni collaboratori a Lugano per ritirare i tre milioni. Il gip Sante Spinaci che firma l’ordinanza di quattordici pagine, si � per� convinto che il �pactum sceleris� avrebbe potuto ripetersi, magari con un altro socio pi� accorto di Ricucci: �E’ evidente e concreto – scrive – che l’operazione illecita avrebbe potuto andare avanti con altri soggetti�. Solo cos� si spiegherebbe perch� pi� di un anno dopo i fatti, la gara di appalto per la gestione delle case Enasarco non � ancora stata bandita.

                L’avvocato di Bill�, Titta Madia, ha provato a spiegare che l’Enasarco � un ente di diritto privato e dunque i suoi dirigenti non possono essere �corrotti� (il reato riguarda i pubblici ufficiali). Ma pare difficile che il presidente di Confcommercio riuscir� a cavarsela tramite cavilli giuridici: le ultime due pagine dell’ordinanza sono un elenco di sentenze, norme e documenti, a partire dallo statuto di Enasarco, tutte dedicate al carattere �pubblico� degli enti di previdenza da anni in vendita al miglior offerente.