Emmezeta, lavoratori in lotta

14/06/2011

Il sindacato prova a coinvolgere í clienti: «Lasciate il carrello, usate íl cervello»

VENTUNO gli avvisi di mobilità inviati agli altrettanti dipendenti di Emmezzeta Conforama, un provvedimeno che da qui abreve andrà ad influire sulle vite di chi da anni è impiegato nel centro commerciale di Montalto, ed ha contribuito al suo sviluppo e al suo successo.
I penalizzati dalla crisi, e dalla dirigenza, sono infatti quei lavoratori da più tempo organici, alcuni assunti sin dall`apertura nel 2001. Una situazione già difficile, esasperata dalla ratificazione del contratto nazionale collettivo del lavoro peri dipendenti da aziende del commercio, che non ha trovato concorde la Cgil la quale ritiene ulteriormente penalizzante l`accordo per gli impiegati, agendo sulle ferie, sulle ore di straordinario e sulle giornate di malattia, le settimane di congedo previste sono state ridotte da 5 a 7, il lavoro domenicale retribuito come ordinario e l`assenza per malattia garantita solo in minima parte. Il contratto venne siglato a suo tempo, il 4 marzo, da tutte le associazioni sindacali ad eccezione appunto della Cgil, che da quel momento accompagna i lavoratori nella lotta. Una battaglia, che si fa sempre più ardua e a cui si aggiungono di continuo nuove istanze, come quella forse tra le più gravi, dello spettro di un licenziamento. Ieri mattina quasi tutto il personale del centro commerciale ha invaso lo spazio antistante gli
ingressi, affiancato dalla Cgil, una protesta rumorosa, ma non da tutti condivisa, «si prevedeva di bloccare completamente il servizio, i cittadini devono essere a conoscenza che da qui a poco, 21 di noi saranno licenziati.
Per i primi 2 anni riceveremo 1/3 dello stipendio, dopo di che saremo punto a capo, senza lavoro e con delle famiglie a carico. Ma non tutti sono solidali con noi», spiega Daniele, assunto sin dall`apertura. I manifestanti raccontano infatti dell`indifferenza di alcuni, tra i più giovani, promossi tra l`altro a mansioni di responsabilità, a dire degli scioperanti, tranquilli perché appartenenti alla schiera degli intoccabili, «è inconcepibile che 10, tra l`altro i più giovani tra noi, siano completamente indifferenti, se non ostili alla lotta, è inutile negarlo siamo in Calabria e purtroppo il clientelismo è una di quelle dinamiche che non morirà mai, ma avrebbero potuto almeno rispettarla la protesta, sia pure senza condividerla», commenta Maria un`altra dipendente. Un gesto, quello fatto dai colleghi, per niente gradito dai manifestanti, all`apertura delle saracinesche infatti, urla e fischi hanno salutato cassiere e commessi pronti alle loro postazioni.
I pochi clienti giunti per lo shopping domenicale sono stati dissuasi e coinvolti nel sit-in, Luigi Scarnati segretario generale della Filcams rivolge un appello forte ai visitatori «Non entrate oggi, passate un altro giorno, rinunciate ai vostri acquisti della domenica in nome di un diritto, quello al lavoro, coloro che da anni vi servono e vi consigliano, probabilmente verranno "tagliati", i loro nomi diventeranno dei numeri che andranno ad incrementare le statistiche dell`ISTAT. Unitevi alla protesta, lasciate il carrello, usate il cervello». «La mia scarpiera può aspettare, uno dei valori tra i più importanti e sanciti dalla nostra Costituzione, no. Siamo in clima di tolleranza, non di riconoscimento e affermazione dei diritti», commenta Mario Calderaro, uno dei tanti, accorsi per lo shopping, machepersolidarietà lasciano il centro commerciale. Dall`altra parte delle porte scorrevoli, la calma, le canzoni di Baglioni di sottofondo, tanta indifferenza quanto diffidenza, e nessuna dichiarazione da rilasciare in merito a ciò che si stava verificando a pochi metri. Una porta automatica di confine, gli scioperanti non si meravigliano dell`assenza del direttore, Corrado Cocimano, che come se nulla fosse continua la supervisione tra i reparti.